
(….) Driin…oh, no, il telefono! Chi è,e
cosa vuole a quest’ora? Mi guardo intorno perplesso, con un occhio ancora
rivolto al mondo dei sogni, lo avevo spento il cellulare e il telefono di casa
non funziona da giorni. Driinn…possibile che il citofono o la porta abbiano
cambiato suoneria? Suoneria?? Sono sempre più confuso… Poi mi accorgo che è una
piccola sveglia nascosta chissà dove. Maledizione! Stamattina questa casa sarà
la scena di un delitto: mia sorella sa benissimo che odio essere svegliato in
questo modo ma, infingarda, imposta e nasconde quei maligni aggeggi pur di
seccarmi fin dal primo raggio di luce del mattino. Ma che ore sono? Le 9 oddio!
Decido di fare un investimento per il mio futuro o quanto meno per la mia
salute mentale: mi alzo, ancora intontito e alquanto arrabbiato, apro la
finestra e getto lei (la sveglia, anche se sarei tentato di defenestrare
addirittura la malvagia terrorista), direttamente nel cassonetto sotto casa
sperando di non aver centrato la testa di qualche passante…che liberazione!
Torno a dormire. Anzi no, non riesco più a prender sonno e allora decido, dopo
una veloce lavata di faccia e un altrettanto veloce quanto infruttuosa
strigliata alla strega che, non so come, ha il mio stesso sangue nelle vene, di
accendere il caro computer sperando non sia saltato tutto per aria a causa di
quel tuono! Nonostante tutto, la notte mi ha portato consiglio e ora sto
decisamente meglio. Sembra distante da me il sentimento leopardiano di dolore
universale che la pioggia mi ha ispirato solo poche ore fa ma, allo stesso
tempo, il mio rimane un mezzo sorriso: prima o poi qualche fantasma tornerà a
bussare alla mia porta, lo sento, e io, folle, aprirò ingenuamente per poi
farmi ancora travolgere da funeste acque in cui, navigare, certo non mi è
dolce! Per fortuna è tutto apposto e il computer, lento come un treno a
carbone, si avvia all’accensione. Dopo un thè, un cornetto, dieci passi intorno
alla sedia stile lap dancer dei peggiori bar di Caracas e un paio di girate di
pollici, finalmente compare il “simpatico” logo di windows che mi ricorda che
mancano solo dieci minuti e poi potrò finalmente andare su internet sempre che
la connessione non sia saltata con i miei nervi o bruciata come la cena
dell’altra sera. Nel frattempo prego sperando che da qualche parte ci sia
qualche dio, ideo, budda…che mi conceda il miracolo di una tranquilla regata
tra i siti preferiti senza essere invaso da finestre, finestrine e finestrelle
con donnine nude che, pur non dispiacendomi, non mi permettono di gestire i
miei businnes. Vedo la luce, ah no, è solo il sole che fa capolino nella mia
stanza, ma “m’illumino d’immenso” solo quando vedo le icone sul desktop e la
pagine di internet explorer aprirsi. Comincio a frugare nel web senza aprire
messenger onde evitare valanghe di cazzate che a quest’ora non riesco proprio a
sopportare. E, dopo aver dato un occhiata al mio amato blog, dove, con grande
tristezza, noto l’invasione di ragazzine che mi invitano nei loro
frutturellosi, mega colorati, iper fashion spaces, anzi spz perché scrivere per
intero non fa glamour, la freccetta si catapulta sulla x in alto a destra onde
evitare che il monitor faccia la stessa fine della non più fastidiosa sveglia.
Una e-mail, poco dopo, attira la mia attenzione: Fallen Angel. Ricevo la
conferma della mia richiesta bruscamente interrotta la sera prima dal
temporale. Guardando meglio tra le righe scopro che anche lei ha un suo diario
online e, curioso, mi collego subito ad esso (subito…si fa per dire!),
promettendomi di uscire semmai mi trovassi di fronte a qualche k o alla prima
foto dei Tokio Hotel. E, beh, rimango sensibilmente sorpreso: è davvero bella
quanto pensassi, le foto postate non mentono e, inoltre, ha una passione e un
attitudine in comune con me: la scrittura. I miei occhi scivolano curiosi
sull’ultimo intervento pubblicato e ne rimangono come intrappolati da un
ragnatela di affascinante bellezza…“Il viaggio. E cosa meglio potrebbe
rappresentarlo se non la vita stessa? La vita umana. Quella vita che non si
ferma mai, non si stanca, neppure quando sembra che tutto sia giunto al
termine. Quando incombono le tenebre più oscure. Ma no, forse sarà proprio
quello l’inizio di un nuovo cammino, di un nuovo percorso. Forse più semplice o
più complicato. Ma che importa? Ciò che conta è che non sia noioso. Tempo fa,
un grande maestro di vita, mi disse che la noia è una contraddizione
all’esistenza umana. Va allontanata. Scacciata. Con tutte le forze. La noia è
una “non vita”. Un “non viaggio”. E che senso ha? Nessuno. Per quanto quel
viaggio possa essere buio, opaco, tenebroso, beh, poi pian piano quelle tenebre
si schiariranno, diventerà tutto più armonioso. Incomberà la luce. E sentirai
su di te il percorso di Dante, quel suo attraversare i tre regni ultraterreni.
