Gen 30

Indipendenza soggettiva per il registro agevolato. Il concetto è stato ribadito con sentenza n. 8 del 13/12/2008 dalla ctp Reggio Emilia, in risposta ad un ricorso di una società di capitali che aveva acquistato un terreno edificatorio, con i requisiti di cui all’art. 33 legge 388/2000 e, perciò, avvalendosi delle agevolazioni previste nel versamento delle imposte di registro, ipotecarie e catastali. Successivamente lo stesso proprietario cedeva a terzi porzione di tale terreno. Per tale motivo l’ufficio dell’agenzia delle entrate irrogava avviso di liquidazione, chiedendo il residuo delle imposte ipotecarie, di registro e catastali, poiché, per l’ufficio, erano venute meno le condizioni di cui all’art. 33. La parte ricorrente sosteneva che, per la concessione dell’agevolazione tariffaria, le condizioni erano essenzialmente di duplice natura. In primis il terreno doveva far parte di un piano urbanistico particolareggiato. In secondo luogo l’edificazione doveva avvenire entro 5 anni dall’acquisto.
Per tutto ciò, sosteneva la ricorrente, la pretesa dell’ufficio era infondata. L’agenzia confermava il proprio operato ribadendo che l’alienazione della porzione dell’area edificabile faceva venir meno la possibilità edificatoria della ricorrente, entro il limite stabilito dalla norma.
La Ctp interveniva chiarendo l’errata interpretazione della norma, da parte della resistente agenzia, poiché l’art. 76 della legge 448/01, interpretativo del succitato art. 33 legge 388, ribadiva il concetto espresso dalla ricorrente.
Affinché, infatti, fosse applicabile l’art. 33 legge 388/2000, affermava la commissione, dovevano sussistere due condizioni fondamentali:
a) il terreno doveva far parte di un piano urbanistico particolareggiato regolarmente approvato, ai sensi della normativa statale;
b) l’edificazione nell’area doveva avvenire nel termine di 5 anni dall’acquisto della stessa.

Inoltre, la Ctp ribadiva che era irrilevante quale soggetto effettuasse l’edificazione, poiché la norma era da intendersi solo oggettivamente e non soggettivamente, come sostenuto dalla resistente anche perché l’intenzione del legislatore era stata quella di favorire lo sviluppo edilizio. Intenzione e volontà che mal si conciliavano con le tesi restrittive dell’ufficio accertatore.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Italia Oggi

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale





Gen 30

Silvio Berlusconi rilancia l’idea di un piano casa con ‘new towns’ vicino ai capoluoghi di provincia. «Il nostro intento è quello di realizzare delle new towns vicino ai capoluoghi di provincia per aiutare chi non ha case o le giovani coppie che attualmente non possono permettersi di acquistare appartamenti» ha affermato il premier in occasione di un incontro con i presidenti delle Regioni Piemonte e Molise. Il piano prevede, avrebbe spiegato il premier, «il pagamento di rate di mutuo addirittura inferiori agli attuali canoni di affitto».
Viene messa sul tavolo un’interessante proposta, che dovrebbe facilitare, da una parte l’uscita dalle case dei giovani “bamboccioni” e dall’altra dar movimento al mercato del lavoro nel settore edilizio.
Ci si domanda una cosa. Non crediamo che la poca mobilità dei giovani sia dovuta unicamente alla mancanza di immobili a basso costo. Si risolve il problema della casa: ottima idea. Ma se i giovani non hanno un lavoro con cui pagare le rate più basse dell’affitto, non si ritroveranno lo stesso dopo un anno o due a tornare a casa dai genitori? A questo punto non conviene costruire nuove città che contengano case, ma anche posti di lavoro?

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: NEWSPAGES: Informazione immobiliare gratuita
Autore: Pierpaolo Molinengo

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 30

silvio-berlusconi-sono-come-gesuIl 17 gennaio il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, durante un convegno preelettorale a Nuoro ha raccontato una “barzelletta” alle persone accorse al suo comizio. ”La sapete quella del campo di concentramento?”, ha chiesto. e subito, incalzante: “Un kapò dice: ‘Per foi ho una buona notizia e una meno buona. Metà di foi saranno trasferiti in un altro campo’. A questo punto tutti gridano evviva e chiedono quale sia la notizia cattiva. ‘Qvella meno puona è che la parte di foi che sarà traferita è qvella ke va da qui in giù’, e nel dire questo segna dalla cintola in giù”.

Questa “barzelletta”, ritengo, il Presidente del Consiglio poteva anche risparmiarsela, anzi doveva. Ma  non è nuovo di certo a queste simpatiche burle. Nel luglio del 2003, nella sede dell’Europarlamento, parlando dell’europarlamentare tedesco Martin Schulz (Spd), lo definì perfetto per il ruolo di kapò in un film sui lager nazisti.

Mia nonna se n’è andata pochi mesi fa ma tengo ancora, nella mia mente, ben impressi i suoi occhi quando parlava di suo fratello fucilato a 30 anni per aver salvato la vita a due paracadutisti inglesi da SS. Penso che tale “barzelletta” non le avrebbe fatto molto ridere, così come non ha divertito molto la Fondazione Memoria della Deportazione. Lascio a loro il commento di tale affermazione perchè hanno provato direttamente sulla loro persona tale “barzelletta”.

Noi, che i campi di concentramento li abbiamo conosciuti bene, vorremmo sommessamente dire al presidente del consiglio che le sue barzellette concentrazionarie non fanno ridere: fanno pena. E non fanno onore né a lui né al suo governo, tanto più alla vigilia del Giorno della memoria.

      

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Gen 30

galilei1La teoria dell’isocronismo del pendolo fu introdotta per la prima volta da Galileo Galilei nel 1592. Partiamo dall’etimologia del termine isocrono. Essa deriva dal greco isos  (uguale) e khronos (tempo). Isocronismo significa, quindi, uguale nel tempo e cioè a tempo costante. Inoltre c’è da precisare il fatto che il pendolo al quale si riferiva Galilei nella sua trattazione era quello semplice, detto anche matematico, consistente cioè in un sistema ideale costituito da una particella appesa ad un filo sottile inestensibile di massa trascurabile fissato ad un supporto. Tale pendolo, se spostato dalla sua posizione di equilibrio, oscilla in un piano verticale sotto l’azione del campo gravitazionale. Si trascurano inoltre tutti i possibili attriti. Galilei analizzò tale sistema per piccole oscillazioni, cioè per piccoli spostamenti dalla posizione di equilibrio. 

pendolo_semplice1

Proviamo ora ad analizzare le forze agenti sulla massa appesa al filo. Osservando la figura si vede che tali forze agenti sono il peso m \vec g della massa e la tensione \vec T del filo. Visto che il moto del pendolo avviene su di un piano, scegliamo una coppia di assi ortogonali, uno diretto lungo la tangente al cerchio, l’altro lungo il suo raggio. La componente lungo il raggio del peso della massa m g \cos \theta è bilanciata dalla tensione del filo \vec T. Per quanto concerne la componente tangenziale -m g \sin \theta (F è opposta alla direzione degli angoli \theta crescenti). Ora si utilizza l’ipotesi di piccoli angoli \theta per cui:

\sin \theta = \theta

ottenendo quindi:

F=-m g \theta =-m g \frac{x}{L}

dove L è la lunghezza del filo e x=L \theta. Per piccoli spostamenti la forza di richiamo è quindi proporzionale ed opposta allo spostamento. Questa condizione è proprio quella del moto armonico semplice F=-k x con k=m \frac{g}{L} e quindi si ottiene un periodo di oscillazione:

T=2 \pi \sqrt(\frac{m}{k})=2 \pi \sqrt(\frac{m}{mg/L})=2 \pi \sqrt(\frac{L}{g})

Così si dimostra utilizzando solo il secondo principio della dinamica l’isocronismo del pendolo per piccoli angoli, cosa che Galilei per primo misurò nella lucerna della cattedrale di Pisa vedendo il lampadario che oscillava dopo un intervento di spegnimento delle candele. Misurò il periodo utilizzando il battito del polso. Nella Cappella Aulla del Camposanto Monumentale si può oggi osservare la lampada votiva che era sospesa nella Cattedrale al tempo di Galileo. 

 

Lev Davidovic Landau

Lev Davidovic Landau

La dimostrazione dell’isocronismo del pendolo può essere effettuata secondo diversi procedimenti. A mio parere il più elegante e chiaro sta nel primo volume di Fisica teorica del grande scienziato Lev Davidovic Landau. Per seguire la sua dimostrazione dobbiamo prima definire le coordinate generalizzate come n grandezze qualsiasi (q_1 , q_2 , q_3, ... , q_n) che caratterizzano completamente la posizione di un sistema con n gradi di libertà e una funzione detta lagrangiana che è un funzionale delle coordiante generalizzate, delle derivate rispetto al tempo delle coordinate generalizzate e del tempo stesso. Tale funzionale descrive completamente le equazioni del moto del sistema tramite il principio di Hamilton:

 

\delta S=\delta\int_{t_1}^{t_2} L(q,\dot{q},t) dt=0

dove S definisce l’azione del sistema ed ha le dimensioni di un’energia per un tempo. Proprio grazie al principio di Hamilton si dimostra una splendida connessione fra la matematica e l’Universo nota come teorema di Noether che stabilisce che per ogni simmetria continua in un problema di fisica corrisponde una legge di conservazione. Tralasciando tali importantissime conseguenze occupiamoci ora, visto che abbiamo introdotto tutti gli stumenti matematici che ci serviranno, della dimostrazione fatta dal fisico russo. Per prima cosa definiamo come unidimensionale il moto del pendolo semplice perchè rappresenta un sistema con un solo grado di libertà. Questo diviene evidente se si pensa al fatto che è sufficiente l’angolo \theta per identificare completamente la posizione del pendolo. La forma più generale della funzione lagrangiana per un tale sistema, soggetto a condizioni esterne costanti (campo gravitazionale \vec g costante), è

L=\frac{1}{2}a(q)\dot{q}^2 -U(q)

dove a(q) è una funzione della coordinata generalizzata q.In particolare se q è una coordinata cartesiana otteniamo:

L=\frac{m\dot{x}^2}{2} -U(x)

Tale funzione lagrangiana si vede qui che è “legata” fisicamente al teorema di conservazione dell’energia meccanica per un sistema consevativo come il pendolo semplice. Avrete notato infatti che il secondo membro corrisponde all’energia cinetica del sistema meno l’energia potenziale gravitazionale. Il merito della dimostrazione di Landau sta proprio nel fatto che tramite tale trattazione non serve nemmeno scrivere l’equazione del moto del sistema; è comodo partire direttamente dal loro integrale primo, cioè dall’equazione che esprime la legge di conservazione dell’energia

\frac{m\dot{x}^2}{2} +U(x)=E

Questa equazione differenziale del primo ordine si integra per semplice separazione di variabili:

\frac{dx}{dt}=\sqrt{\frac{2}{m} [E-U(x)]}

da cui

t=\sqrt{\frac{m}{2}\int\frac{dx}{[E-U(x)]}}+cost

con U(x)

Sep 04

I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia, costituendo il 55-60% della quota calorica giornaliera che va adattata dopo valutazione individuale basata sulle abitudini nutrizionali, sulla condizione clinica e sul quadro lipidico del paziente.
In genere in una dieta si privilegiano i carboidrati complessi, che dovrebbero rappresentare circa il 90% del totale, rispetto agli zuccheri semplici. Comunque deve essere tenuto presente che le variazioni glicemiche indotte dai carboidrati non sono solo correlate alla loro struttura molecolare, ma anche ad altri fattori, quali la rapidità con cui il cibo viene assunto, il modo in cui è stato elaborato e l'associazione con altri cibi.
In considerazione dell'ampia variabilità delle risposte glicemiche ai differenti carboidrati è stato elaborato un parametro per classificare gli alimenti in base ai livelli glicemici indotti, rispetto ad un elemento di riferimento detto indice glicemico.
Un indice glicemico elevato, inizialmente riferito al glucosio, ma, attualmente, al pane, corrisponde ai livelli di glicemia più alti dopo l'ingestione di quell'alimento [...]

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Gen 30

foto01Ciò che mi accingo a trattare in questo articolo è una caratteristica straordinaria dell’universo in cui viviamo che denominiamo massa. La massa è una grandezza fisica fondamentale definita all’interno della saldissima costruzione della meccanica classica come la misura dell’inerzia generata dai corpi al cambiamento del proprio stato di moto. Ma tale definizione è quella di una caratteristica massa identificata meglio dal termine massa inerziale. Questa massa è quella che compare in tutte le equazioni dinamiche di qualsivoglia argomento di fisica teorica. Per la sua definizione formale solitamente si usa il secondo principio di Newton \vec F = m_i\cdot \vec a  , dove con il termine m_i  si è indicato la grandezza scalare massa inerziale. Tale grandezza così definita ci indica quantitativamente l’attitudine di un corpo a resistere ai suoi cambiamenti di velocità. Quindi, per la sua definizione, è prima necessario introdurre il concetto classico di forza. Ma vi è un’altra definizionedi massa inerziale attribuibile ad Ernst Mach in cui non bisogna fare ricorso al concetto di forza. Questa definizione viene data in un sistema isolato formato da due corpi puntiformi interagenti tra loro, sfrutta per la sua esposizione il terzo principio di Newton (detto comunemente di azione-reazione) e si può riassumere in \vec a_2 =\frac{m_1}{m_2}\cdot\vec a_1, dove si è indicato con il pedice 1 le grandezze relative al corpo 1 e con il pedice 2 quelle relative al corpo 2.

Consideriamo ora invece la legge di gravitazione universale introdotta nei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica del 1687 da Newton:

\vec F = -\frac{m_1 \cdot m_2}{r^2}\cdot\hat{r}.

Tale legge, interpretata nella accezzione moderna della teoria dei campi, viene più correttamente espressa come:

\vec g=-\frac{m_1}{r^2}\cdot\hat{r}  

\vec F = m_2\cdot\vec g

in cui abbiamo definito con \vec g il campo gravitazionale, con il pedice 1 abbiamo definito la massa gravitazionale attiva che è proporzionale all’intensità del campo gravitazionale da esso generata e con il pedice 2 abbiamo indicato la massa gravitazionale passiva che è proporzionale all’interazione di ciascun corpo con il campo gravitazionale. Questa puntualizzazione viene trascurata nell’accezione del pensiero comune poichè il terzo principio di Newton dimostra che le due masse gravitazionali sono equivalenti e cioè compaiono sempre associate in un prodotto in ogni legge dinamica. Ma questa interpretazione della massa gravitazionale come carica del campo gravitazionale \vec g (contemporaneamente genera e subisce gli effetti del campo gravitazionale) è assolutamente fondamentale per gli scopi sbalorditivi che andremo ora ad analizzare. Questa interpretazione è quella classica del campo gravitazionale definito come un campo vettoriale. Per i nostri scopi tralasceremo la sua interpretazione alla luce della relatività generale dove sarebbe più corretto definirlo invece come la deformazione dello spazio-tempo creata dalla presenza di corpi dotati di massa o di energia. Esso è rappresentato matematicamente dal tensore di Riemann legato attraverso la geometria differenziale ad un campo tensoriale che caratterizza la geometria di una varietà, detto tensore metrico.

Effettuatata tale rigorosa precisazione, prendiamo ora la seconda legge di Newton in cui compare la massa inerziale: 

\vec F = m_i\cdot \vec a  

e l’equazione già scritta in precedenza che interessa il campo gravitazionale:

\vec F = m_g\cdot\vec g

dove, con l’apice g si indica l’attributo di gravitazionale.

Eguagliando le due espressioni otteniamo:

 m_i\cdot\vec a = m_g\cdot\vec g

e cioè:

 m_i =\frac{\vec g}{\vec a}\cdot m_g.

Questa equazione ci mostra la dipendenza funzionale della massa inerziale da quella gravitazionale. 

Ora è possibile effettuare diversi esperimenti con il campo gravitazionale \vec g costante (nello stesso luogo) verificando che l’accellerazione \vec a non dipende dal corpo al quale si applica la forza di gravità, ma resta costante. Il primo che effettuò un tale esperimento fu Galileo Galilei tramite il piano inclinato. Lo stesso risultato fu trovato con più precisione prima da Newton con il pendolo e poi da Eötvös tramite la bilancia a torsione di Cavendish. Quindi 

\frac{\vec g}{\vec a}=K 

con K=costante. Ma dagli esperimenti effettuati si verifica una straordinaria proprietà: il campo gravitazionale è equivalente all’accellerazione di gravità considerata \vec a e quindi  \vec g viene definito anche come accellerazione di gravità. Questa evidenza sperimentale porta a determinare il valore di K=1. Ciò significa che 

 m_i = m_g

e cioè lo straordinario risultato dell’equivalenza fra massa inerziale e massa gravitazionale.

Questa equivalenza implica la scomparsa della massa stessa dalle equazioni del moto e portò Einstein a formulare la teoria della relatività generale basata sul concetto che la traiettoria di un corpo pesante ha natura geometrica ed è assegnata individuando una legge che specifica una curva in funzione del tempo per ogni punto e per ogni velocità iniziale. La cosa più sbalorditiva è che la carica del campo gravitazionale è l’unica delle quattro interazioni fondamentali a presentare tale proprietà. E le leggi della dinamica, sia quelle che interessano il moto degli astri, sia quelle che interessano la nostra vita quotidiana sulla Terra, sarebbero totalmente diverse senza questa proprietà che, e qui sta proprio la sua portata straordinaria, non può essere il risultato di alcuna dimostrazione, ma esiste in quanto il nostro universo ha scelto, chissà quanto consapevolmente, di regalarcela tale.

      

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Gen 30

Ciò che ora mi spinge a scrivere per chissà chi è la speranza che questo mio articolo possa portare almeno un pensiero vicino a chi dedica la propria esistenza alla ricerca di conoscenza. Oggi è l’8 ottobre. Per i più distratti sottolineo che questa giornata è quella in cui soltanto tre anni fa vi è stato uno degli stermini più vasti che il genere umano possa ricordare. Mi riferisco al terremoto di 7,6 gradi Richter che scosse il Pakistan nella regione del Kashmir causando più di 30.000 vittime, di cui gran parte bambini. Ma ciò che più mi preoccupa è il fatto che sembra che il governo sia un poco distratto quando sento parlare di tagli alla ricerca ed alla pubblica istruzione in generale. Pubblico quì una lettera del presidente dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a proposito di tale problematica al fine di rendere un po più nota tale situazione tristemente taciuta.

Lettera al Governo

01/10/2008

L’Ente da me presieduto si avvale dell’apporto di numerose unità di personale con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, assegni di ricerca e, in qualche caso, contratti di collaborazione coordinata e continuativa al fine di soddisfare i crescenti impegni istituzionali inclusi quelli relativi alla sorveglianza (anche tramite la tenuta in funzione di tre sale operative presidiate h 24 per 365 giorni l’anno) della sismicità del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate.
    In particolare, allo stato attuale, a fronte di 556 unità di personale con contratto a tempo indeterminato sono in servizio:      

-    282 titolari di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato;
-    68 titolari di assegni di ricerca;
-    7 titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in settori tecnico - scientifici,

per un totale di 357 unità di personale “precario”.
I 282 contrattisti risultano così distribuiti tra i profili professionali:

-    n. 108 ricercatori
-    n. 59 tecnologi
-    n. 76 collaboratori tecnici enti di ricerca (tecnici specializzati)
-    n. 39 addetti ai servizi amministrativi e di supporto.

    Di essi, circa 175 sono inseriti nelle graduatorie degli “stabilizzandi” 2007 (sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2007 ma non sono rientrati nei contingenti autorizzati dal Governo). Nelle more della stabilizzazione, l’Ente si era attrezzato per continuare ad avvalersi di loro, come previsto dalle norme.
    Altri circa 45 “precari” hanno risposto all’avviso pubblico emanato in applicazione dell’art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008 e presumibilmente sarebbero entrati nelle graduatorie 2008.
In tutti i casi si tratta di personale altamente specializzato che ha contribuito fortemente ai risultati scientifici conseguiti dall’Istituto nei settori tradizionali di attività (sismologia, vulcanologia, geomagnetismo e aeronomia) ma anche in nuovi campi di attività quali la climatologia dinamica e la oceanografia operativa; risultati particolarmente positivi come si evince dal fatto che l’Ente che ha ricevuto sul piano nazionale una ottima valutazione da parte del CIVR (http://vtr2006.cineca.it/php4/vtr_rel_civr_menu_x_area.php?info) e ha conseguito diversi importanti riconoscimenti sul piano internazionale (si veda ad esempio la notizia riportata dal sito http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/).
    La forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati non è dovuta ad abusi nel ricorso al lavoro flessibile ma è dovuto essenzialmente al fatto che l’Istituto, essendo nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di divieto di assunzioni.
    In questi anni, nella quasi totale impossibilità di reclutare addetti alla ricerca con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l’Ente si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca nazionale, comunitaria e internazionale, ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile.
    Il personale in discorso è diventato così parte integrante delle risorse organiche dell’Ente e ha consentito soprattutto all’Istituto di onorare gli impegni internazionali. 
    Ora, le norme contenute nell’emendamento all’art. 37 - bis del ddl n. 1441 - quater:

-    cancellerebbero le aspettative di stabilizzazione del personale inserito già da alcuni mesi nelle graduatorie degli “stabilizzandi” 2007 (abrogazione dell’art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007);
-    annullerebbero la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge finanziaria 2008 che all’INGV è in avanzato stato di completamento (abrogazione dell’art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008);
-    vanificherebbero lo sforzo realizzato dall’Ente per onorare i rinnovi “ope legis” dei contratti degli stabilizzandi 2007 e quello in programma per gli “stabilizzandi” 2008 (abrogazione dell’art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007 e dell’art. 3, comma 92, della legge finanziaria 2008);
-    costringerebbe l’Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività,

senza contare che quelle contenute nella legge n. 133/’08:

-    bloccano ogni forma di sviluppo dell’Ente, dal momento che il taglio della dotazione organica di cui all’art. 74 della legge n. 133/’08, cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l’INGV (n. 28 posti su 584), comportando, quindi, la totale saturazione dell’organico.

    Tutto ciò premesso, mi appello alla sensibilità degli organi di governo affinché le predette disposizioni normative possano essere rivedute e si possa porre in essere quanto necessario per consentire all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di salvaguardare e poi, con la dovuta gradualità e previa rigorosa verifica del possesso dei requisiti professionali e dell’attività svolta.

                                                                         Enzo Boschi                     
                                                                         Presidente INGV 

                                                                         Tullio Pepe
                                                                         Direttore Generale INGV 

      

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Gen 30

Questo articolo che mi appresto a scrivere si occupa di fisica di base, dunque si sofferma ad analizzare alcuni aspetti, a mio avviso molto interessanti, di ciò che circonda noi tutti. La costante di Boltzmann, indicata di solito in letteratura con K, si introduce, in termodinamica statistica, durante lo studio dei sistemi termodinamici distinguibili. Tralasciando la brigosa dimostrazione che porta al risultato fondamentale dell’addittività dell’entropia per sistemi termodinamici distinguibili, dobbiamo sottolineare che vi è un passaggio in cui si trova che il moltiplicatore di Lagrange β è legato quantitativamente alla temperatura T tramite (e qui sta proprio la sua definizione) la costante di Boltzmann. Ora ci si può domandare se tale costante sia universale, nel significato più profondo del termine. La caratteristica che hanno le costanti fisiche universali è che, fissato un arbitrario sistema di unità di misura uguale per tutte, l’Universo risulterebbe completamente diverso se si modificassero i rapporti reciproci fra tali costanti. Per esempio, fissato il valore delle altre costanti, il valore della costante di Planck determina le dimensioni atomiche e molecolari e l’Universo risulterebbe completamente diverso se atomi e molecole fossero molto più grandi o piccoli. Nel caso della costante di Boltzmann, invece, le cose non sono affatto tali. Infatti, nella funzione di partizione, che determina qualsiasi trattazione dei fenomeni termodinamici, non entra mai la costante di Planck isolata, ma l’energia termica caratteristica K·T, una quantità con le dimensioni di un’energia. E’ ragionevole pensare che all’Universo importi poco che gli uomini abbiano prima imparato a misurare una oggetto da loro chiamato temperatura, assumendo per questa una certa unità di misura, per accorgersi solo dopo qualche secolo che tale quantità è collegabile linearmente ad un’energia. In sostanza, se la costante di Boltzmann venisse modificata, l’Universo resterebbe esattamente identico a quello in cui trascorriamo le nostre giornate e l’unica cosa che cambierebbe sarebbe la nostra unità di misura della temperatura, lasciando ovviamente K·T invariata. Il vero aspetto universale della costante di Boltzmann risiede nel fatto che K·T rappresente l’energia cinetica media di una singola particella in un gas all’equilibrio termico, contenuto in un recipiente a riposo rispetto all’osservatore. In altre parole, l’universalità della costante di Boltzmann risiede nel fatto che ogni sistema macroscopico si deve poter scomporre in strutture elementari (particelle), la cui energia termica è finita. Cioè il fatto che la costante di Boltzmann sia maggiore di zero ci regala un risultato di portata enorme : il fatto che la materia, elemento universale della descrizione fisica dei fenomeni, ha struttura corpuscolare. In altri termini il contenuto universale della costante di Boltzmann sta tutto nel fatto di essere un quantità diversa da zero. E’ ciò che ci regala, anche a livello macroscopico, la natura corpuscolare dei sistemi fisici. Se pensate che poco importi questo risultato, sappiate almeno che Ludwig Boltzmann, uno degli uomini più grandi che la Fisica abbia mai avuto, si suicidò, impiccandosi, il 5 settembre 1906 perchè il suo lavoro, applicato alla cosmologia, portava inevitabilmente alla deduzione dell’esistenza di una moltitudine di universi e quindi fu fortemente osteggiato dalla comunità scientifica a lui contemporanea. Ma la teoria dell’inflazione caotica di Linde dimostrerà poi che i risultati anticipati da Boltzmann sono necessari per risolvere alcuni problemi relativi al Big Bang. L’idea dei multiuniversi che tendono all’equilibrio è necessaria nella sua dimostrazione. A tutt’oggi il problema dei multiuniversi non ha ancora una teoria univoca chiarificatrice perchè sembrerebbe che, anche se gli universi fossero plurimi, non vi sarebbe modo per osservarli. Ciò che è chiaro però, perchè dimostrato, è che le teorie tutte termodinamiche di Ludwig Boltzmann sono un immenso dono alla conoscenza umana di ciò che ci circonda.  

      

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Gen 30

Nei primi anni del novecento nacque, con la spiegazione dell’interazione luce-materia (nei trent’anni che vanno dalla analisi della radiazione di corpo nero alla teoria di De Broglie) e con quella dell’effetto fotoelettrico e di quello Compton, la meccanica quantistica che studiò le leggi che governano la dinamica dei sistemi microscopici. Uno dei risultati più importanti della fisica quantistica è il principio d’indeterminazione, enunciato per la prima volta da Werner Heisemberg nel 1927 come Δx · Δp ≥ h/4Π (dove Δx e Δp sono le indeterminazioni rispettivamente della posizione e della quantità di moto ed h è la costante di Plank ricavata dallo studio della radiazione di corpo nero). Questo principio dimostra come matematicamente non potranno mai essere determinate con precisione la posizione (x) e la quantità di moto (p=m·v) di un elettrone perchè i loro errori di misura, determinati dalla interazione della luce con l’elettrone osservato per mezzo di essa, sono inversamente proporzionali. Questa indeterminazione non deriva dalla imprecisione degli strumenti di misura ma è insita nella natura stessa, poichè la luce (o qualsiasi onda elettromagnetica) utilizzata per visualizzare l’elettrone provoca una perturbazione della sua traettoria. Anche diminuendo l’intensità della luce l’indeterminazione non sarebbe ridotta, poichè dallo studio dell’effetto fotoelettrico (Einstein, 1905) sappiamo che l’energia di ogni fotone viene assorbita da un singolo elettrone, quindi diminuirebbe il numero di elettroni visualizzati ma resterebbero perturbate ciascuna delle loro traiettorie. Il significato propriamente fisico, come sottolinea Heisenberg in una intervista nel 1967, è che il principio di indeterminazione è un’affermazione sul limite all’interno del quale il linguaggio funziona ancora. Così, fu per molti sorprendente il fatto che potessero esistere tali limiti, ed è per questo che il “senso comune” fu inizialmente ostile a tale interpretazione della realtà infinitamente piccola. Da questo principio acquista molta importanza l’osservatore, il soggetto che misura la realtà, ma rimane comunque limitato da confini fisici invalicabili. E molti illustri filosofi, che della fisica conoscevano pressochè nulla, all’inizio del XX secolo (Husserl, Heidegger) hanno sottolineato solamente l’aspetto soggettivistico di tale teoria, intendendo la realtà come percezione soggettiva. Ma, come spiega giustamente Giacomo Devoto, una definizione di libertà non può essere basata su un fenomeno d’impotenza (quello dell’indeterminazione), poichè è proprio all’interno dei limiti del principio di indeterminazione stesso che la meccanica quantistica illustra la realtà dei fenomeni. Così, se il principio di indeterminazione pone dei limiti alla conoscenza, all’interno di tali limiti sottolinea il valore dell’oggettività delle leggi fisiche. Circa un secolo e mezzo prima degli studi di Heisenberg, Immanuel Kant aveva esposto nella “Critica della Ragion Pura” una analisi della ragione umana determinandone le possibilità, la validità ed i limiti. Per il pensatore di Konigsberg la ragione umana ha dei limiti che non potrà mai varcare (quelli del noumeno), ma ha validità all’interno di essi, così come la fisica quantistica ha validità all’interno dei limiti fissati dal principio di indeterminazione. Quindi la visione di Kant anticipa quella che scaturirà da una coerente interpretazione del principio d’indeterminazione, la quale verrà data nel 1933, in occasione del discorso per il conferimento del Nobel ad Heisenberg, quando dirà che le leggi matematiche non descrivono il comportamento delle particelle in sè (il cosidetto “noumeno” kantiano), ma solo la conoscenza che ne abbiamo. Per Kant il fenomeno ubbidiva alla legge causale, una delle dodici categorie a priori della conoscenza, mentre i rapporti studiati dalla fisica quantistica sono di tipo probabilistico. Alcuni neokantiani, fra cui Grete Hermann, hanno cercato di screditare la meccanica quantistica perchè in disaccordo formale con la causalità kantiana ma, come sottolineò Heisenberg, la fisica quantistica si occupa dell’infinitamente piccolo mentre il fenomeno (ciò che si conosceva) al tempo di Kant era solo la realtà quotidiana macroscopica. E se trasferiamo le leggi della quantistica al quotidiano notiamo che la probabilità è così alta da rendere il fenomeno quasi determinato con un errore pressochè trascurabile. Quindi la teoria quantistica, di stampo prettamente probabilistico, si avvicina a quella deterministica kantiana per fenomeni che tendono al quotidiano. L’infinitamente piccolo, infatti, si inizia a conoscerlo solamente nel XX secolo.

      

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Gen 30

I governi si susseguono ma la musica rimane sempre la stessa.  Cercare di ridurre il debito accumulato nel passato, una giusta prerogativa, i mezzi però sono fortemente discutibili. Sul fatto che, come dice il Presidente della Repubblica, nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo non vi è alcun dubbio. Però, chissà perchè, a rimetterci per prima è sempre la pubblica istruzione. Forse il motivo risiede nel fatto che i buoni cittadini italiani quando si parla di andare a limare le pensioni si sentono in prima persona chiamati in causa per il loro prossimo futuro e sentono il problema proprio; forse perchè, d’altro canto, ragazzi lo sono già stati e quindi il problema della scuola lo vivono come qualcosa di non attuale, di circoscritto solamente alle categorie degli insegnanti e dei bidelli. Ma sarebbe meglio riflettere di più su tutto ciò, perchè è dalla scuola, che lo vogliamo o no, che parte la formazione dei futuri cittadini italiani. Avere una scuola migliore vuol dire avere un’Italia migliore ed è il modo migliore per investire sul futuro di noi tutti. Per questo la pubblica istruzione dovrebbe essere l’ultima parte sociale a risentire dei periodi di crisi economica. Invece è sempre la prima perchè più facilmente vulnerabile e meno tutelata. Un dato fa riflettere. L’Italia, prima della seconda guerra mondiale, era uno degli stati che investiva più in Istruzione e Ricerca. Il governo fascista aveva addirittura proposto a Giovanni Gentile il Ministero dell’Istruzione, sorvolando il fatto che, il filosofo fiorentino, non era affatto di ideologia fascista. Infatti Gentile, sostenitore della moralità della storia, pretese dal duce che fossero ristabilite le pubbliche libertà e che fosse introdotto l’esame di Stato nelle scuole secondarie. E Mussolini accettò. Questo sta a sottolineare quanto la scuola avesse sempre avuto, nella nostra tradizione, un posto privilegiato, quasi intoccabile. E i risultati non tardarono ad arrivare. E’ quella scuola che formò la generazione che vide la cultura italiana protagonista nel mondo, ripagata dalla vittoria di diversi Nobel. Ed è sempre la generazione formatasi in quegli anni che si rese protagonista della Resistenza, interpretata culturalmente come un forte attaccamento ai valori della democrazia e della libertà di ogni individuo. Oggi però, se si analizzano i dati relativi alla percentuale di spesa pubblica destinata alla scuola, si nota che il nostro Stato è tristemente in fondo alle classifiche europee e ciò si ripercuote inevitabilmente sulla vita di tutti noi. Gli ultimi dati dicono che, su un campione medio di dieci domande scientifiche e di cultura generale, i nostri ragazzi rispondono correttamente a quattro contro le sette di Giapponesi e Coreani. Questo divario a cui non diamo troppo peso, torna subito ad interessarci quando si traduce in un differente aumento del PIL. E’ dimostrato che una scuola migliore, su cui si investe in maniera decisa, porta ad un aumento sostanziale del PIL in circa vent’anni. Ed è per questo che, se non è abbastanza interessante per il popolo italiano la formazione di cittadini che stimano il valore della cultura perchè ci si dimentica troppo facilmente che non solo il lavoro ma anche il sapere rende l’uomo libero, almeno sia, purtroppo come sempre, l’aspetto economico a portarci a vivere con più attenzione questo problema.

      

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Gen 30

Un film già visto, girato da registi influenti che avevano riscosso forti consensi dalla maggior parte della critica di circa ottant’anni fa. E mi riferisco alla situazione politica europea degli anni venti-trenta, in cui in Italia la violenza rappresentava la quotidianità e in Germania l’idea di un folle nazionalismo si andava affermando in un popolo ormai stremato dalle ripercussioni della sconfitta nella prima guerra mondiale. Il duce mai si sognò nel vecchio Regno d’Italia, almeno formalmente, di unire il potere giudiziario a quello esecutivo, anche se la realtà era nettamente differente con processi sommari verso i dissidenti del regime. Oggi, in Italia la situazione politica è quella di un paese in cui il Ministro della Giustizia propone un provvedimento unico nel panorama europeo, che prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello stato per l’intera durata del loro mandato. Detto ciò penso di non far parte, sicuramente, di quel genere di cittadini italiani che ritengono vi sia un ritorno al modello fascista nel nostro paese; d’altra parte però, constato un timore, insito nel mio pensiero, esternandolo in queste poche righe. Questo timore mi è nato nel duemiladue, quando l’allora governo italiano auspicava l’ingresso di politici nel Csm; lo stesso timore si è sempre più instaurato nella mia coscienza, in questi anni, ogni qual volta sento un attacco da parte delle istituzioni alla Magistratura. E’ un dato di fatto la constatazione che il regime degli anni venti-trenta, formalmente, non aveva mai fatto nulla di tutto ciò. Questo è assolutamente inammissibile per uno stato democratico al quale tutti noi apparteniamo. E se si unisce a questa situazione anche quella austriaca di questi giorni, in cui la destra razzista è tornata tristemente alla ribalta tramite le ultime elezioni, veramente mi sembra di vedere un film già visto e fortunatamente mai vissuto in prima persona. C’è poi chi dice, riferendosi alla realtà austrica, che bisogna rispettare la volontà popolare perchè “risultato di libere elezioni”.  Allo stesso modo in Italia c’è chi dice che, un partito di governo, il cui capogruppo al Parlamento europeo ha orgogliosamente rivendicato la sua partecipazione a Colonia ad una manifestazione neonazista tempestivamente bloccata dal governo tedesco, è da rispettare perchè fortemente radicato nel territorio. Ma fortunatamente c’è ancora  chi si ricorda che anche il fascismo ed in nazismo lo erano e che, spesso, il radicamento in sè non è una ragione di applauso. Uniamo a tutto ciò sia il fatto che in questi giorni il nostro ministro della Difesa ha affermato che si dovrebbero ricordare e celebrare i soldati della repubblica di Salò nel giorno dell’8 settembre, sacro alla Resistenza, sia l’affermazione dei giovani ragazzi di An che, in risposta al richiamo di Gianfranco Fini ai valori della democrazia hanno affermato che non saranno mai antifascisti. Per tutti questi motivi i miei timori, purtroppo, sono ben radicati nella mia coscienza , soprattutto perchè ritengo la storia maestra di futuro.

      

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Gen 30

Domani, 30 gennaio, il sindaco Gabriele Marchese insieme al sindaco-baby Antonio Cordisco parteciperà all’Assemblea Nazionale dell’UNICEF che si svolgerà presso l’Auditorium Conciliazione, con inizio alle ore 10:30, alla presenza di numerose personalità della sfera politica e culturale.
Quest’anno, per la prima volta, l’Assemblea riunisce al fianco dei volontari di ogni provincia italiana, anche i rappresentanti di tutte quelle realtà che condividono e sostengono l’impegno dell’UNICEF in Italia e nel mondo.
San Salvo è stato tra i primi Comuni a nominare il Sindaco Difensore dell’Infanzia e il Sindaco Baby. Ogni anno, infatti, l’amministrazione promuove un Consiglio Comunale interamente dedicato ai bambini alla presenza del sindaco Baby, del presidente regionale e del presidente provinciale UNICEF.
“L’amministrazione comunale che mi onoro di presiedere, ha posto tra le sue priorità la costruzione di una città a misura di Bambino, finalità che viene costantemente perseguita attraverso la predisposizione di spazi fisici e didattici, appuntamenti culturali e di partecipazione alla vita civica. Quello del Consiglio comunale dei bambini è uno strumento molto importante che i giovani di oggi hanno diversamente dai giovani di ieri e che consente di far emergere le problematiche dei ragazzi e discutere le loro proposte” – dichiara il sindaco Gabriele Marchese che aggiunge - “Continueremo a sostenere il grande progetto promosso dall’Unicef impegnandoci in sempre nuove ed efficienti politiche volte alla difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di San Salvo

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Gen 30

Carissimo Orazio,leggo sempre con attenzione le tue “riflessioni a voce alta” sulla composizione della giunta comunale che secondo te è monca.Sono mesi che ti chiedi se sarà composta da 6 o da 7 assessori. Secondo me questo non è il problema,certamente è il proble-ma di chi vuole una poltrona a tutti i costi.Io penso che agli amministratori è stata data la delega ad ammi-nistrare ed essi devono ammi-nistrare il denaro che tutti noi cittadini riversiamo a malincuore nelle casse comunali. Quindi ad essi prima di tutto gli viene chiesto che ci sia un’attenta gestione del denaro pubblico,un attento controllo della spesa,eliminando gli sprechi e non aumentando le imposte comunali e le tariffe di alcuni servizi.Tutti sappiamo che il periodo delle vacche grasse è finito,in questo comune(convieni con me), negli ultimi anni si è speso troppo per organizzare eventi pseudoculturali e si è elargito contributi a varie associazioni un pò troppo allegramente. Negli anni ad avvenire questi eventi e la gestione di alcune strutture devono essere gestite ed organizzate dagli operatorieconomici di questa città che devono essere protagonisti attivi e non semplici spettatori (NON PAGANTI).I nostri soldi devono essere spesi per i servizi a sostegno delle persone anziane,diversamente abili,bambini e a tutte quelle persone che si rivolgono al comune nel momento del bisogno e quel che resta per la realizzazione di opere infrastrutturali.Io credo caro Orazio che se l’assessore al bilancio ( Gabriele Marchese) farà bene il suo lavoro e quindi presenterà un buon bilancio di previsione 2009 , il nostro AMATO sindaco può stare tranquillo,perchè quando sarà rimesso al suo posto la statuina mancante il suo presepio sono sicuro che piacerà.

Con stima

Rolando Cinalli consigliere comunale dei DEMOCRATICI PER SAN SALVO

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Gen 30

L’Assessore al Patrimonio Vincenzo Sputore comunica che, in collaborazione con l’A.I.P.A. S.p.A. ( la società che gestisce le pubbliche affissioni e la pubblicità per questo Comune), è stato avviato un piano di riorganizzazione degli spazi e di sostituzione delle bacheche destinate alle affissioni di manifesti pubblicitari, comunicazioni istituzionali e annunci mortuari.Dal prossimo 2 febbraio, a partire dal centro storico e proseguendo poi nelle altre zone della Città, periferie comprese, le vecchie bacheche in ferro verranno sostituite con altre in alluminio, stilisticamente rinnovate.L’investimento, di circa 200.000 euro, sarà a carico dell’A.I.P.A. e le bacheche resteranno al patrimonio del Comune di Vasto.“Con questa operazione “Muri Puliti” – ha dichiarato l’Assessore Sputore - si vuole dare una più razionale organizzazione agli spazi riservati alle affissioni, evitando di imbrattare i muri della Città con manifesti non autorizzati e riservando i giusti spazi alle diverse tipologie di affissioni.”

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Gen 30

Inizierà domani, a Roccaraso, la settima edizione del campionato nazionale di sci della Protezione Civile che si svolgerà per la prima volta in Abruzzo. Come ha illustrato questa mattina in conferenza stampa la neo-assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, l’evento sta impegnando già dallo scorso luglio il sistema regionale di Protezione Civile e vedrà la partecipazione di 752 atleti in rappresentanza di 18 squadre, con rappresentanti anche dalla Slovenia e Russia. La squadra abruzzese vedrà la partecipazione di 80 elementi di cui 64 appartenti alle associazioni di volontariato, 13 agli enti locali e 3 a Vigili del Fuoco e Corpo Forestale. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Roccaraso, Armando Cipriani che nel sottolineare l’ottimo stato d’innevamento delle piste si auspica di avere un tempo sereno dopo l’inizio di stagione molto nuvoloso. La manifestazione vedrà, come di consueto, la partecipazione alle gare del Capo Dipartimento dott.Guido Bertolaso, inoltre anche il territorio del Vastese sarà rappresentato grazie alla partecipazione di alcuni atleti dell’associazione di Protezione Civile Valtrigno.
Luca Di Sciascio

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Gen 30

Con l’arrivo del Governo Berlusconi e dei suoi modi propagandistici sembrava che l’emergenza sicurezza fosse stata risolta. Negli ultimi giorni però la realtà sta dimostrando l’esatto contrario ed infatti gli stupri di Guidonia e Roma ne sono la palese dimostrazione. A nostro avviso, un governo che ha fatto della sicurezza il fiore all’occhiello della campagna elettorale non può tagliare risorse, mezzi e uomini alle forze dell’ordine e limitarsi a mandare qualche militare a presidiare qualche monumento nelle città. Il Premier invece di dichiarare che per evitare gli stupri ci servirebbe un militare per ogni bella donna che vive in Italia potrebbe pensare a mettere subito a disposizione più soldi, più mezzi e uomini alle forze dell’ordine per dare un segnale forte sull’emergenza sicurezza.

Luca Di Sciascio

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Gen 30

E’ tutto pronto per la presentazione ufficiale della sponsorizzazione della D’Angelo e Antenucci in favore della Lpr, la squadra nazionale di ciclismo di cui fa parte Danilo Di Luca. Proprio quest’ultimo si è incontrato qualche giorno fa con l’equipe di Mario D’Angelo ed Alberto Antenucci.In una riunione operativa, alla presenza del campione nostro corregionale, svoltasi nella sala riunione dello studio del Gruppo imprenditoriale sansalvese, in Via Pio IX, sono stati messi a punto tutti i dettagli per preparare l’evento che si svolgerà in città in questo fine settimana.I ciclisti, capitanati dallo stesso Di Luca e da Alessandro Petacchi, arriveranno a San Salvo venerdì pomeriggio e la sera incontreranno la stampa e le autorità al Gabry Park Hotel. La mattina successiva saranno ricevuti in Comune dal sindaco e dai consiglieri comunali. Quindi partiranno alla volta di Ortona, ove presenzieranno alla presentazione nazionale della sponsorizzazio-ne della Farnese Vini, che è l’altra realtà imprenditoriale abruzzese partner della Lpr.Nel corso della riunione operativa Di Luca (testimonial dell’Abruzzo nel mondo) ha confermato di aver voluto puntare su sponsor abruzzesi, poiché ritiene che sia giunto il momento per la nostra regione di entrare nello sport e nel ciclismo nazionale ed internazionale. Ovviamente tale innovativa scelta di politica sportiva ricadrà positivamente sui giovani atleti della nostra zona, che avranno più possibilità di affermarsi, ma non mancherà di portare benefici anche sul piano dell’immagine e del marketing turistico, poiché il nome dell’Abruzzo e delle realtà imprenditoriali che lo rappresentano ciclisticamente saranno sugli schermi televisivi di tutta Italia ed Europa nei giri e nei tour cui la Lpr parteciperà.

Tratto dal sito www.sansalvomare.it

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Gen 30

Al fine di costruire un bilancio il più possibile condiviso con i cittadini, l’amministrazione organizza, come ogni anno, due assemblee per il bilancio partecipato: una si terrà mercoledì 28 gennaio alle ore 18:30 presso il Palazzetto dello Sport in Via Magellano a San Salvo Marina; l’altra è prevista per giovedì 29 alle ore 18:30 presso la Sala Consiliare del Comune.
Saranno presenti il sindaco Gabriele Marchese, gli assessori e i consiglieri comunali.
Anche per il 2009, compatibilmente con gli equilibri di bilancio, si cercherà di andare incontro il più possibile alle esigenze che i cittadini faranno emergere nel corso dei due incontri.
Quest’anno, tuttavia, le difficoltà nella redazione dei bilanci comunali sono innumerevoli a seguito dei grandi limiti imposti dalla nuova finanziaria e anche in conseguenza della grave e globale crisi economica.
I vincoli nel Patto di Stabilità relativi al tetto di spesa, il blocco delle imposte ad eccezione della TARSU e il taglio ai trasferimenti dello Stato, mettono fortemente in crisi gli amministratori locali nella costruzione del bilancio imponendo la riduzione della spesa corrente, degli investimenti programmati e penalizzando la capacità di erogare servizi.
“Tenuto conto di tali difficoltà, continuiamo a promuovere il bilancio partecipato in uno spirito fortemente teso a rigore e sobrietà.
Sono ormai diversi anni che portiamo avanti questa metodologia di partecipazione attiva dei cittadini alle scelte amministrative della città che ci sembra la più alta espressione di democrazia operativa e che ha dato ottimi risultati. Tale approccio ci permette di individuazione quei bisogni reali della società e quelle necessità meno evidenti ad uno sguardo d’insieme.
Vogliamo potenziare e migliorare la prassi virtuosa della condivisione coi cittadini sia delle idee propositive che dell’analisi della loro compatibilità con le risorse disponibili” – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di San Salvo

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Gen 30


Eccoci al primo giorno di sole dopo tanta acqua… e già rinascono in me la voglia di fare, scoprire, ascoltare… a volte basta davver un raggio di sole!
Settimana tranquilla quella su Second life, si viaggia però a tempo di musica… infatti questo mercoledì pullula di concerti:

Non mancano le novità che riguardano l’arte.
La sempre più prolifica Uqbar esce questo mese con un inserto su Extart... da non perdere!
Mentre l’artista in attività ad Arena questa settimana è Holy888 Skjellerup.

Sempre sull’onda delle mostre, apre stasera a WTD quella di Nur Moo.

Molti sono i progetti in cantiere e la voglia di stupire i residenti di Second Life.. quindi fate attenzione ai prossimi giorni!

Dimenticavo.. questa settimana fate un salto a Aear.. ne vale la pena!

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Gen 30

Nur Moo nella mostra “Impertinences” ci racconta lo splendido mondo del metaverso con un pizzico di irriverenza. Ogni immagine ci sorprende per la sua bellezza ma soprattutto per il modo sbarazzino e scherzoso con cui si presenta.
L’alchimia tra i colori forti e caldi che si unisco alla particolarità degli avatar ritratti rendono queste immagini uniche ed eccezionali.
Ogni sguardo immortalato ci colpisce dritto al cuore e ci ipnotizza con la sua bellezza. Ogni scatto è un sottile gioco tra l’arte e il divertimento……………..e allora cosa aspettate venite a trovarci e per una volta provate a vivere l’arte in modo “impertinente”.

Ora e luogo
Inizio:
mercoledì 28 gennaio 2009 alle ore 23.00
Fine:
domenica 15 febbraio 2009 alle ore 2.00
Luogo:
WDT Art Gallery

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Gen 30

Sarà questo caldo sole di Gennaio che oggi ha fatto capolino del cielo blu della Capitale.. sarà che non ho più voglia dell’inverno e già vedo ovunue sintomi della primavera.. oggi sono andata in riva al mare.
Precisamente lo scorcio che ho scelto quest’oggi è Aear.
Niente più, lo ammetto che un grazzo scoglio in mezzo all’acqua con sopra la casa del guardiano del faro e un lungo pontile di assi di legno sconnesse che porta, appunto, alla guida per tutti i marinai.
In fondo le rocce colpite dalle onde e l’immaginazione ci porta subito al sapore salmastro che possono avere quei luoghi, al vento freddo che colpisce la pelle e ci gela il viso e la mani.
La Luce, l’acqua, le rocce e il vento di Selidor, cita la descrizione.
Snella, ma racchiude tutto quello che c’è qui.
Quasi un luogo di meditazione, sembrerebbe…
Perciò rilassatevi al rumore del mare e guardate verso l’orizzonte.
Ci sono terre (e dico sul serio) che vale la pena di visitare, sorvolando la distesa d’acqua.

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