Quel suo viaggio che lo condurrà dapprima lì, dove tutto sembrava perso,
finito, senza speranza, in quell’Inferno che sa solo di negatività, di
punizione. Di tortura. Ma da uno stato così lugubre si passa ad uno un po’ più
tenue, il Purgatorio, che lo farà rifiorire poi nel Paradiso. Lì dove tutto è
luce, dove tutto è candido, dove tutto ha un senso. Fino alla contemplazione
della Candida Rosa dei beati, fino alla contemplazione di Dio. E così è un po’
la vita in generale. Quella ricca di ostacoli. Che, forse, è bella proprio per
questo. Che nel mezzo del cammin di nostra vita ti prende. Ti cattura.
Ti travolge. Ti trasporta in ogni singolo istante fino a farti illudere che possa
essere realmente tu colui che decide ciò che ne sarà. Di te, di quel viaggio.
Di tutto. Ma è veramente così? Non lo so. Non ci credo. Non ci penso neppure.
Ti lasci un po’ guidare ma poi guidi tu. Prendi in mano il timone e t’imbarchi
in quell’oceano che, in confronto al tuo viaggio, sembra piccolo piccolo. In
confronto alla voglia che hai di non naufragare. Ma di continuare ad andare
avanti. Addentrarti sempre più. E allora sì che, chissà come, chissà dove,
chissà perché, tutto cambierà moto. Qualcuno, un grande saggio, disse che ogni
cosa dipende dalla prospettiva da cui ci posizioniamo per ammirare ciò che ci
circonda, il tutto. E chi è disposto a negarlo? Bisogna semplicemente impiegare
tutti se stessi per fare del proprio meglio. Per tentare almeno. E dovremo
trovare ragione, religione, teologia, misticismo, forza, coraggio, pazienza e
tant’altro ancora. Perché al nostro fianco non avremo una guida, no, quella
starà solo dentro di noi. E toccherà far di tutto per proseguire al meglio il
proprio percorso, il proprio cammino, il proprio viaggio. Per non renderlo
qualcosa di vano e inutile. Ma vissuto nel vero senso della parola. Con
intelligenza, con saggezza .E ogni singolo istante della vita rappresenta un
viaggio, un frammento di esso. Un qualcosa di sempre e comunque istruttivo e
necessario anche per noi stessi che lo conduciamo. Anche i momenti più
negativi, quando sembra che tutto stia affondando, aiuteranno a fortificare ciò
che già sei. Ti faranno diventare il tuo futuro. Fino a quando, cambiando
direzione al tuo cammino, finalmente scorgerai la luce, quella paradisiaca che
aveva illuminato Dante. E quel bagliore ti affascinerà, ti accecherà di una
luce tutta propria che farà anche parte di te, poi. E quell’anima viaggerà nei
luoghi più disparati attraversando spazi e tempi. Forse per trovare motivo e
giustificazione a tutto. Ma l’importante è non fermarsi mai. Non smettere, non
placare quel desiderio che dovrebbe ardere sempre dentro te. Perché la vita è
un viaggio. Che non si può raccontare, non si può descrivere. Ma viaggiare
significa vivere. Significa trovare un senso. Significa tutto. Semplicemente
questo.”.E, tutt’un tratto, mi ritrovo senza parole, anzi no, le parole le
scovo perché voglio risponderle e non in modo banale, quindi, mi concentro un
attimo e sfioro i tasti fino a ché un commento compare stampato in video:“Amor
ch’a nullo amato, amar perdona… troppo spesso ho lasciato che
questa frase condizionasse le mie scelte, poi ho capito che tutto è una grande
metafora: l’inferno, il purgatorio e il paradiso sono tutti e tre dentro di
noi, stati d’animo indispensabili e in continuo conflitto con la nostra
ragione, prima e più assurda fonte di insicurezza in questo mondo di falsi e
santi eroi. Io a te, angelo caduto, porgo la mia ala sperando insieme di poter
volare anche se solo con la fantasia. Dalla penna di una persona si capiscono
tante cose, le foto, poi, parlano da sole e mi inchino e ti prego di concedermi
l’occasione di conoscerti, di viverti. Sentiamoci qualche volta: non è solo un
invito ma, anche una sfida a trovare il nostro paradiso. Un dolce bacio…Fallen
Angel!”Contento di quello che la mente mi ha concesso di regalarle, disconnetto
tutto aspettando un’eventuale risposta .Un sole così non va sprecato in questa
buia camera, voglio che sia questa luce qui,l’unica capace di riflettermi
(….) Questo brano è tratto da un “romanzo” che
sto scrivendo con la mia amica Jessica..l’altro punto di vista,quello
dell’altro angelo caduto lo potete leggere qui
&referrer=)

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale