Mar 10

Secondo l’ultimo report Gabetti, il quadro immobiliare italiano è in assestamento. La diminuzione dei valori è rallentata, soprattutto nelle metropoli (-1.5% nel secondo semestre del 2009), in un contesto di ridimensionamento sensibile del numero di transazioni.
Nei capoluoghi la flessione è stata del 2.3% nel secondo semestre 2009, rispetto al 3.6% del primo semestre 2009. Hanno tenuto meglio le zone semicentrali servite, in confronto a quelle periferiche e dell’hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta di nuovo, anche in pronta consegna. Ci sono state limature delle quotazioni anche sui prezzi top delle zone centrali. Diversi progetti di nuovo sviluppo continuano ad essere rallentati.
Fra le metropoli, Roma (-3.2%) e Milano (-2.6%) hanno fatto registrare delle diminuzioni più marcate rispetto alla media. Alcuni segmenti di acquirenti, come i piccoli investitori, si sono riaffacciati prudentemente sul mercato.
Per altre componenti di domanda, come le giovani coppie e i cittadini stranieri, la situazione rimane problematica, sia dal punto di vista della stabilità del posto di lavoro, che da quella dell’accesso ai finanziamenti.
Si è manifestato un buon interesse per il mercato locativo, in un contesto di sostanziale stabilità dei canoni.
Si sono confermati dei cambiamenti nei comportamenti d’acquisto: in aumento la domanda di usato, di tagli più efficienti e la valutazione di zone diverse per l’acquisto. Vengono valutate infatti sempre più spesso alternative con il budget di spesa disponibile. Per chiudere positivamente le trattative in media i proprietari devono concedere sconti, sul prezzo iniziale, nell’ordine del 15%.
Analizzando le macroaree si è notato che i capoluoghi settentrionali (-1.0% la variazione media dei prezzi nel semestre) hanno fatto registrare una performance migliore della media italiana. Flessioni del (-3.2%) nei capoluoghi del Sud e Isole. Leggermente peggio sono andati i mercati immobiliari del centro Italia (-3.4%).
Sul fronte dell’offerta vi è molto nuovo nelle città e nell’hinterland in pronta consegna. Il fatto che le costruzioni siano state completate da un lato rassicura i potenziali acquirenti, dall’altro espone il costruttore al rischio di deperimento dell’immobile e a spese di manutenzione non previste inizialmente.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages- informazione immobiliare gratuita

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Mar 10


LA MENTE PER L’OBIETTIVO

La psicologia dello sport ci aiuta ad essere vincenti!

Cari amici, eccomi qui di nuovo da voi all’alba di questo grande passo di cui vi ho parlato nei giorni scorsi, la nascita del Gruppo SAP Investment!

Forse proprio per questa nuova sfida che mi sono posto, sono stato particolarmente colpito dalle appena passate Olimpiadi Invernali di Vancouver.

Probabilmente mi vorreste chiedere: ma Fabrizio, cosa c’entrano le Olimpiadi con gli investimenti?

Beh, tutto!


Ma lasciate che vi spieghi meglio.

Chiunque si ponga di fronte ad una sfida personale, come fa un atleta, deve fare i conti con molti fattori, ma soprattutto con il bisogno di allenamento fisico e mentale.

Converrai con me che affrontare una grande impresa senza preparazione sarebbe da folli!

Pensa a chi ha scalato l’Everest, o a chi affronta la maratona di New York. Non prepararsi per una sfida del genere vorrebbe dire fallire in partenza e rischiare anche la vita: pensa che fine faresti se provassi a saltare dal trampolino delle Olimpiadi senza aver mai messo degli sci ai piedi!

Ed avrai di certo visto la concentrazione degli atleti prima del salto: visualizzano già ogni movimento, ogni istante, ogni sensazione. Prima di saltare, pensano all’obiettivo: vincere. La mente è fondamentale per gli atleti, e per ogni persona che voglia affrontare una sfida. La nostra mente può dare al corpo vitalità nonostante la stanchezza, può farci produrre endorfine, può controllare il senso di fame e di sete: può fare cose straordinarie per la nostra vita, se sappiamo come gestirla e se la “alleniamo” nel modo giusto!

Gli esperti di psicologia dello sport chiamano questo giusto “stato della mente” arousal (letteralmente, “risveglio”). Credo che sarà interessante per te vedere come gli scienziati hanno classificato la nostra psiche!

L’AROUSAL è un vero e proprio RISVEGLIO FISICO E PSICOLOGICO, che permette di attivare il nostro cervello ed il nostro corpo e che porta ad una maggiore propensione all’attività e prontezza nel rispondere agli stimoli.


Per individuare le varie condizioni della mente, i neurologi hanno disegnato questa tabella: come vedi, il tuo obiettivo, ovvero arrivare all’Arousal - Risveglio, prevede un livello alto di sfida che ti stimoli, ma anche buone conoscenze!

Partendo da qui, potrai diventare PRODUTTIVO verso i tuoi progetti (triangolo giallo), aumentando le tue conoscenze.

Oppure potrai mantenere il pieno CONTROLLO dei tuoi investimenti, se vorrai porti sfide più accessibili (triangolo verde chiaro).

E’ il momento di capire bene da dove partiamo.

Osservati: Tu, in che triangolo sei?

Guarda bene la tabella: in effetti, se ti proponessi adesso di buttarti nell’acquisto di una casa all’asta (una grossa sfida), senza darti le conoscenze che ti servono, ti sentiresti infastidito, in ansia (triangolo rosso).

Presumo quindi che tu sia annoiato (azzurro), apatico (viola) oppure rilassato (verde scuro - perché dotato di conoscenze e capacità in ambiti in cui non vuoi porti sfide impegnative, od in cui ti sei già cimentato).

Il fatto che tu stia leggendo questo blog mi dà questo indizio: hai voglia di affrontare una sfida nuova, quella dell’investimento nel settore immobiliare, ma ti mancano indicazioni pratiche e, quindi, sei titubante. La tabella ti dimostra che la tua reticenza è sintomo di intelligenza: solo un folle si lancerebbe in una impresa non avendo la preparazione per affrontarla!


E’ giunto il momento per te di raggiungere l’Arousal: SVEGLIATI!
Come fare? Segui il percorso che ti consiglio:

  • Esci dall’apatia ponendoti di fronte una NUOVA SFIDA
  • Non essere infastidito e non andare in ansia, ma AUMENTA LE TUE CAPACITA’
  • Controlla sempre che SFIDA e CAPACITA’ corrano di pari passo
  • Se la sfida è alta e le tue capacità non lo sono, corri un grosso RISCHIO
  • Se le capacità sono alte ma la sfida è bassa, la tua vita NON CAMBIERA’ MAI!

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
www.investoinimmobili.it
www.FabrizioTonelli.com

Tags:risveglio mentale, psicologia degli investimenti, arousal, mentalità per il successo

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Mar 08

Disfarsi di una casa rapidamente non è impossibile, si tratta solo di non fare errori. vi presentiamo le 10 cose da non fare per vendere casa velocemente, secondo i maggiori esperti del settore intervistari da el pais

1) il prezzo
essere realisti e partire da un prezzo che permetta la vendita nel minor tempo possibile è la chiave di tutto. molti dicono che non è un segreto che in un momento di prezzi bassi, più la casa resta invenduta, meno vale

2) essere pigri
in questo momento del mercato aspetatre non giova. i primi 15 giorni in cui la casa è in vendita sono quelli in cui più è efficace la pubblicità di un immobile e anche il momento in cui attrae maggiore attenzione. bisogna approfittarne perché, giocare secondo la vecchia strategia del “non ho fretta di vendere e per questo chiedo tanto”, in questo momento non funziona

3) non giocare al ribasso
niente obbliga un venditore a diminuire il prezzo di vendita, però se si vuole vendere una casa conviene essere competitivi nel prezzo. se la propria è la casa più cara del quartiere, non è giocando al ribasso che la fará vendere prima. alcuni consigliano di partire da un prezzo “anticipato”, cioè, assegnare un prezzo che faccia i conti con i sei mesi successivi, in un mercato in calo come quello attuale

4) avvalersi di una consulenza
calcolare il prezzo di casa propria può essere complicato in un momento come quello attuale. in più, i proprietari di casa sono soliti attribuire alla casa un valore sentimentale che per i compratori non esiste. mettersi nelle mani di un professionista o di un perito che aiuti a calcolare il prezzo adecuato e organizzi le visite della casa è di solito una buona idea. in questo momento c’è molta competizione nella vendita e tutto può essere utile “contro il vicino” che vende casa

5) rifiutare le offerte
in un mercato in calo se si rifiutano le offerte, a posteriori ci si potrebbe pentire. bisogna distinguere tra quelli che realmente fanno un’offerta coerente e quelli che fanno un offerta temeraria, sapendo che tipo di proposta si sta rifiutando. capire se si ha a che fare con un possibile compratore o con un perditempo
6) calma nel mostrare casa
non conviene dare la sensazione di esasperazione nel vendere la casa, né esagerare nel mettere in evidenza gli aspetti positivi dell’abitazione

7) firmare con chi non si deve
gli esperti raccomandano anche di non firmare contratti di caparra nè un anticipo per bloccare la casa senza essere sicuri che il compratore riuscirà ad ottenere un’ipoteca. la tentazione di firmare qualcosa è alta, visto che presuppone un passo avanti verso la tanto agognata vendita, però rischia allo stesso tempo di paralizzare la vendita della casa un paio di mesi prima della firma del contratto. se il compratore non riesce ad ottenere l’ipoteca, probabilmente ci si può tenere l’anticipo, ma si perderà più denaro e forse anche qualche compratore serio per aver tolto il cartello di vendita

8) evitare i professionisti
a volte si fugge dagli agenti immobiliari, però se non ci si vuole complicare la vita e la vendita della casa presuppone grattacapi è raccomandabile mettersi nelle mani di esperti: sono d’aiuto e facilitano l’intero processo. non dovremo più mostrare la casa, né rispondere alle chiamate di perditempo, né preparare più cartelli, né discutere il prezzo con il compratore

9) mettere prezzi differenti in vari posti
se un venditore mette un prezzo in un annuncio e l’agenzia immobiliare un altro, si genera sfiducia. la casa deve avere lo stesso prezzo in tutti i posti in cui si annuncia la vendita, indipendentemente da chi la gestisca

10) fare un annuncio poco attraente
si può scrivere un annuncio in diverse lingue se ci si trova in una zona propizia per gli stranieri e soprattutto fare un annuncio che attragga compratori. un annuncio con foto si vede un 203,9% in più di uno senza, uno con video amatoriale sarà un 64,4% più visibile e uno con video professionale un 423,5%. un annuncio con visita virtuale un 220,9% in più. le risorse grafiche dunque sono vitali

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino idealista [www.idealista.it]

Suggerimento finale: Se vuoi conoscere altre strategie per la vendita rapida degli immobili puoi trovarli anche sull’e-book “Come ridurre i tempi di vendita nel settore immobiliare” di Salvatore Coddetta e Alessandro Cerroni che puoi trovare al seguente link http://www.mob2005.it/Page_libro.htm

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 04

La crisi dell’immobiliare è sempre più una crisi di liquidità. Non ci sono “soldi in giro” e le banche hanno chiuso i rubinetti. Se un tempo 7 compravendite vedevano la presenza di un mutuo oggi il numero di ipoteche concesse si è ridotto a 5. E il fenomeno è in calo. Oggi compera casa con il mutuo chi ha almeno due stipendi attivi o la famiglia alle spalle, con un reddito certo, che possa fare da garante. Altrimenti l’operazione d’acquisto viene rimandata o portata al limite “reale” di spesa del momento, cioè di quella somma che si dispone racimolando tutti i risparmi di famiglia e niente più. Ecco quindi un interessante indagine, svolta dai più importanti gruppi immobiliari, che ci riporta la disponibilità di spesa dei clienti che vogliono comprarsi casa. A Rovigo e provincia la disponibilità di spesa per
la casa rientra maggiormente nella fascia che va dai 120 ai 165 mila euro (37,3%). Se si supera detta soglia il potenziale di acquisto si assottiglia di molto (12,5%), ve ne è anche un’altra che sta tra i 100 e i 115 mila euro (18,7%). Questo fenomeno sulla disponibilità di spesa porta con sé dei risultati interessanti. Diamo uno sguardo in Italia e vediamo che nelle grandi città la disponibilità di spesa evidenzia che la maggioranza delle richieste si concentra in tre fasce: quella compresa tra 170 e 249 mila euro (24,4%), a seguire quella compresa tra 250 a 349 mila euro (21.5%) e quella tra 120 e 169 mila euro (21.0%).

Nella fascia di spesa maggioritaria, compresa tra 170 e 249 mila euro, vengono cercati soprattutto appartamenti con una camera matrimoniale, una seconda camera per il bimbo ed una zona giorno con angolo cottura. Seguono i mini appartamenti con una camera da letto, il pranzo/cucina e il bagno. Nella fascia di spesa compresa tra 250 e 349 mila euro invece si concentrano maggiormente le richieste di due letto con doppi servizi e di tre letto (34,3%). Rispetto alla media nazionale fanno eccezione:

- Roma e Firenze dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia di spesa compresa tra 250 e 349 mila euro; a Roma si ricercano soprattutto bilocali e a Firenze invece quattro locali.

- Genova, Verona, Torino e Palermo registrano una maggiore concentrazione delle
richieste nella fascia compresa tra 120 e 169 mila euro. In tutte queste località si cercano trilocali. Nei restanti capoluoghi di regione la concentrazione è più elevata nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila euro.

Da Luglio 2009 a Gennaio 2010, si è registrato un aumento delle richieste nella fascia di spesa fino a 119 mila euro, che la dice lunga sulla crisi e la disponibilità economica degli italiani.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Anama Nazionale

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 11

I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia, costituendo il 55-60% della quota calorica giornaliera che va adattata dopo valutazione individuale basata sulle abitudini nutrizionali, sulla condizione clinica e sul quadro lipidico del paziente.
In genere in una dieta si privilegiano i carboidrati complessi, che dovrebbero rappresentare circa il 90% del totale, rispetto agli zuccheri semplici. Comunque deve essere tenuto presente che le variazioni glicemiche indotte dai carboidrati non sono solo correlate alla loro struttura molecolare, ma anche ad altri fattori, quali la rapidità con cui il cibo viene assunto, il modo in cui è stato elaborato e l'associazione con altri cibi.
In considerazione dell'ampia variabilità delle risposte glicemiche ai differenti carboidrati è stato elaborato un parametro per classificare gli alimenti in base ai livelli glicemici indotti, rispetto ad un elemento di riferimento detto indice glicemico.
Un indice glicemico elevato, inizialmente riferito al glucosio, ma, attualmente, al pane, corrisponde ai livelli di glicemia più alti dopo l'ingestione di quell'alimento [...]

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale »

Mar 02

di: Salvatore Coddetta

Di seguito troverete sette passaggi pratici per creare un rapporto positivo con i vostri futuri potenziali clienti:

1) Effettua un warm up o riscaldamento. Prima di iniziare la presentazione di vendita è necessario trascorrere del tempo stabilire un rapporto positivo con i potenziali clienti.
Questo è un elemento essenziale per la fase di “warm up” della vendita, cioè la fase di approccio con i nuovi potenziali clienti, durante
la quale è necessario effettuare un “riscaldamento” prima di effettuare l’intervista e la presentazione di vendita.
Dovete far sentire i vostri potenziali clienti a loro agio con voi, prima che vorranno ascoltarvi o rispondere alle vostre domande.

2) Utilizzate sempre il nome del cliente, nel modo esatto in cui essi ve lo danno. Se il cliente si presenta come Antonio,
non lo chiamano Tonino. Non cambiare mai un nome. Basta ricordarlo correttamente ed essere disposti a utilizzarlo un paio di volte durante la presentazione.

3) Guardateli negli occhi. C’è un vecchio adagio che dice: “se non puoi guardarmi negli occhi, non posso fidarmi di te”.
Non so se questo è necessariamente vero, ma se lo credono i vostri clienti, si! Stabilite una base comune con i vostri clienti.
Questo può essere fatto in vari modi. Parlando di conoscenze comuni. Forse una fotografia, un trofeo o un altro oggetto nella loro casa
o nel loro in ufficio vi dirà quali sono i loro hobby e interessi. Prendetene atto e menzionateli con tutto il vostro entusiasmo
mostrando il vostro interesse in essi.

4) Dare un complimento sincero. Se hanno una bella casa o un bell’ufficio, sono orgogliosi di questo. Se del caso, riconoscete questo
facendo loro un complimento. Se si occupano di vendita al dettaglio, è possibile complimentarsi con loro sulla quantità
di ricerche che hanno fatto sul prodotto o il servizio che stanno prendendo in considerazione.

5) State attenti alla stretta di mano. C’è una tendenza nel mondo degli affari per raggiungere e stringere la mano.
Alcune persone non amano stringere subito la mano ad una persona che hanno appena conosciuto. La vivono come un’invasione della loro zona di intimità.
Fai attenzione a quando stringi la mano. Qualcuno si aspetterà che al primo incontro tu voglia stringere la loro mano, ma ad altri questo potrebbe non
piacere. Così per non rischiare di creare da subito distonia con i tuoi potenziali clienti, non dare la mano per primo ma aspetta che siano loro per primi
a dartela. Tieni il tuo braccio destro leggermente piegato, come se volessi dare la mano, così sarai pronto a darla se loro faranno la prima mossa.
Non stringerla ne troppo forte da stritolare la loro mano ne in maniera troppo debole. Mantieni una via di mezzo.
Impara a guardare i loro movimenti e sii pronto a dargli la mano.

6) Fate attenzione a come parlate. Quando si inizia ad ascoltare qualcuno, occorre regolare la prorpia frequenza, la propria velocità, e il proprio volume
in modo che corrisponda a quello del nostro interlocutore. Non si deve parlare con un volume alto o ad un ritmo veloce se i clienti parlano piano e
lentamente. Potrebbe essere difficile per quelle persone seguire la vostra presentazione, e questo può portarli alla frustrazione.

7) Utilizzare una dichiarazione introduttiva. Quando avete stabilito un rapporto positivo con i vostri clienti e sono pronti a parlare di affari e
del perché hanno accettato il vostro apputnamento o sono venuti a trovarvi nel vostro ufficio/negozio, metteteli a loro agio con una dichiarazione
introduttiva. Ecco quella che ho usato per anni:

“Vorrei innanzitutto ringraziarvi per il tempo che stiamo andando a condividere oggi. Spero che si possa
considerare questo incontro un po sperimentale, nel senso che mi piacerebbe analizzare le vostre esigenze e capire quello
che state cercando. Oh, a proposito, non credo che dovremmo avere alcuna fretta”.

Da notare in questa dichiarazione introduttiva che le parole, “un po ’sperimentale” hanno la caratteristica di alleviare la pressione
dei vostri clienti e aiutarli a rilassarsi. Le parole: “Non credo che dovremmo avere fretta” lascia intendere al vostro cliente che non ci sarnno
pressioni per niente da parte vostra oggi. Questi semplici passi, se applicati in ordine, vi aiuteranno a gestire il vostro primo incontro con i clienti
e a metterli a loro agio con voi. Le persone quando sono rilassate sono più disponibili ad ascoltare quello che hai da dire.

Autore: Salvatore Coddetta - Formatore & Coach

Nota Bene: questo articolo è tratto dal libro di Salvatore Coddetta “Massimizzare le vendite con il metodo AREA: come diventare un venditore irresistibile”, disponibile in
versione e-book su www.sctraining.it

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Feb 28

L’Ance spiega che con la pubblicazione del D.M. 26 gennaio 2010, “Aggiornamento del decreto 11 marzo 2008 in materia di riqualificazione energetica degli edifici”, nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2010, vengono modificati, tra l’altro, i valori limite della trasmittanza delle strutture opache e delle chiusure apribili e assimilabili, che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, per accedere alla detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
La detrazione del 55% era stata introdotta dall’art. 1, commi 344-349, della legge 296/2006, Finanziaria 2007 e prorogata fino al 31 dicembre 2010 dall’art. 1, commi 20-24 della legge 244/2007, Finanziaria 2008.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages informazione immobiliare grautita

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Feb 26

L’analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città evidenzia che la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila € (24,4%), a seguire quella compresa tra 250 a 349 mila € (21.5%) e quella tra 120 e 169 mila € (21.0%). Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila € si cercano soprattutto trilocali e a seguire bilocali. Nella fascia di spesa compresa tra 250 e 349 mila € invece si concentrano maggiormente le richieste di trilocali ma con una differenza sottile rispetto alle richieste di quattro locali (34,3%).
Da luglio ad oggi si registra un aumento della concentrazione nelle fasce di spesa fino a 169 mila €.

Rispetto alla media fanno eccezione:
- Roma e Firenze dove la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia di spesa compresa tra 250 e 349 mila € ; a Roma si ricercano soprattutto bilocali e a Firenze invece quattro locali.
- Genova, Verona, Torino e Palermo registrano una maggiore concentrazione delle richieste nella fascia compresa tra 120 e 169 mila €. In tutte queste località si cercano trilocali.

Nei restanti capoluoghi di regione la concentrazione è più elevata nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila €. Da Luglio 2009 a Gennaio 2010, si registra un aumento delle richieste nella fascia di spesa fino a 119 mila €.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Feb 26

Sabato 20 Febbraio è stato presentato l’ambizioso progetto “GRUPPO SAP INVESTMENT” che ha come obiettivo la costituzione di 4 società che opereranno nei settori più redditizi:

  • Investimenti immobiliari
  • Investimenti in forex e commodities
  • Ecommerce
  • Network Marketing

Individuare e creare nuove opportunità di guadagno è l’attività che mi dà maggiori soddisfazioni e con questo progetto posso finalmente iniziare a muovere i primi passi verso la realizzazione di un sogno che da molto tempo è nel mio cassetto, ma che non ho mai mollato e che svelerò presto.

GRUPPO SAP INVESTMENT non è un miraggio, ma una realtà concreta che è già pronta a partire con la costituzione della prima società che si occuperà di trading immobiliare attraverso la gestione di trattative di saldo a stralcio e acquisizione di immobili alle aste giudiziarie.

Se mi conosci sai già che con Gruppo SAP by Fabrinvest opero da diversi anni in questo settore, ma oggi non mi accontento più di avere una sola società operante nel settore immobiliare, voglio costituire una società fatta da me e altri investitori. Voglio coinvolgerti nel mio progetto!

Diventare soci della nascente società è possibile fino al 19 MARZO 2010!

Guarda la presentazione del progetto su: www.grupposapinvestment.it e scarica il modulo per aderire e far conoscere al mio staff la tua intenzione di diventare socio.

A presto amico investitore!

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
http://www.investoinimmobili.it/
www.FabrizioTonelli.com

Tags: grupposapinvestment, diventare soci, grupposap real estate, società di investimenti, fabrizio tonelli, progetto societario sap

fonte: investoinimmobili-guida.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 20

la crescita del settore delle agenzie immobiliari negli anni del boom si scontra adesso con la crisi e il calo del mercato. una crisi che invece non tocca i portali web dedicati al settore, in fase di espansione. la possibilità di vedere e confrontare più appartamenti, le foto, le visite virtuali, le piantine, la vista dal satellite che si può aggiungere con google maps, sono alcuni degli elementi del successo dell’immobiliare su internet

secondo una ricerca di ipsoa un italiano su quattro è interessato a cercare o vendere casa su internet. un’opzione già percorsa da un milione e mezzo di persone, che vedono vantaggi di praticità, velocità e soprattutto di poter guardare gli annunci in autonomia

per queste ragioni aumentano gli annunci delle agenzie sui portali immobiliari, in una proporzione che può arrivare anche a 4 a 1 rispetto a quelli di privati. così le agenzie risparmiano tempo e filtrano chi è davvero interessato a vedere l’appartamento. per i privati poi i vantaggi sono ancora più grandi, perchè raggiunge una platea altrimenti impossibile ed evita di pagare le provvigioni alle agenzie

sempre secondo quest’indagine alla base delle scelte di chi cerca casa c’è il prezzo (88% degli intervistati), seguito dal quartiere (53%) e dalla metratura (49%). la vicinanza alla casa dei genitori (15%) è tenuta in alta considerazione, seguita dalla vicinanza al luogo di lavoro (13%), la disponibilità di mezzi pubblici e servizi (13%), il verde circostante (10%) e la sicurezza (7%)

FormaReal Estate ha tratto quesa notizia da: Bolletino Idealista (www.idealista.it)

articolo visto in italia oggi

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 20

Vendere casa in questo momento può sembrare complicato e molti proprietari pensano di togliere il cartello “vendesi” di fronte alla discesa dei prezzi. kate forgach, opinionista del mclatchy tribune, ci offre invece 4 buone ragioni per vendere adesso

1) vendo a meno, ma compro a meno

dato che il mercato immobiliare è sceso un po’ ovunque, le discese dei prezzi sono solo teoriche. se infatti vendiamo per comprare un’altra casa, anche quella che compreremo sarà più economica

infatti, se si aspetta a vendere perché si pensa che tra qualche anno la casa varrá di più, bisogna considerare che comprando adesso una casa con un valore maggiore, i benefici nei prossimi anni saranno anch’essi maggiori

al contrario, se si crede che i prezzi continueranno a scendere, perche aspettare ancora prima di vendere? “vendi e vai a vivere in affitto, finché davvero i prezzi arriveranno ai mini e sarà di nuovo il momento giusto per comprare”

2) le banche cercano buoni profili per concedere mutui

sparite dalla circolazione i mutui al 100%, le banche cercano clienti solventi. chi vende casa dispone di una liquidità che può essere garanzia per un mutuo. adesso c’è molta offerta e forse così potrai comprare la casa che hai sempre sognato

3) approfittare delle detrazioni fiscali

se volete mettere sul mercato una casa più interessante ed equipaggiata, approfitatte degli sgravi fiscali sulla ristrutturazione (36% di detrazioni) e sul risparmio energico (55% sulle detrazioni)

allo stesso tempo, se vendete per comprare, potete migliorare la nuova casa grazie alle detrazioni

4) ottimi professionisti in circolazione

se davevro hai dei progetti in mente (vendere casa, comprarne una nuova, costruire o comprare la casa dei sogni, ristrutturare o migliorare) è il momento giusto. tutti gli operatori del settore, dalle agenzie agli architetti, hanno meno lavoro e potranno dedicarti più tempo, facendo così un lavoro migliore

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 18

di Salvatore Coddetta

Vuoi avere un sistema che produce referenze 24 ore al giorno, 7 giorno su 7? Chi non lo vorrebbe, giusto?

Puoi creare la tua Lista di referenze (che può comprendere clienti passati, amici, parenti e conoscenti e altri) attivando il “servio referenze 24/7″.

Perché è importante?

Beh, a un cliente passato, a un amico, a un familiare o a un conoscente può effettivamente capitare di conoscere qualcuno che ha bisogno dei tuoi prodotti
o servizi, e poi dimenticarsene se non ha l’occasione sentirti. Ed ecco il punto più importante: il semplice fatto di attivare questo servizio gli permetterà di darti le loro referenze in ogni momento. In più è così diverso da quello che fanno gli altri agenti immobiliari, che vi distinguerà nel mercato in un modo molto positivo.

Ecco come fare:

FASE 1: Acquista una linea telefonica dedicata esclusivamente a questo servizio per farti lasciare referenze dai tuoi clienti e tienila attiva 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

FASE 2: Preparare un semplice script o copione della telefonata. Ecco un suggerimento per prepararne uno:

“Buongiorno/buonasera. Grazie per aver chiamato il “servizio referenze” della XY Immobiliare. Abbiamo attivitato questo servizio per aiutare amici, parenti e conoscenti dei nostri clienti passati a risolvere le loro esigenze immobiliari.
I nostri sistemi esclusivi di pubblicità e di attenzioni personali ai clienti venditori e acquirenti rendono l’acquisto o la vendita di immobili facile e conveniente. Lasciate pure, dopo il segnale acustico, il nome e il numero di telefono della referenza che volete segnalarci e non dimenticate di lasciarci anche il vostro nome e il vostro numero di telefono in modo che possiamo tenervi aggiornati sui progressi. Grazie per avermi segnalato delle referenze. Può essere sicuro che faremo del nostro meglio per aiutare queste persone e per meritare
la sua fiducia in noi”.

FASE 3: Promuovi il tuo “Servizio referenze 24/7″.

Ecco alcune idee per promuoverlo:

•Utilizzare tutta la corrispondenza per promuovere questo servizio, ad esempio inserendo un “PS” alla fine di una lettera o di una e-mail
•Creare uno slogan intorno al “servio referenze 24/7″
•Promuovere questo servizio in ogni stampa (dorchure, depliant, presentazione, volantino dell’agenzia) o newsletter che si invia ogni mese
•Promuovere questo servizio sul retro del vostro biglietto da visita
•Promuovere questo servizio con qualsiasi social-network (facebook, twitter, ecc.) si utilizza, o sul tuo blog.
•Assicurati di inserire un messaggio sul tuo sito web per promuovere questo servizio e su qualsiasi e-mail inviate
•Inserire un messaggio del “servio referenze 24/7″ ogni volta che si pubblicate un annunci per vendere delle case

I posti per promuovere il “servio referenze 24/7″ sono davvero illimitati. E sarete stupiti dalle persone che chiameranno. In qualunque posto promuoverete questo servizio ricordatevi di dare un vantaggio alle persone per lasciarvi delle referenze,
più vantaggi gli offrirete e più referenze vi daranno.

Ecco alcuni esempi di vantaggi che si possono offrire per ottenere refenze:

• Vuoi aiutare un amico a risparmiare tempo e denaro per comprare o vendere una casa … Chiama il mio servizio dedicato alle referenze al numero 999.9.999. Il servizio è aperto 24 ore, 7 giorni su 7.

•La mia attività si basa su segnalazioni da persone come voi. Se conosci un amico o un familiare che sta pensando di acquistare o vendere immobili, mi piacerebbe aiutarli. Basta chiamare il mio ervizio dedicato alle referenze al numero 999.9.999. Il servizio è aperto 24 ore, 7 giorni su 7.

Inoltre, gli agenti immobiliari che utilizzano più sistemi di marketing nella propria azienda, generano più clienti, e realizzano una maggiore produzione. Guardate alla vostra attività come ad una ruota di un carro con i raggi:
Più raggi hai, più forte è la tua ruota. Il “Servizio referenze 24/7″ è un potente raggio, che si pagherà da sé molte, molte volte, e vi aiuterà a creare un duraturo successo, una crescita della vostra produzione nel settore immobiliare.

Oh … faccio in tempo a darti un’altro suggerimento? Non dimenticare di controllare regolarmente i messaggi lasciati nella segreteria della linea che hai
dedicato a questo servizio e chiama subito la referenza che hai ottenuto e chi ti ha fornito questa referenza per rifnorzare in lui questo comportamento.

Autore: Salvatore Coddetta - Formatore & coach

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 18

Solo esigenze turistiche giustificano i divieti
P.R.G. e agenzie immobiliari: perche’ no?

Con sentenza 27 gennaio 2010, n. 190, la Seconda Sezione del TAR Lombardia ha affermato l’illegittimità di una norma tecnica di un piano regolatore generale, introdotta con una variante di adeguamento ex art. 6 D.Lgs. n. 114 del 1998, che vieta l’insediamento ai piani terreni, con vetrine che affacciano sulla strada, di attività paracommerciali, tra cui, in particolare, le agenzie immobiliari, al fine di preservare l’integrità dei fronti commerciali, e di salvaguardare e rivitalizzare le vie centrali della città, mercé l’esclusiva presenza di attività commerciali in senso stretto.E’ illegittima la norma tecnica di un P.R.G. che vieta l’insediamento ai piani terreni, con vetrine che affacciano sulla strada, di attivita’ paracommerciali, tra cui, in particolare, le agenzie immobiliari, poiche’ l’esigenza di preservare l’integrita’ dei fronti commerciali non e’ sufficiente a giustificare tale limitazione dell¿attivita’ economica di determinate categorie.

I giudici milanesi hanno ritenuto tale disposizione illogica, irrazionale ed in contrasto con l’art. 41 Cost., in quanto, l’esigenza di preservare l’integrità dei fronti commerciali, non può essere considerata sufficiente a giustificare una limitazione così invasiva nell’attività economica di determinate categorie, in considerazione dello stato dei luoghi e della realtà territoriale, nel caso di un comune che non rappresenta una meta per le vacanze o una particolare attrazione turistica.

In particolare, l’art. 23 delle NTA del P.R.G. del Comune di Nova Milanese, è stato ritenuto viziato sotto il profilo della illogicità e irrazionalità, in quanto introduce un limite ingiustificato che si concretizza nella violazione dell’art 41 Cost..

Ciò in quanto, se da una parte è certamente incontestata l’ampia discrezionalità che la legge attribuisce agli organi comunali titolari del potere di governo del territorio, è altrettanto doveroso riconoscere che tale potere discrezionale debba essere esercitato nel rispetto dei canoni della logicità e della razionalità, aspetti questi sindacabili ab externo solo attraverso lo strumento della motivazione.
Nella fattispecie, non è stata considerata sufficiente la motivazione contenuta nella disposizione richiamata, secondo la quale, per i sistemi commerciali lineari lungo gli assi centrali, il PRG “promuove il mantenimento e il completamento della continuità dei fronti commerciali”.

L’esigenza di preservare l’integrità dei fronti commerciali, infatti, non può essere ritenuta sufficiente a giustificare una limitazione ampiamente invasiva nell’attività economica di determinate categorie, in considerazione dello stato dei luoghi e della realtà territoriale.

La necessità di salvaguardare e rivitalizzare le vie centrali di un comune, imponendo che le vetrine siano utilizzate solo da attività con la vendita di beni al pubblico, infatti, può giustificarsi in una realtà turistica, in cui vi è l’opportunità di creare viali idonei al passeggio, ma non in un comune che rappresenta una meta per le vacanze o una particolare attrazione turistica.
In sostanza, una disposizione del genere concreta in una limitazione all’attività economica di una pluralità di categorie d’affari che non trova un’idonea giustificazione nell’interesse pubblico teso a rivitalizzare le strade, con vetrine solo d’esposizione, in considerazione della realtà territoriale del comune stesso.

(TAR MILANO, Sentenza 27/01/2010, n. 190)

FormaReal Estate ha tratto questaq notizia da: Anama

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Feb 14

La Nazionale di Calcio degli Agenti Immobiliari, frutto dell’adesione delle tre associazioni di categoria (Anama, Fimaa e Fiaip) si ritrova per il raduno annuale presso il Centro tecnico di Coverciano il prossimo 7 marzo. La Nazionale di Calcio ha come scopo organizzare eventgi a scopo benefico ed anche in questa occasione si attiverà per … fare del bene! La partecipazione è aperta a tutti gli agenti immobiliari italiani che vogliono fare un po’ di sport, rafforzando la categoria e lo spirito … di squadra! Per informazioni basta inviare una mail al presidente Jerry Gentile (jerryg68@virgilio.it) o contattarlo con un sms o una telefonata al cellulare 335.6567449 entro il 20 febbraio, data ultima per poter prenotare il pranzo e le varie attività della giornata. Il programma dettagliato dell’iniziativa e gli oneri per l’adesione saranno comunicati a tutti quanto prima.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Anama

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Feb 14

per i privati e i professionisti il marketing immobiliare ha subito una rivoluzione con internet. alcuni agenti ricordano ancora quando la cosa più importante era confezionare un buon annuncio per la vetrina dell’agenzia o produrre un testo telegrafico attraente per gli spazi ridotti dei giornali. era solo ieri…

le agenzie si ricordano anche di quando i giorni clou erano il sabato e la domenica, in cui i clienti chiamavano e fissavano appuntamenti. con internet ogni giorno è utile, a qualsiasi ora

l’esperta karen yanco, socia di interwin mkt inmoliario, ci offre alcuni segreti per annunciare meglio le case

la rivoluzione tecnologica e i siti immobiliari hanno creato un profilo di cliente nuovo e più sofisticato, con cui bisogna agire in modo diverso

yanco spiega a el cronista i cambiamenti degli ultimi anni

1. oggi il mercato è il mondo

il cliente può essere fisicamente ovunque

chiunque può vedere la tua casa da ogni angolo di mondo. idealista per esempio ha un pubblico internazionale e inoltre cerca di raggiungere accordi con i principali portali mondiali, per inserire gli annunci dei suoi clienti in questi paesi, in modo gratuito per il proprietario

2. il cliente può fare le proprie ricerche

il potenziale cliente può ottimizzare le proprie ricerche, impiega meno tempo e vede più case senza bisogno di visitarle. può richiedere avvisi per ricevere annunci di prezzi ribassati, vedere foto, visite virtuali e comunicare col venditore in modo rapido ed efficace attraverso la posta elettronica o il cellulare
idealista.it offre servizi di visita virtuale che migliorano l’annuncio e gli danno un miglior posizionamente. inoltre ha a disposizione un team di commerciali a disposizione dei clienti per aiutarli a pianificare il proprio operato

3. dalla vetrina al monitor

20 anni fa le opzioni erano redigere e pubblicare un annuncio, posizionare bene i cartelli e annunciare l’immobile nella vetrina dell’agenzia. lampioni e parabrezza erano altri luoghi privilegiati in cui lasciare gli annunci

oggi le mail, le newsletter o i blog sono strumenti indispensabili per mantenere una conversazione fluida con i clienti

idealista.it dispone di tutti questi servizi e chiunque può aprire un blog per commentare l’attualità del settore immobiliare

4. il cliente potenziale è più sofisticato

“questo si, questo no” è una questione di secondi. per questo gli annunci devono essere chiari, concreti e aggiornati. questo si ottiene rivolgendosi a un portale immobiliare, anziché mettendosi in concorrenza con essi. un sito a parte per ampliare l’informazione è comunque benvenuto

5. al nuovo cliente non piace aspettare

se un cliente potenziale invia una mail di richiesta di informazioni, bisogna rispondergli subito. nelle agenzie bisogna destinare parte delle risorse umane per gestire la comunicazione

6. informare bene il cliente

bisogna rassicurare il cliente con tutte le informazioni legali e allo stesso tempo monitorare bene i venditori. le operazioni immobiliari sbagliate tolgono prestigio alle agenzie

7. formare i venditori

il personale deve essere formato sulle nuove tecnologie ma non bisogan dimenticare l’importanza del faccia a faccia. i due aspetti devono essere potenziati ed equilibrati

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

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Feb 10

Vince l’ambiente anche per gli immobili: chi compra casa la sceglie nella Brianza verde del caratese, che è anche la zona dove i prezzi “tengono” di più (+0,2% in sei mesi). E tra i primi dieci Comuni della Brianza che vedono aumentare maggiormente la popolazione residente tra il 1981 e il 2008, sette sono “verdi”: Ornago, Camparada, Correzzana, Ronco Briantino, Sulbiate, Lesmo, Mezzago. E in Lombardia il capannone risente della crisi: in un anno diminuisce del -21,2% il numero di scambi nel settore produttivo, in controtendenza solo Lecco (+61,7%) e Lodi (+46,3%). E si contraggono anche i prezzi dei capannoni: -1,3% in sei mesi, -5,4% in un anno. Il mercato delle transazioni immobiliari a Monza e Brianza nel 2009 si chiude, seppure in negativo, meglio del 2008. Il numero delle compravendite, infatti, diminuisce in un anno del -6,6% a Monza e del -8,3% in Brianza, contro rispettivamente -21,6% e -18,3% registrati nel 2008. Nel residenziale i prezzi si contraggono in città e in provincia: scendono, infatti, del -1,3% in sei mesi i prezzi delle abitazioni a Monza con un costo medio di 2.482 Euro/mq mentre il resto della Brianza registra una contrazione semestrale di -0,4% con un costo medio di 1.567 Euro/mq. Sono alcuni dei dati che emergono dalla “Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Monza e Brianza”, sul II semestre 2009, promossa dalla Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con Fimaa Milano e Borsa Immobiliare, presentata presso la sede della Camera di commercio di Monza e Brianza.

«Oggi il mercato immobiliare - ha dichiarato Mauro Danielli, membro di giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza e presidente di OTIB – è definito in primo luogo da una domanda schizofrenica, che si muove seguendo due logiche contraddittorie, quella della preoccupazione e quella dell’opportunità, che portano ad una situazione generale di attendismo. La necessità dell’acquisto è frenata dal presentimento di poter comprare domani ad un prezzo più basso e, al tempo stesso, resta la consapevolezza che l’immobile è, ancora più oggi, il più sicuro tra gli investimenti».

«In questa fase – ha dichiarato Giulio Carpinelli, coordinatore Fimaa Milano per la Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Monza e Brianza – contraddistinta da un mercato schizofrenico, chi vuole vendere o acquistare un immobile a maggior ragione si deve rivolgere con tranquillità e serenità agli agenti immobiliari, che anche in questo momento di difficoltà rivestono con autorevolezza e competenza un ruolo di guida all’interno del mercato, configurandosi come la parte sana e positiva».

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Feb 08

“la casa ci piace, la chiameremo”. la frase si ripete molte volte nelle case in vendita e a volte il venditore, sia un privato che un agente, si fanno illusioni. Ignacio Castillo, presidente della associazione di esperti immobiliari, dà alcuni consigli per capire se le persone che vedono la nostra casa sono davvero interessati o è solamente l’ennesima visita a vuoto

1. nel caso di una coppia, vengono entrambi a vedere la casa?

2. è l’acquirente davvero motivato a comprare? (giudicare ogni membro della coppia separatamente)

3. l’acquirente è realista rispetto alle aspettative di prezzo?

4. l’acquirente è aperto e coopera?

5. l’acquirente combacia con la fascia di prezzo della casa?

6. l’agente o il privato, hanno instaurato un rapporto positivo con l’acquirente?

7. l’acquirente è andato in banca per sapere quali possibilità ha?

8. l’acquirente ha risposto a domande sulla sua situazione economica senza reticenza?

9. se l’acquirente deve prima vendere la propria casa per poter comprare, è realista rispetto al prezzo?

10. dedicherà un tempo sufficiente e sarà capace di vendere la propria casa?

FormaReal Estate h atratto questa notizia da: Bollettino Idealista - www.idealista.it

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Feb 08

Un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Gennaio 2009 a Gennaio 2010. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Gli ultimi dati ci dicono che nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 156 giorni contro i 137 giorni registrati esattamente un anno fa. Stabili i tempi di vendita nei capoluoghi di provincia con una media di 167 gg contro i 168 di Gennaio 2009 ed infine i comuni dell’hinterland delle grandi città che hanno fatto registrare 188 gg contro 174 di Gennaio 2009. In un anno si evidenzia quindi una sostanziale stabilità dei tempi di vendita nei capoluoghi di provincia ed un aumento nelle Grandi Città e nell’hinterland. Da notare come nelle realtà metropolitane i tempi di vendita siano più brevi rispetto alle altre, grazie ad un maggior dinamismo del mercato.
Palermo, Verona e Milano sono le città i cui tempi di vendita sono maggiori con 216 gg, 182 gg e 179 gg. Tra i comuni dell’hinterland la tempistica maggiore si registra nella provincia di Palermo con 231 gg, a seguire Verona con 220 gg.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Suggerimento finale: se sei interessato ad entrare in possesso di strategie, testate ed efficaci, per ridurre i testi di vendita leggi l’e-book di Salvatore Coddetta e Alessandro Cerroni “Come ridurre i tempi di vendita nel settore immobiliare”. Puoi acquistare il libro vai alla seguente pagina web:

http://www.mob2005.it/Page_libro.htm

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Feb 06

Da qualche giorno il governo ha dato il via all’accordo “piano famiglie” siglato lo scorso dicembre tra l’ABI ed i Consumatori. Le famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate di mutuo che hanno perso il lavoro nel 2009, lavoratori cassintegrati o coloro i quali abbiano subito la morte di un familiare potranno chiedere al proprio Istituto di credito la sospensione delle rate per un massimo di 12 mesi. Il piano si applica ai mutui ipotecari riferiti all’abitazione principale per un importo fino a 150.000 euro con reddito familiare non superiore ai 40.000 euro. La moratoria si estende a coloro che sono rimasti indietro con il pagamento fino a 6 mesi. Sarà possibile aderire al suddetto piano fino al 31 gennaio 2011. Ad oggi circa un centinaio di Banche tra cui i principali Istituti hanno deciso di non applicare alcun tetto al reddito ne al valore del mutuo erogato. La sospensione comporterà lo slittamento in avanti dell’intero piano di ammortamento. Ad es. un mutuo per 20 anni sospeso per un anno verrà protratta fino al 21 anno. Durante la moratoria continueranno tuttavia a maturare gli interessi siglati nei contratti di mutuo. Le Banche intanto si sono organizzate con sportelli ad hoc per valutare insieme al cliente la giusta convenienza dell’operazione. Quanto ai tempi di sospensione dalla presentazione della domanda, bisognerà dar tempo alla banca di verificare l’esistenza dei requisiti quindi se tutto va bene dalla rata di Maggio prossimo potremo vedere sospesa la prima rata del mutuo.

Autore: Gian Luca Burattelli
FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Anama

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Feb 06

Gruppo SAP ha finalmente messo a punto un nuovo progetto societario che ha l’obiettivo di creare delle società immobiliari composte da investitori che sfrutteranno la tecnica del saldo a stralcio per conseguire affari immobiliari davvero d’oro.

L’idea di costituire un club di investitori con un obiettivo comune nasce dal desiderio di espansione che Fabrizio Tonelli elaborava da tempo.

Lancio del progetto“Gruppo SAP Investment” Firenze - 20 Febbraio 2010

Tutte le informazioni sul progetto verranno divulgate il giorno venti durante il meeting, ma per darvi un’idea dell’importanza del progetto ho voluto fare alcune domande a Fabrizio:

1) Come nasce l’idea di Gruppo SAP Investment?“Sin dalle origini di Gruppo SAP avevo in mente di creare un club di investitori immobiliari che unissero le forze per guadaganre da uno dei settori più affascinanti di tutto il mercato: gli stralci. Poi nascque Gruppo SAP e questo progetto passò in secondo piano, ma adesso, grazie proprio al know how acquisito in questi anni di esperienza sul campo, ho voluto ridar vita al progetto mai abbandonato.”

2) Perchè un investitore dovrebbe aderire al progetto?“Personalmente credo molto nelle potenzialità del progetto perchè ho potuto toccare con mano la realtà del saldo a stralcio e conosco bene i rendimenti che questo tipo di operazioni possono dare. Molti investitori già conoscono la realta di Gruppo SAP e per questo non hanno esitato ad accettare l’invito alla presentazione. Coloro che non ci conoscono si trovano di fronte ad una opportunità davvero unica che credo valga la pena di essere valutata, per questo invito tutti ad essere presenti il 20 di febbraio al meeting, in questo modo potranno valutare con i loro occhi le potenzialità del progetto Gruppo SAP Investment.”

3) Quale è la filosofia che sta dietro la scelta di ampliare gli orizzonti di Gruppo SAP?“Gruppo SAP nasce sull’onda dell’idea che tutti possono diventare investitori immobiliari, anche coloro che non dispongono di grandi capitali. Questa filosofia è ben nota ai moltissimi investitori che già ci conoscono. La scelta di creare Gruppo SAP Investment non deve forviare l’investitore perchè l’idea di base resta e resta anche la filosofia che contraddistingue Gruppo SAP come gruppo immobiliare italiano. Gruppo SAP Investment rappresenta un’opportunità in più che sento di poter offrire.”

4) Cosa accadrà il 20 Febbraio?“Il 20 Febbraio a Firenze nascerà Gruppo SAP Investment e prenderà vita il progetto su cui io e il mio staff abbiamo tanto lavorato. Già in molti hanno aderito al mio invito e mi aspetto che tanti altri facciano altrettanto. La presentazione è un modo per conoscere il progetto in tutti i suoi aspetti, ma è anche l’occasione di entrare in una realtà fatta di investitori immobiliari, affari, e soprattutto grandi risultati.”

5) Quali sono i vantaggi previsti per coloro che parteciperanno al meeting?“In primo luogo potranno assistere per primi alla nascita del progetto e potranno toccare con mano tutti i vantaggi che diventare soci comporta. Per tutti coloro alla ricerca di una reale e concreta opportunità di guadagno questa rappresenta una occasione imperdibile. Tutti coloro che credono nel settore immobiliare dovrebbero essere presenti a questo evento perchè esserci significa darsi la possibilità di aderire ad una iniziativa che potrebbe rappresentare la svolta tanto cercata. Iniziare a guadagnare con gli immobili è possibile e il 20 febbraio questa possibilità diventerà ancora più interessante!”

Puoi trovare maggiori informazioni sul progetto societario qui:http://www.grupposapinvestment.it/

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
http://www.investoinimmobili.it/
www.FabrizioTonelli.com

Tags: società investimenti immobiliari, soci immobiliari, guadagnare con gli immobili, investimenti immobiliari, progetto societario, gruppo sap, opportunità di guadagno

fonte: investoinimmobili-guida.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 04

Dopo quelli relativi a domanda e offerta, il Centro Studi di REplat S.p.A. introduce l’indice dei prezzi, ovvero la variazione percentuale della media dei prezzi degli immobili divisi per tipologia in una data zona cittadina, inseriti sul Multiple Listing Service dalle oltre 1.700 agenzie che lo utilizzano (indipendenti, membri di associazioni di categoria, affiliati a network in franchising), rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Questo indicatore completa la visione del mercato del MLS REplat che si concretizza attraverso i dati estrapolati dalla piattaforma per la collaborazione nella compravendita tra agenti immobiliari: una visione basata sugli indici percentuali della domanda, dell’offerta e del prezzo – bussole reali e attuali che permettono non solo agli operatori ma anche a chi cerca casa di sapere cosa sta accadendo nel mercato del mattone e come esso sta cambiando – e sulla rilevazione del prezzo più probabile per gli immobili condivisi presenti in piattaforma in una data zona, l’unico indicatore che prende in considerazione sia la media dei prezzi dell’offerta sia quella dei prezzi della domanda per la tipologia dell’immobile prescelto.
“I dati che proponiamo vengono estrapolati dal flusso di lavoro che gli agenti immobiliari generano quotidianamente all’interno del nostro sistema”, spiega Vincenzo Vivo, presidente di REplat S.p.A. “Gli operatori inseriscono ogni giorno nel MLS le richieste e gli immobili che prendono in incarico, con tutte le relative informazioni. Lo stesso giorno di ogni mese il nostro Centro Studi è in grado di rilevare l’andamento del mercato fatto dagli operatori senza doversi affidare a interviste e questionari”.

Indice dei prezzi
In generale, l’atteso calo del prezzo degli immobili non si è ancora del tutto verificato. In un mercato dominato dalle richieste per bilocali e trilocali, che insieme ne rappresentano il 70%, si sono rilevati alcuni ribassi soltanto in certe zone delle macroaree Semicentro e Periferia dei grandi Centri Urbani che negli ultimi 12 mesi hanno effettivamente perso qualche punto percentuale, segno che gli agenti immobiliari sono stati disposti a rivedere i prezzi per movimentare le compravendite.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Gen 25

di Salvatore Coddetta

Stai per vedere un esempio straordinario di marketing immobiliare. Se ritieni che si potrebbe scrivere un annuncio di case come questo sei sulla buona strada per distinguerti come uno dei migliori agenti immobiliari. Realizzando degli annunci efficaci è possibile anche che le vostre case si vendano più velocemente e a un prezzo migliore rispetto a quelle vendute dalla maggior parte degli altri agenti immobiliari. Inoltre scrivendo gli annunci in questo modo il telefono della vostra agenzia tornerà a squillare come una volta. Ma è probabile che voi rispondiate che non si può scrivere un annuncio in questo modo per pubblicizzare un immobile da vendere, perché le statistiche dicono che meno di 1 su 200 agenti immobiliari riescono veramente a capire come commercializzare e vendere le case che hanno in portafoglio, nel modo migliore. La buona notizia è che tutto sta per cambiare, perché oggi ho intenzione di mostrare uno straordinario esempio di marketing immobiliare, oltre a fornire una semplice formula in 5 Step per la scrittura di annunci, opuscoli, pagine web e altro - nel modo più semplice.

Poche settimane fa un mio amico, mi ha chiamato perché aveva bisogno di vendere una delle sue case e si era già incontrato con un agente che ha pubblicato una serie di annunci, come parte del suo pacchetto di servizi al cliente venditore. Cos’è che ha colpito il mio amico (e, naturalmente anche me)? è che questo agente immobiliare ha realizzato degli annunci molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo e con una grafica assolutamente splendida, rendendo la sua casa davvero unica e irresistibile ai potenziali acquirenti. Il mio amico, essendo un uomo di marketing, ha interrogato l’agente immobiliare, sui propri annunci, e in effetti l’intermediario gli ha detto che per anni aveva studiato pubblicità e affinato le sue competenze al punto in cui la sua pubblicità oggi riscuote maggior successo di quella di qualsiasi altro agente immobiliare nella zona. Per un occhio non allenato, si potrebbe pensare che i suoi annunci sono composti semplicemente da belle foto con una descrizione dettagliata. Dopo tutto, chi avrebbe letto tutto quello che c’è scritto nell’annuncio? Ma un occhio più attento si renderà perfettamente conto che che per catturare l’interesse e stimolare il desiderio di un potenziale acquirente, è necessario raccontare una storia completa e utilizzare alcune “strategie”. L’acquirente che non è interessato veramente a comprare una casa non leggerà più di 5 parole di un annuncio, ma una acquirente sinceramente interessato vuole quante più informazioni è possibile fornire. E tenderà ad associare il maggior numero di informazione con una maggior professionalità dell’agenzia che ha pubblicato l’annuncio in quel modo. Per questo è necessario dargli maggiori informazioni.

Vuoi conoscerei queste strategie, in modo da poterti distinguere nel mercato e distinguere le case che tu vendi da quelle che vendono gli altri agenti
immobiliari, e (quasi letteralmente) moltiplicare il tuo reddito?

Ho pensato che forse potevi essere interessato, per cui qui ci sono 5 semplici passi per la creazione di annunci di case in vendita:

Step # 1: Diventa un detective di marketing.
Francamente, il motivo per cui alcuni agenti immobiliari hanno un grande successo è semplicemente perché fanno il loro dovere. Il segreto è quello di essere efficace, di sapere quali domande porre e possedere un acuto senso di osservazione.
Quindi, il primo passo è quello di individuare le caratteristiche uniche e i benefici, che la casa che hai acquisito e che stai vendendo, offre ai potenziali compratori. Ora, quando dico “caratteristica unica”, sto parlando di caratteristiche molto particolari e accattivanti, di vantaggi che chiaramente richiamano l’interesse di un eventuale compratore. Non tutti potrebbero essere interessati a quella casa, per questo è importante identificare chi sarebbe
l’acquirente ideale per quella casa, dato le caratteristiche e i vantaggi che possiede.

Il processo che ci porterà a scoprire chi è il compratore ideale per quella casa prevede la risposta alle seguenti domande in 4 aree diverse:

** I proprietari: Chi sono? Perché hanno comprato/costruito questa casa in particolare? Non hanno alcuna stranezza che si riflette in questa casa? Che cosa fanno per vivere? Quali sono i loro hobby o le loro passioni? hanno esigenze particolari che si riflettono nella casa? Qual è stato il sogno dei proprietari quando hanno acquistato quella casa?

** La storia della proprietà e i dettagli sulla zona, terreni o suddivisioni: Qual’è la storia di quella casa? Chi erano i proprietari della casa prima dei proprietari attuali? Ci sono interessanti punti di interesse storico nelle vicinanze?

** Architettura, design e dettagli costruttivi: Che cosa è così unico nel design della casa? Quali materiali unici sono stati utilizzati nella costruzione? Ci sono particolari caratteristiche e vantaggi nel design che potrebbero suscitare l’interesse di un acquirente?

** Benefici della casa: Qual è il miglior uso che si può fare di questa casa? Come è stata utilizzata dagli attuali proprietari? È una casa d’appoggio o è una casa grande, moderna e adatta a chi fa una vita frenetica?
La gente compra una casa, ma sono le loro emozioni che si trasformano in una “casa”. Tentare di identificare l’attaccamento emotivo che gli attuali proprietari hanno associato alla loro casa ti aiuterà a scoprire anche le emozioni sulle quali far leva con i nuovi potenziali acquirenti.

Step # 2: Scrivere il titolo dell’annuncio. Lo scopo del titolo è di:

1) Attirare l’attenzione del giusto tipo di acquirente e suscitarne sufficientemente l’interesse da indurli a leggere l’annuncio,
2) Comunicare le caratteristiche uniche e i vantaggi della casa,
3) cosa più importante, indurre il lettore a voler leggere l’annuncio.

Il titolo ha un’importanza fondamentale perchè spesso è l’unica parte dell’annuncio letto dalle persone. Quindi, in realtà, il titolo è l’annuncio “per l’annuncio”. Ecco come scrivere il titolo del tuo annuncio: Prendi tutti i dettagli interessanti che hai scoperto leggendo lo Step # 1 di cui sopra e selezionare 2 o 3 delle caratteristiche uniche e scrivile nel titolo. Ricordate, è necessario innanzitutto intercettare un acquirente che è sinceramente interessato
all’acquisto di quella casa - quindi selezionare la seconda o terza caratteristica più allettante per il compratore specificamente interessato a quel tipo di immobile. Ricordate che stiamo parlando di marketing mirato, non di marketing di massa.
Avanti, fermati un attimo con la lettura di questo articolo e scrivi 15 o 20 (o più) titoli accattivanti. Dal momento che il titolo conta per almeno l’85% del successo di un annuncio, spendi almeno l’85% del tuo tempo sul titolo. Di solito i giornali e le riviste indicano agli agenti immobiliari una data di scadenza entro la quale inviare gli annunci. Ora, il mio consiglio è quello di mettersi a fare questi annunci con largo anticipo e non quello di ridursi a fare gli annunci mezz’ora prima di andare in stampa. L’agente immobiliare medio aspetta fino a 15 minuti prima dell’orario di scadenza per mettersi a scrivere gli annunci, poi scrive qualcosa al volo e si meraviglia se il suo annuncio non funziona, se il telefono non squilla o non squilla più come una volta. Quindi, fai l’annuncio per tempo e fallo con il metodo che sti sto insegnando.

Ora, noterete che negli annunci pubblicitari realizzati dalle più grandi compagnie di pubblicità del mondo c’è un sotto-titolo. Il sotto-titolo collega il titolo con il corpo del messaggio ed è usato talvolta per spiegare il titolo. Il sotto-titolo può essere utilizzato per aggiungere al titolo qualcosa, al fine di stimolare maggiormente il desiderio di leggere l’annuncio, la brochure, il depliant della casa, ecc.

Step # 3: Scrivere una frase di apertura.
La frase di apertura è quasi importante come il titolo. Lo scopo della tua prima frase è semplicemente motivare il lettore a leggere la tua seconda frase, e così via. Sembra ovvio, non è vero? Ma se il tuo lettore smette di leggere in qualsiasi momento, hai perso un potenziale acquirente per la casa (o per aiutare i compratori a trovare una casa). Quindi l’obiettivo di scrivere una frase di apertura è quello di dire qualcosa che possa motivare i lettori a leggere.

Step # 4: Scrivi il testo dell’annuncio.
Hai catturato l’interesse del lettore con il titolo e il sotto-titolo. Hai ulteriormente aumentato il suo interesse con la frase di apertura. Ora è arrivato il momento di suscitare le loro emozioni con il testo dell’annuncio. Nella maggior parte degli annunci pubblicitari il corpo del testo è costituito da un enunciato o capoverso introduttivo, alcuni capoversi esplicativi e un capoverso di chiusura. Per sviluppare sistematicamente il corpo del testo alcuni copywriter hanno adottato le seguenti linee guida:

1) identificare un desiderio o un problema specifico dell’acquirente potenziale;
2) raccomandare l’immobile come la soluzione migliore per soddisfare il desiderio o risolvere il problema;
3) enunciare i benefici derivanti dal vivere in quella casa, in quella zona e indicare perchè è la casa migliore in relazione alla particolare situazione dell’acquirente;
4) corroborare le informazioni contenute nella pubblicità;
5) chiedere al cliente acquirente di intraprendere un’azione.

Quando si corroborano le affermazioni della pubblicità è importante farlo in modo credibile. La dimostrazione delle affermazioni dovrebbe aiutare a rafforzare l’immagine della casa che si sta promuovendo e l’integrità dell’agenzia immobiliare che la promuove. Si dovrebbe scrivere il testo dell’annuncio come se si stesse facendo un giro nella casa, e usare descrizioni molto coinvolgenti emotivamente e fornire i dettagli della casa - questi sono tutti gli elementi che avete scoperto durante il lavoro investigativo nel passaggio # 1 di cui sopra.

Passo # 5: Creare un invito all’azione.
dall’alto dei miei anni di esperienze a contatto con gli agenti immobiliari di tutta Italia e di tutte le tipologie (indipendenti e affiliati ai vari franchising) ho visto migliaia di esempi di annunci di marketing degli agenti con i quali ho lavorato. E praticamente in ogni caso, il più importante ingrediente mancante è un invito all’azione. Ricordare questo: Nessuno potrà mai rispondere alla tua campagna di pubblicità, senza una specifica e significativa RAGIONE irresistibile per farlo. Nessun invito all’azione, nessuna risposta - avete sprecato il vostro tempo e il vostro denaro. A parte sbagliare mezzo, questa è la sola ragione principale per cui il 95% della pubblicità di un agente immobiliare si rivela essere soldi gettati al vento. In questa parte finale dell’annuncio, anche chiamata “firma”, vanno inclusi più elementi quali: il logo, il nome e l’indirizzo dell’agenzia immobiliare e dovrebbe essere attraente, leggibile, particolare e facile da identificare.

Una cosa che penso sia brillante nella parte finale dell’annuncio è qualificare i potenziali acquirenti. Si possono qualificare i potenziali acquirenti mettendo il prezzo dell’immobile oppure inserende la frase: “astenersi curiosi e perditempo”. Questa frase permette di sfruttare il principio di scarsità. Questo principio della persuasione umana dice che di regola se una cosa è rara
o sta per diventarlo, vale di più. Il principio di scarsità rende di fatto un potenziale acquirente più desideroso di fare Il prossimo passo, cioè chiamarvi.
La gente vuole le cose che stanno diminuendo o che sono difficili da ottenere.
Così l’agente immobiliare dice al lettore: “astenersi curiosi e perditempo” e chiede al potenziale acquirente di contattarlo, dà il suo numero di telefono e
indirizzo della sua agenzia e del sito web dove le persone possono visualizzare più foto della casa.

L’unica cosa che vorrei aggiungere alla fine sarebbe quella di fornire un paio di motivi in più per visitare il sito web dell’agenzia, come ad esempio la possibilità di trovarvi informazioni gratuite per chi vende e compra casa, le offerte del mese, ecc.

Se adotterete questi consigli i vostri annunci saranno migliori di quelli che avete utilizzato fino ad ora, è possibile creare annunci come questo semplicemente seguendo le 5 fasi di cui sopra.

Voglio aggiungere una cosa degna di nota: Hai notato che tutte le foto di annunci hanno una didascalia? Perché lo fanno? Perchè le foto naturalmente attirano l’occhio, e la didascalia aiuta a trasmettere il beneficio o evidenziare una caratteristica e guidare a leggere il resto dell’annuncio.

Esercitatevi sin da ora a fare gli annunci in questo modo, e iniziate a creare una grande pubblicità per le vostre inserzioni.

E … se volete saperne di più sugli elementi e le strategie per il successo nella professione di agente immobiliare qui ci sono alcuni libri che dovreste comprare e divorare (non preoccupatevi, sono poco costosi).

** Strategie di acquisizione e vendita immobiliare - edizioni Franco Angeli
** Come ridurre i tempi di vendita nel settore immobiliare - ebook

Il primo lo potete trovare nelle librerie il secondo al seguente link:

http://www.mob2005.it/Page_libro.htm

Autore dell’articolo: Salvatore Coddetta - formatore aziendale & coach

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 23

l’eccesso di offerta, l’instabilità del mercato del lavoro e le difficoltà per ottenere un mutuo si faranno sentire ancora nel primo semestre del 2010. gli effetti saranno gli stessi del 2009: cali di prezzi, soprattutto negli hinterland e nelle periferie delle gradi città. E’ quanto sostiene il rapporto di scenari immobiliari, che registra un calo delle compravendite del 16% nel 1009, pari a circa 590mila vendite avvenute. Rispetto al 2005-2006 il mercato si è ridotto di circa un terzo.

Il calo medio dei prezzi, secondo questo rapporto, è stato del 5,7%, con un calo, rispetto al 2007, del 12,5%, con forti differenze tra le grandi città (fino a -10%) e i piccoli centri (fino a - 25%). A livello nazionale si contano circa 250mila case nuove o in corso di costruzione invendute. saranno queste le case più complicate da collocare, perchè si trovano nelle periferie e negli hinterland e i potenziali acquirenti, di fascia medio-bassa, sono i più esposti alla restrizione dei crediti.
Rispetto alle città alcune hanno retto meglio, come firenze e venezia, in altre, come a torino, le case hanno perso tra il 4 il 7% del valore.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollttino Idealista - www.idealista.it

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 21

Da Luglio prossimo entra in vigore l’obbligo dell’ACE nelle locazioni
La certificazione anche per le locazioni
Sono oltre un milione gli atti di locazione in Italia

di Paolo Bellini

Anno nuovo certificazione nuova! Sembra una battuta ma invece è realtà. A partire da Luglio 2010 anche nei casi di locazione di immobili è necessario che il locatore (proprietario) presenti l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Infatti se ricordate dal al 1° luglio dello scorso anno è scattato l’obbligo dell’Attestato nelle compravendite immobiliari ed in tutti gli atti di trasferimento oneroso di edifici o singole porzioni, come previsto dall’articolo 6, comma 1-bis, lettera c) del Dlgs 192/2005. Ora eccoci alle prese con l’obbligo nelle locazioni. Si! Se si “affitta” una casa è necessario rivolgersi ad un professionista per farsi redigere un Attestato di Certificazione Energetica. Ma che cos’è questo Attestato? E’ un documento nel quale si attesta la prestazione in termini di energia assorbita dell’edificio con indicati i parametri energetici caratteristici del sistema edificio-impianti. Nell’ACE vengono altresì indicati la classe energetica di appartenenza dell’edificio oltre a possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche. Questo documento, ricordiamo, deve essere necessariamente predisposto ed asseverato da un professionista accreditato, estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio. L’Ace ha una validità? Si! Vale 10 anni a partire dal suo rilascio e va aggiornato ad ogni intervento che modifica la prestazione dell’edificio o dell’impianto in termini di assorbimento di corrente. Ma tutti gli edifici necessitano dell’ACE? No! Per alcuni edifici non è necessario redigere il documento come: gli edifici inagibili, gli edifici che ugualmente non comportano un consumo energetico (portici, legnaie, ecc.)., gli edifici privi di qualsiasi impianto (per i quali non si può in alcun modo calcolare la prestazione energetica), i fabbricati isolati, con una superficie utile totale inferiore a 5 metri quadrati. E ci sono multe da pagare se non si presenta l’ACE dal notaio? No! Al momento e nelle Regioni che non hanno una specifica normativa in materia non vi sono sanzioni pecuniarie all’orizzonte. Rimane però l’obbligo di Legge di predisporre l’ACE, che può essere consegnato all’acquirente anche dopo il rogito, purché detta pattuizione sia riportata nell’atto pubblico. Ma l’atto è valido comunque? Si! Il DLgs 112/2008, abrogando i commi 3 e 4 dell’articolo 6 del DLgs 192/2005, ha eliminato la sanzione della nullità del contratto di compravendita per chi non avesse allegato la certificazione al rogito. Ma ha mantenuto l’obbligo di dotare l’immobile di una certificazione. Pertanto, la violazione dell’obbligo di consegnare la certificazione, anche se non può invalidare l’atto di trasferimento, può essere fonte di responsabilità civile del venditore verso l’acquirente, quanto meno per la mancata informazione sull’inesistenza del documento. E quindi trattandosi di un obbligo previsto da una disposizione legislativa, l’acquirente o il conduttore da luglio prossimo hanno il diritto di sapere che non è stato rispettata la Legge e conseguentemente agire in sede di trattativa sul prezzo. Conviene quindi dotarsi dell’ACE anche se non si ha intenzione oggi di vendere o di affittare la casa: tanto dovessi farlo sono pronto con il mio attestato. Dove ci si rivolge per avere l’ACE? Da studi e professionisti abilitati. Per avere informazioni e preventivi in merito è sufficiente mandare una mail a: aceinforma@gmail.com

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Anama

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 21

Ciao a tutti!

scusate la lunga assenza, ma sono stato impegnatissimo nella realizzazione di un progetto davvero molto importante e che credo cambierà la vita a molte persone che stanno cercando un modo per raggiungere la libertà finanziaria.

Ad oggi i sistemi per creare ricchezza e raggiungere la libertà finanziaria sono 4:

  • investimenti in immobili
  • trading finanziario (borsa, forex, commodities)
  • internet (e-commerce, infoprodotti)
  • network marketing

Se sei uno dei miei lettori o se hai visitato uno dei miei portali web, saprai che ho sempre fatto business sfruttando le opportunità che immobili, trading ed internet mi offrivano.

Il mio obiettivo per l’anno 2010 sarà offrire possibilità reali, concrete ed immediatamente misurabili su tutti e 4 i sistemi, quindi anche sul network marketing.

La mia assenza è dovuta proprio al fatto che stavo lavorando al lancio di un nuovo progetto che riguarda proprio questo ultimo settore. Questa volta non parlo di immobili o di investimenti immobiliari, ma parlo di una reale opportunità di entrare a far parte di una grande società che presenterà il suo ambizioso progetto il 12 ed il 13 febbraio.

Sta per nascere qualcosa di grandioso e tutti oggi hanno l’opportunità di essere tra i primi a vivere questa fantastica esperienza.

Cannes - Francia
Venerdì 12 e Sabato 13 FEBBRAIO 2010
Presso
“Le Palais Du Festival”

Presentazione Progetto di Business
“INTERNET & WELLNESS”

Due giornate da favola all’interno dei locali più prestigiosi partecipando all’incontro più promettente del 2010. Avrai l’opportunità di assistere all’evento dell’anno: La presentazione di un progetto di business in grado di sconvolgere l’intero giro di affari inerente i due settori più in crescita degli ultimi anni: INTERNET ED IL WELLNESS.

L’evento di Cannes rivoluzionerà il sistema internet fornendoti l’opportunità di guadagnare grazie ad una tecnologia che diventerà il futuro della rete.

Puoi solo scegliere se essere presente e afferrare questa incredibile opportunità oppure restare inerte a guardare gli altri guadagnare!

Se anche tu vuoi raggiungere la tua libertà finanziaria allora non devi far altro che prenotare il tuo posto al sensazionale evento di Cannes!

Se vuoi maggiori informazioni sull’evento ti consiglio di visitare la pagina www.comediventarericchi.it e di lasciare i tuoi contatti nel form per ricevere informazioni ulteriori.

Ci vediamo a Cannes!

Fabrizio

www.ComeDiventareRicchi.it

Tags: network marketing, come diventare ricco, come fare soldi, libertà finanziaria, opportunità di guadagno, rendita automatica

fonte: investoinimmobili-guida.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 19

Secondo l’ultimo rapporto sui prezzi degli immobili di idealista.it, nel corso del 2009 i prezzi sono cresciuti dell’8,6% sotto la madonnina. Il prezzo medio delle case in città ora è di 3.834 euro/m² vale a dire 305 euro in più rispetto a un anno fa.
I numeri dicono che i prezzi delle case a Milano hanno ripreso a correre dopo la parentesi dello scorso anno, quando le quotazioni erano calate del 2,1%, facendo registrare con un +3,2% la maggiore performance su base trimestrale proprio nell’ultima parte del 2009.
La crisi del mattone meneghino è stata breve e neanche tanto intensa: 11 sui 16 i quartieri della città oggetto del monitoraggio hanno registrato incrementi nel 2009.
Crescita a due cifre per Garibaldi-Porta Venezia (+13,3%; 5.323 euro/m²), la zona più cara della città dopo il centro storico, dove le quotazioni non vanno mai al di sotto dei 6.000 euro/m². In rapida ascesa anche Vigentino -Chiaravalle (+8%; 3.320 euro/m²), navigli-bocconi (+7,8%; 4.945 euro/m²) e porta vittoria (+7,7%; 4.403 euro/m²), Città Studi-Lambrate (3.540 euro/m²) e Forlanini (3.321 euro/m²) a braccetto registrano un incremento del 5,1%. di un certo rilievo il rialzo di Baggio (+4,3%; 2.757 euro/m²), di minore entità i progressi di corvetto-rogoredo (+1,9%; 2.981 euro/m²), - che torna in terreno positivo dopo un calo dell’8% dell’anno scorso - e Lorenteggio-Bande nere (+0,5%; 3.423 euro/m²) dove i prezzi sono fermi a un anno fa.
In caduta i prezzi nei quartieri Certosa (-5,9%; 2.876 euro/m²) e Famagosta-Barona (-5,3%; 3.022 euro/m²). in leggera flessione Vialba-Gallaratese (-2,7%; 2.522 euro/m²), Comasina-Bicocca (-1,3%; 2.810 euro/m²), e Greco-Turro (-0,4%; 3.045 euro/m²), tutte queste aree denotano però una ripresa nell’ultima parte dell’anno, Vialba-Gallaratese e Certosa, giù rispettivamente dello 0,5% e 0,2%, hanno attenuato la loro caduta, in tutti gli altri casi quotazioni addirittura in rialzo.
Anche in provincia le quotazioni degli immobili hanno tenuto negli ultimi 12 mesi. Cologno Monzese (+2%; 2.361 euro/m²) e Cinisello Balsamo (+1,5%; 2.342 euro/m²),) sono gli unici comuni ad aver registrato incrementi al di sopra del tasso d’inflazione (dello 0,8% annuo, dato Istat). Invariati rispetto a un anno fa i valori a Sesto San Giovanni (+0,4; 2.669 euro/m2) e a Legnano (+,0,2%; 1.876 euro/m²). Calano Rozzano (-2,8%; 2.437 euro/m²) e Corsico (-1,2%; 2.420 euro/m²)

Prezzi della provincia di Monza e della Brianza
Questo mese sono stati rilevati separatamente i dati di alcuni comuni della provincia di Monza-Brianza, per la prima volta da quando costituisce provincia a se nella città capoluogo si è registrata una contrazione dei prezzi pari al 6%, che fa scendere i valori delle case di 163 euro/m²) rispetto all’anno scorso fissando il prezzo medio a 2.569 euro/m². Prezzi su a Brugherio (+3%; 2.563 euro/m²).
Nel quarto trimestre del 2009 quotazioni in leggero progresso a Seregno (+1,1%; 2.201 euro/m²), mentre mostra segnali di stanchezza Desio (-1,8%; 2.186 euro/m²).
Secondo Vincenzo De Tommaso, portavoce di idealista.it: «il nostro rapporto annuale rispecchia quella che è stata la tendenza rilevata quest’anno dell’incremento della domanda nelle zone di elite della città e verso immobili con un buon rapporto qualità prezzo. Evidentemente, fattori come l’Euribor ai minimi storici, l’attrattività di Milano come piazza da investimento, le prospettive di rilancio e di riqualificazione di alcune aree in vista dell’expo 2015 hanno prevalso sulle difficoltà connesse al momento economico che stiamo attraversando. La realtà che vediamo è però fatta di stipendi ancorati alle lire mentre con l’euro il prezzo delle case è sempre più sproporzionato rispetto alle possibilità reali delle persone. con queste premesse, con i tassi dei mutui che non potranno che aumentare d’ora in avanti, Milano potrebbe esporsi al rischio di una bolla speculativa».

FormaReal Estate ha tratto questa informazione da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 17

Aviva Investors, uno dei principali gestori real estate nel Regno Unito e in Europa, ha invitato gli investitori ad assumere un atteggiamento cautamente ottimistico per il 2010, avendo notato un notevole cambiamento del sentiment del real estate durante il 2009. Ian Womack - Global Chief Executive del Real Estate Aviva Investors - ha dichiarato: «si è indubbiamente verificata una significativa ripresa delle condizioni del mercato immobiliare rispetto all’inizio del 2009, quando le previsioni erano costantemente negative».

I gruppi di investitori che nel corso del 2008 hanno venduto asset in maniera attiva hanno rafforzato i propri bilanci del 2009 e ora hanno smesso di vendere oppure si sono messi a cercare nuovi investimenti immobiliari.
Con gli innalzi azionari ed il rally dei prezzi sono migliorate anche le sorti dei REIT. I Property Unit Trust sono tornati ad attirare flussi di investimento e, nel Regno Unito, investimenti provenienti dall’estero sono stati incoraggiati dalla sterlina in calo. Gli investitori istituzionali hanno iniziato a percepire i vantaggi dei valori in miglioramento nel settore degli immobili commerciali rispetto ai pronunciati cali degli ultimi due anni, dalla metà del 2007. L’aumento dei valori è stato sicuramente supportato dal calo dei tassi di interesse e da cash return poco significativi che hanno rappresentato un potente incentivo ad investire in asset con gradi di ritorno più alti, di cui il real estate è un forte rivale.
La domanda chiave è quanto durerà questo rally dei valori? La nostra visione è che debba continuare nel 2010, sbarrando la strada a ulteriori shock nel contesto generale della crisi economica. In particolare, ci aspettiamo che la Bank of England si muova lentamente in direzione di una stretta monetaria che sarà di supporto al rally.

Ciò avrà tra le principali conseguenze il perdurare della debolezza nel mercato delle locazioni, che sono in calo in quasi tutti i settori e che non miglioreranno fin tanto che la ripresa rimarrà debole. Rimane, inoltre, un eccesso di debito che porterà probabilmente a un aumento nell’offerta di immobili sul mercato. Più avanti nell’anno, prevediamo che lo squilibrio tra offerta e domanda, che sta al momento innalzando i prezzi, si attenuerà, e che si attenuino anche i rendimenti.
Al momento, il Regno Unito sta registrando il rally più forte a livello mondiale, Parigi si è decisamente ripresa e in Asia, Hong Kong e Singapore stanno attirando nuova domanda da parte degli investitori. Anche negli Stati Uniti si registrano i primi incerti segnali di una stabilizzazione del mercato. Rimaniamo cauti per tutti questi mercati dal momento che tutti devono evolversi ulteriormente in termini di calo delle locazioni».

Aviva Investors gestisce a livello globale oltre 21 miliardi di sterline nel settore real estate (al 30 giugno 2009).

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Gen 13

Secondo un sondaggio di fine anno, il 13% degli italiani vede la ripresa nel 2010 (i pessimisti sono molti di più, il 39%). Ma la grande maggioranza, il 71%, se potesse, investirebbe nel mattone.
E’ questa, in sintesi, la speranza del settore immobiliare nel 2010. Che vedrà ancora un calo, sia pure ridotto rispetto al biennio 2008-2009, in valori e compravendite nel primo semestre, per stabilizzarsi e cominciare la ripresa nel secondo semestre - ma solo per immobili di qualità - a partire dai due più grandi mercati nazionali, Milano e Roma.
Possibile ma settoriale ripresa anche per Venezia e Firenze e per il centro di Torino, Genova e Bologna; però al sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa, attesi ulteriori ribassi dei prezzi. Stabile Cagliari.
In sofferenza ancora gli hinterland delle grandi città, dove occorrerà almeno un paio d’anni per assorbire l’invenduto anche per l’eccesso di produzione (il nuovo sconta cali di prezzo anche del 20-30%).
«Non è certamente il momento di penalizzare il mercato – afferma il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici - come sta avvenendo con le riclassificazioni degli immobili (ed i conseguenti aumenti delle rendite catastali) e con le nuove disposizioni nazionali e regionali in materia di certificazione energetica (che hanno provocato una corale levata di scudi dell’intero settore) e di obblighi di ammodernamento e di sostituzione di impianti tecnologici per nulla obsoleti, ma semplicemente non allineati agli standards prestazionali più evoluti».
Non è ragionevole che, mentre i valori immobiliari sono in calo, si continui imperterriti, da parte dei governanti, ad aumentare la pressione fiscale ed il carico parafiscale sugli immobili stessi. Ciò in quanto molti fra gli obblighi imposti comportano interventi non rispondenti a comprovate esigenze tecniche, bensì sono collegati al perseguimento di obiettivi sociali generali, estranei alla condizione dell’immobile stesso.
La crisi economica non si combatte solo facendo lavorare i cantieri ed i professionisti, ma anche non caricando gli immobili di costi politici”.
I valori, dunque, sono tornati ad essere quelli degli inizi del 2000, in ripresa rispetto alla crisi 1993-1998, ma lontani dai picchi del 2007. Nel 2009 nel residenziale si sono registrate:
1) compravendite -14%,
2) prezzi -7%, che si somma al -14% del biennio 2008-2009.
L’unico dato positivo, mentre non decolla il Piano Casa, viene dal record di ristrutturazioni, 430.000 (quasi il 20% in più del 2008), in testa la Lombardia e - con l’eccezione di Roma - tutte città del nord. A soffrire maggiormente, nonostante i tassi dei mutui siano al minimo storico (2% il variabile), gli alloggi sotto i 250.000 euro, destinati alla “fascia povera” - giovani ed immigrati - più duramente colpita dalla crisi e dalla stretta delle banche.
Ciò condiziona, ovviamente, anche le locazioni, in calo per il quarto anno consecutivo, con una media annua di meno1,5-2%.

Aumento dell’offerta, contrazione della domanda
Per quanto riguarda gli uffici, il 2009 si conclude con una contrazione del mercato del 45% a Milano e a Roma “solo” del 15% (conseguenza del minor dinamismo del mercato della “piazza” romana), mentre gli affitti si riducono del 5.9% nel centro a Roma (480 euro/mq) e del 7.3% a Milano (510 euro/mq).
Il settore rimarrà sotto pressione: in aumento le rinegoziazioni dei contratti in corso, mentre gli operatori economici continueranno a ridurre gli spazi occupati.
Resta aperto, in particolare a Milano, il serio problema della collocazione sul mercato di milioni di metri cubi di immobili ad uso terziario realizzati negli anni scorsi ed attualmente ancora in attesa di essere utilizzati: si pone per gli stessi la prospettiva di riconversione ad usi più attuali.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Gen 11

Ora che il nuovo anno è arrivato è importante e necessario far crescere il proprio business nel settore immobiliare.

Qui di seguito, senza un ordine particolare, sono elencate cinque strategie che abbiamo testato sul campo e che hanno già aiutato migliaia di agenti immobiliari e centiania di agenzie immobiliari a trovare più clienti e a costruire un’agenzia immobiliare efficiente per un lungo periodo.

Molti di questi suggerimenti sono ulteriormente dettagliate nei corsi a calendario di FormaReal Estate.

1. Assegnate delle priorità, per le vostre azioni di markleting, in termini di tempo, denaro e sforzo ai soli prospect di qualità.

Il prospect di “Qualità” è definito come il potenziale cliente (venditore o compratore) sinceramente motivato a vendere e/o comprare e predisposto a
lavorare con gli agenti immobiliari professionali. Ricordate: mai inseguire “perditempo” a scapito dei clienti più interessati.

Ecco come credo che si dovrebbero definire la priorità del marketing di un’agenzia immobiliare:

• Creare un elenco dei vostri clienti acquisiti (compratori e/o venditori) su base mensile (questa è la vostra quota di mercato);
• creare un elenco degli acquirenti che chiamano per aver visto le tue inserzioni pubblicitarie;
• Fare telefonate di follow-up è fondamentale. Gli agenti immobiliari medi, quelli più disperati, ignorano il follow-up;
• Selezionare nicchie di mercato promettenti: questo include mercati geografici, mercati speciali (resort, golf, vacanze, ecc.), ecc.;
• Ecco un fatto illuminante: la National Association of Realtors ® (un’associazione di agenti immobiliari americana equivalente alle nostre fiaip, fimaa e anama) produce un rapporto annuale di ricerca denominato profilo degli acquirenti e venditori. E ‘ricco di fatti e cifre, ma il fatto più sorprendente che hanno scoperto è che circa il 74% di tutte le transazioni immobiliari si verifica perché il cliente compratore è stato presentato al venditore dall’agente immobiliare.
Questo significa che 3 / 4 di tutte le operazioni immobiliari si realizzano grazie ad un rapporto interpersonale. Ancora, questo significa che solo il 4% di tutti gli agenti immobiliari hanno un “metodo” per costruire rapporti profondi con i loro clienti e costruire la loro quota di mercato. Quindi circa il 4% fa la parte del leone tra le agenzie immobiliari e il 96% combattono a vicenda per ottenere gli scarti. Questo fatto è il solo motivo per cui ti ho detto (sopra) di creare una lista dei clienti acquisiti dove incluedere anche amici, parenti, clienti passati, conoscenti, ecc. E ‘anche per questo che ho creato un modello per costruire un business basato al 100% sulle referenze che puoi trovare all’interno del mio libro
“Strategie di acquisizione e vendita immobiliare”, pubblicato da franco Angeli, e che fa parte dei programmi di formazione per agenti immobiliari che puoi trovare nel sito www.formarealestate.it.

2. Se stai iniziando ora, dedica l’80% del tuo tempo a pianificare e a programmare la tua attività di marketing. Gli agenti immobiliari di successo non consentono a nulla di distrarli o di interferire con questo compito

3. Ottieni un numero verde e usarlo.
Il numero verde diventerà il fondamento dei sistemi di marketing, e diventerà il “meccanismo” che genera clienti e li conduce automaticamente verso di voi. Verrà utilizzato per gli annunci, i volantini, nel sito internet, nelle vostre presentazioni, ecc.

4. Distinguiti. In questo settore tutti gli agenti immobiliari dicono le stesse cose ai loro potenziali clienti.
Per avere successo in questa professione hai bisogno di essere visto come diverso. Devi agire in modo diverso.
Devi creare prodotti unici e servizi eccellenti.

• Ad esempio: “Offriamo una valutazione del vostro immobile per definire il valore della vostra casa e vendere in pochissimo tempo. Il segreto è quello di tessere il massimo beneficio per il cliente venditore. Quindi, fare un semplice elenco di tutto quello che fai per il cliente venditorecome parte del tuo programma di lavoro. Anche se sono le stesse che fanno anche altri agenti immobiliari,
è probabile che non lo promuovono, o non lo promuovono in questo modo tale da fargli avere un vantaggio.

5. Createvi una specializzazione nel mercato immobiliare.
non ho mai conosciuto, direttamente o indirettamente, qualcuno che ha avuto molto successo, che ha fatto un sacco di soldi, che non si fosse specializzato in qualcosa. In altre parole: fate una scelta, tra i vari servizi immobiliari, in quale specializzarvi. A tal proposito occorre osservare che, sebbene l’agenzia immobiliare “tuttofare” consenta di raddrizzare il bilancio economico dell’azienda,
permettendo di acdquisire proventi da attività di vario tipo, non giove a conferire alla stessa un’immagine precisa nella clientela. Il potenziale utente si troverà, infatti, smarrito e non avrà motivazione particolare per rivolgersi a un’agenzia piuttosto che a un’altra. Nel caso invece di un specializzazione precisa l’utente sarà indirizzato a rivolgersi a chi è più specializzato nella risoluzione di determinate necessità. Vole dedicarvi agli immobili industriali? Diventate uno specialista “di proprietà immobiliari industriali” e il nome della tua agenzia dovrebbe già comunicare la tua specializzazione al mercato: “Rossi immobiliare specialisti nel settore industriale”. Usate la vostra creatività e i vostri servizi specificamente per il mercato dove siete specializzati.

Il vostro successo nel 2010 e negli anni successivi richiede intensa attenzione e la massima priorità sulle vostre attività.

Questi suggerimenti vi permetteranno di iniziare il percorso verso la crescita della vostra attività nel settore immobiliare già quest’anno, e per il futuro.

Augurandomi il tuo successo,

Salvatore Coddetta
Trainer & Coach

Per saperne di più sui nostri corsi di formazione per agenti immobiliari di successo visita il nostro sito www.formarealestate.it,
oppure scrivi a info@formarealestate.it oppure chiamaci al numero 338.24.41.909

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Gen 09

Scendono ancora i prezzi medi delle compravendite nel 2009 rispetto all’anno precedente. Secondo il Report dell’Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo 2009 le compravendite immobiliari fanno registrare un andamento medio dei prezzi in calo del 9,25% per le abitazioni. I valori si attestano invece al -20% per il commerciale, -24% per il segmento direzionale e -15% per i capannoni, segno di scarsa vivacità del settore terziario e produttivo.
Inoltre sono sempre di più gli italiani (65%, +22% rispetto al 2008), mentre diminuiscono i clienti extra UE (83%,
-12% rispetto al 2008) che nel 2009 hanno fatto ricorso al sistema creditizio (mutuo) per acquistare immobili.
Cauto ottimismo per gli agenti immobiliari. Le previsioni per il 2010 indicano un miglioramento per le compravendite ad uso residenziale, con particolare attenzione alle aree centrali della città, mentre nelle zone semicentrali e periferiche il mercato potrebbe mantenersi sostanzialmente stazionario. Aumentano le richieste degli affitti ad uso abitativo.
E’ quanto emerge da un campione di informazioni elaborate e raccolte da oltre 100 agenti immobiliari Fiaip bergamaschi, al fine di misurare non solo le variazioni dei prezzi, ma in particolare l’andamento del mercato immobiliare.
Il campione rappresentativo dell’area urbana bergamasca è fotografato dal Report dell’ “Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo” dedicato al mercato immobiliare del 2009 e alle previsioni 2010.
Il Report ha fatto da battistrada all’Osservatorio immobiliare urbano 2009 realizzato anche quest’anno da Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, che è stato presentato a Roma insieme ai promotori dell’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare (OPMI). L’Osservatorio bergamasco e nazionale è realizzato con il supporto scientifico dell’Università di Bologna - Dipartimento di Scienze Statistiche.
Il mercato delle compravendite e delle locazioni è stato messo sotto la lente per tipologia, ubicazione e stato della conservazione degli immobili.
Sono stati individuati i vari tipi di contratti e la loro conclusione, anche con riferimento al credito e alla tipologia della clientela, individuando il numero delle transazioni e delle locazioni concluse tramite l’attività degli agenti immobiliari. Ma veniamo alla situazione di Bergamo delineata dall’Osservatorio previsionale Fiaip.
Compravendite
In generale, il mercato indica nel 2009, rispetto all’anno precedente, un andamento dei prezzi in diminuzione del 9 - 10% per il residenziale . Performance più deludenti invece per il commerciale (- 20%), per gli uffici
(-24%) e per i capannoni (-15%).
Si tratta di segmenti direttamente influenzati dalla congiuntura economica critica, che determina una diminuzione della domanda e una maggior offerta di immobili sul mercato, con un numero di compravendite in calo rispetto agli anni passati. Per quanto riguarda il numero delle transazioni si rileva una diminuzione percentuale che varia dal -15% delle abitazioni e dei negozi, fino al -20% di uffici e negozi, e al -25% per i capannoni. Viene rilevata nel il 2009 una riduzione dell’interesse per gli alloggi usati a favore del residenziale di nuova costruzione. Il tempo medio di vendita degli immobili ad uso abitativo si conferma tra i 6 e i 9 mesi.
Aumenta rispetto al 2008 la percentuale di coloro che ricorrono al sistema creditizio: più della metà delle compravendite concluse (65%) avviene con il ricorso ai mutui, ma con un riduzione di richieste ed erogazioni rispetto al 2008.
I cittadini extracomunitari non spingono più il mercato immobiliare. Poco più della metà dei contratti di compravendita conclusi con clienti stranieri riguardano cittadini dell’Unione Europea con un aumento rispetto al 2008, spiegabile in parte con l’ingresso della Romania nell’UE. Per la locazione si ha invece ancora una preponderanza di extracomunitari. In generale si segnala comunque una riduzione del ruolo degli extracomunitari come player del mercato immobiliare, sia per le compravendite che per le locazioni. Nel 2008 il 95% degli acquirenti extra UE faceva ricorso al mutuo per l’acquisto dell’abitazione.
Per il 2009 si rileva invece una diminuzione (-12%) dei cittadini extracomunitari che hanno fatto ricorso al sistema creditizio. Ciò è dovuto probabilmente alla stretta creditizia delle banche e alle incerte prospettive occupazionali.
Ma quali sono gli immobili più ricercati? I bergamaschi apprezzano sempre di più i trilocali e bilocali, semicentrali ed in buono stato. Dai risultati dell’indagine Fiaip si rileva infatti come le unità residenziali maggiormente compravendute sono per un 39% trilocali (soggiorno/cottura – 2 camere – servizi) e un 35% bilocali (miniappartamenti).
Scarso l’appeal del monolocale, tipologia poco presente a Bergamo. L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi in buono stato (57%), seguito dalle abitazioni di nuova costruzione (28%).
Le previsioni per il 2010 indicano un sostanziale miglioramento dell’andamento delle compravendite degli immobili ad uso abitativo (33% dei rilevatori), con particolare attenzione alle aree centrali delle città, mentre il mercato potrebbe mantenersi sostanzialmente stazionario nelle zone semicentrali, e in calo nelle periferie.
I dati raccolti per il comparto residenziale danno come previsione una sostanziale stazionarietà dei tempi di vendita degli immobili nelle zone centrali con il 66% dei rilevatori. La percentuale è pari a quella degli agenti Fiaip che prevedono invece un allungamento dei tempi di vendita nelle zone semicentrali, oggetto di edificazione in tempi recenti e interessate da uno stock di invenduto da assorbire, sia per il nuovo che per il mercato di sostituzione.
Locazioni
Il mercato delle locazione vede un rallentamento dei prezzi: si tratta di una flessione dell’8% per il comparto abitativo, mentre per il commerciale la diminuzione é valutata attorno al 20%.
Rispetto al 2008 il mercato delle locazioni indica, per il comparto residenziale, un aumento della domanda dovuta alla difficoltà ad accedere ai mutui per acquisto, un’offerta di immobili che rimane stazionaria, con un decremento del numero dei contratti (-9,5%) dovuto alla lentezza nell’adeguarsi al plafonamento dei canoni da parte dei proprietari - locatori.
I contratti di locazione risultano in contrazione anche per negozi (-18%) e uffici (-20%), mentre si riscontra una flessione dei contratti ancora più sensibile per i capannoni (-25%).
Per le locazioni i tempi medi per affittare un immobile ad uso abitativo si attestano prevalentemente su un periodo da 3 a 6 mesi, in aumento rispetto al dato rilevato nel 2008.

Al seguente link è possibile consultare l’Osservatorio Fiaip Bergamo completo: http://www.fiaipbergamo.it/News/dettaglio.asp?GUID=5563

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Gen 07

Cosa fare quando il mercato immobiliare cambia

Per gli anni dal 2007 al 2007, la cosa migliore che molti agenti immobiliari potrebbe dire è che il mercato è stato è stato “turbato”. Ma è finalmente che il mercato cominci a riprendersi? In molte regioni del paese, ci sono alcuni segnali che indicano che il fondo potrebbe essere stato toccato e ormai abbandonato. Anche se in alcune città e in alcuni quartieri all’interno di una determinata zona, a causa di un insieme di circostanze la ripresa avverrà in un momento diverso, quasi tutti gli agenti immobiliari, in tutto il mondo avvertono che la ripresa sta per iniziare nel mercato immobiliare. Prima che il cambiamento si verifichi, gli agenti più esperti stanno rivedendo le proprie strategie di successo per cogliere nuove opportunità quando il mercato si trasformerà nuovamente.

Come fai a sapere in anticipo quando il mercato immobiliare tornerà ad essere positivo?

Purtroppo, è difficile dire con certezza fino a quando la ripresa non sarà ben avviata. Tuttavia, negli ultimi mesi, non sono mancanti dei segnali positivi.
In molte aree del paese, c’è stato un rallentamento dei ribassi dei prezzi di vendita degli immobili, il portafolgio immobili delle agenzie è stato meno ampio, le case in vendita si iniziano a vendere più rapidamente e i mutui e i tassi continuano ad essere gentile con gli acquirenti.

Cerchiamo di essere realistici: non stiamo tornando ai livelli di mercato di qualche anno fa. Ma se le condizioni stanno cambiando, che cosa deve fare un agente immobiliare? Di seguito ci sono 6 strategie per aiutarti a raggiungere il successo
e i tuoi obiettivi di vendita per prosperare in questo mercato immobiliare ancora in movimento.

1. Mettete in vendita gli immobili ad un prezzo adeguato al valore di mercato.
Quando il mercato cambia, per gli agenti immobiliari individuare il prezzo giusto di una casa è più difficile che mai. Ci sono ancora molti clienti venditori che vivono nel passato, quando le loro case nel quartiere erano sopra valutate e sperano
ancora di ottenere quelle cifre. Altri ancora sono sensibili al diluvio di
notizie che parlano del mercato immobiliare in crisi e non vogliono più vendere.
mettendo in vendita le case al prezzo di mercato gli acquirenti possono avere un’aspettativa realistica di quale casa che possono permettersi ora.

Come agente immobiliare, il vostro compito è quello di educare i venditori su quale prezzo nel mercato odierno è realisticamente possibile vendere una casa. Guardate la composizione della casa. Studiate la tendenza generale delle case di un quartiere
e siate pronti a mettere in vendita quella casa ad un prezzo in base alla traiettoria di tale tendenza. Se i clienti venditori sono titubanti sulla vostre raccomandazioni di adeguare il prezzo, non abbiate paura di essere fermi sulla vostra richiesta. Ogni annuncio che voi pubblicate richiede il vostro denaro, il vostro tempo, la vostra energia e la vostra attenzione personale. Se la casa non ha un prezzo competitivo e voi decidete comunque di lavorarci preparatevi a provare un sentimento di frustrazione. Per far ragionare i clienti i venditori senza toglierli dalla nostra lista, si può suggerire che metterete in vendita la casa ad un prezzo prezzo più alto con l’avvertenza che se dopo due settimane non sarà ancora stata venduta i venditori acconsentiranno ad adeguare il prezzo.

2. Fare degli annunci efficaci.
Ci sono ancora molte case sul mercato e ciò rende essenziale fare in modo che le tue inserzioni siano attraenti, che spiccano rispetto agli altri annunci.
Appena acquisisci un immobile invia cartoline ai potenziali acquirenti presenti nella tua banca dati o nella tua zona, pubblica l’annuncio sulle riviste di annunci immobiliari, fai dei volantini, ma tutto cià può essere anche uno spreco di denaro quando la maggior parte delle ricerche per l’acquisto delle case si fa su Internet.
Negli ultimi dieci anni il numero dellepersone che va su internet per trovare la casa da comprare si è moltiplicato per quindici volte. Oggi l’ottantasette per cento degli acquirenti di ricerca per le case sul Web Che altro si può fare allora? Puoi pubblicare i tuoi annunci pubblicitari sul tuo sito web personale e rendere il vostro sito web una risorsa per i pottenziali acquirenti, e utilizzarlo per
aumentare il vostro database di prospect. La maggior parte dei siti web delle agenzie immobiliari, sono semplicemente brochure online. Tuttavia, il sito web permette ad un agente immobiliare di acquisire informazioni di contatto con i potenziali clienti, e permette anche di capire che sono dei buoni clienti e non dei perditempo perchè si sono impegnati per la ricerca della loro casa in tempo reale. Inoltre puoi fare pubblicità online per attirare gli acquirenti utilizzando i più importanti portali immobiliari.

3. Home staging. L’ Home Staging è l’arte di valorizzare le proprietà immobiliari, migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o la locazione nel tempo più breve e al miglior prezzo. La competitività nel settore immobiliare nonché l’attuale rallentamento del mercato creano le premesse favorevoli affinché si affermino anche nel real estate le tecniche di marketing ed in particolare per il settore residenziale, dell’Home Staging, che si prevede rivoluzioneranno le modalità di commercializzazione e di vendita degli immobili. L’acquisto scaturisce quasi sempre da un fatto emozionale, dall’essere entrati o meno in sintonia con un determinato ambiente. Dopo aver correttamente valutato il valore dell’immobile in base al mercato di riferimento, per poterlo commercializzare in maniera “con-vincente” dovremo concentrarci sulle sue condizioni e soprattutto su come si presenta agli occhi di un potenziale acquirente o conduttore ricordandoci
che: “abbiamo una sola occasione per fare una buona impressione”.

Gli home stagers americani sostengono infatti che:

- l’acquirente formula la Sua decisione all’acquisto o all’affitto di un immobile nei primi 90 secondi del sopralluogo.
- 9 volte su 10 un acquirente decide di comprare in seguito ad un vero e proprio colpo di fulmine.
- Una proprietà immobiliare grazie all’Home Staging si può vendere 2 volte più in fretta.
- La vendita di una Staged Home avviene con un plus valore compreso tra il 5% ed il 20% (Fonte: www.italianhomestaging.com)

4. Fate ottenere agli acquirenti una pre-delibera del mutuo. Diverse banche offrono un servizio di predelibera o delibera reddituale che consiste appunto nell’impegno scritto della Banca alla concessione del mutuo per l’acquisto di una casa prima della stipula del compromesso. Mostrando ai venditori che gli acquirenti hanno ottenuto una pre-delibera alla richiesta di mutuo avrete il sopravvento nella negoziazione e porterete avanti l’affare prima che un altro acquirente entra in scena.

5. Educare gli acquirenti, i venditori … tutti. Poichè sulla condizione del mercato immobiliare si sono raccontate molte storie, sono state pubblicate molte notizie per alcuni anni, molti consumatori pensano di conoscere il mercato meglio di te. Tuttavia, ogni agente immobiliare sa che il mercato immobiliare locale ha sfumature e peculiarità che solo un professionista è in grado di capire e persino anticipare. I clienti venditori possono aver bisogno di una mano
per superare la loro paura del mercato, mentre gli acquirenti potrebbero dover sapere che si può aspettare più di prima di concludere la negoziazione, o addirittura che possono esserci molte offerte e contro-offerte prima di chiudere.
Lavorate per educare i vostri clienti attuali su ciò che sta realmente accadendo nel mercato immobiliare. Qual è il modo migliore per farlo? Inviare informazioni e articoli, quelli che possono non avere visto sui giornali, e spiegare quali sono i fatti e le cifre reali nella tua zona. Un altro potente strumento per mostrare
ciò che sta accadendo è inviare email per avvisare di nuove inserzioni nel vostro portafogli immobili. (Questo è anche un ottimo modo per ottenere un potenziale acquirente)

6. Promuovere il tuo annuncio a un mercato di nicchia con vantaggi unici che soddisfi le sue esigenze.
Quando non riesci a vendere un immobile una strategia di marketing che può aiutarti è quella di identificare come la casa possa beneficiare di una nicchia particolare di mercato, cioè di un pubblico mirato. I single, gli investitori, coloro che acquistano la loro casa per la prima volta, le donne sole, gli acquirenti di un condominio, i proprietari di case vacanze: sono tutti mercati di nicchia. Guarda il tuo annuncio attraverso gli occhi di un mercato di nicchia e vedrai quali opportunità potresti aver trascurato. È a 3 camere da letto, 180 metri quadrati,
nei pressi di una scuola? E’ in affitto? Applicare questa tecnica di marketing per gli immobili che avete nel vostro portafolgio.

Ogni volta che il mercato immobiliare cambia, gli agenti più innovativi sono pronti a rivedere la loro strategia, perché fare quello che hai fatto ieri, è una ricetta sicura per il fallimento. Il cambiamento del mercato immobiliare deve indurti a ripensare a come è possibile educare meglio i tuoi clienti attuali e futuri e migliorare la tua attività. Abbracciando il cambiamento si può scopèrire che questo mercato offre l’opportunità per migliorare il proprio reddito. Dopo che il cambiamento è avvenuto si impara a riconoscere le opportunità disponibili e ci si può rilassare. La vostra attività può diventare prevedibile e redditizia ancora una volta di più.

Augurandomi il tuo successo,

Salvatore Coddetta

Per saperne di più visita il nostro sito www.formarealestate.it, oppure scrivi a info@formarealestate.it oppure chiamaci al numero 338.24.41.909

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Gen 05

INVESTIRE NELLA CASA: LE CONDIZIONI MIGLIORI ANCORA PER POCHI MESI

Calo dei prezzi, ampia offerta, mutui al minimo storico, disponibilità delle banche: poi si perderanno alcuni di questi fattori.

La guida per gli investimenti:
consigli per gli acquisti in Italia e all’estero e il trattamento fiscale.

Colombo Clerici: « Il segreto? Cercare, cercare, Cercare. L’anno 2010 puo’ esser favorevole per un buon affare.»

Milano 4 gennaio 2010

- Conviene investire nella casa nel 2010?

Secondo Assoedilizia, ancora per pochi mesi, fino all’autunno, coincidono diversi fattori favorevoli. Poi qualcuno di questi fattori potrebbe perdersi per strada, anche se la convenienza, nel complesso, resterà. Una previsione “semiseria”, che non si basa su una disciplina scientifica, ma solo su regole empiriche e tenendo conto che un po’ di fantasia, di “fiuto”, di intuito non guasta per fare un buon investimento. Comprar casa, comunque sia, è, in un certo senso, come innamorarsi.

Se a guidare fosse solo la ragione…

Vediamoli, in breve, questi fattori positivi a medio termine.

I prezzi, innanzitutto: ci riferiamo al mercato medio delle città e dei centri minori di regioni ricche e povere, per la fascia di acquisti che rappresenta la parte preponderante del mercato: dai 220-250.000 fino ai 500-550.000 euro, effettuati da persona fisica (l’investimento attraverso societa’, strumenti di gestione finanziaria, quote di partecipazione e simili implica un diverso discorso).

Rispetto ai picchi del 2007 i valori sono scesi di circa il 20%.

Raramente gli annunci nelle vetrine delle agenzie immobiliari rivelano questo calo: ma è sufficiente avviare una trattativa seria per ottenere sconti simili.

E la grande offerta di nuovo edificato (250.000 abitazioni disponibili a livello nazionale ) nelle periferie e negli hinterland metropolitani (occorreranno almeno un paio d’anni per assorbirla) porta a riduzioni anche del 25%.

I tassi dei mutui non sono mai stati così bassi (poco più del 2% il variabile, attorno al 5% il fisso), con le banche ricche di liquidità (che, va detto, è però in gran parte utilizzata per finanziare investimenti produttivi e non patrimoniali, quali sono quelli immobiliari) pronta ad esser impiegata, ma solo a favore di clienti che hanno posizioni patrimoniali e reddituali solide.

Sussistono quindi le condizioni economiche e psicologiche per investire.

Ma a medio termine il panorama potrebbe cambiare: ricordiamo sempre che la crisi non è ancora finita anche se vi sono evidenti segnali di ripresa. E prima della ripresa definitiva dell’economia è possibile che si verifichi una nuova, meno grave, ricaduta; con comprensibili conseguenze sul mercato immobiliare. Ad esempio, se si riducesse la liquidità in circolazione, le banche potrebbero restringere la concessione di mutui: inoltre i tassi potrebbero risalire, con conseguenze sulla convenienza degli stessi. Attesa anche una crescita dell’inflazione.

Allora, che consigli dare?

L’investitore privato deve muoversi in una particolare logica, che non può essere quella dell’operatore immobiliare. Alla base occorre distinguere l’acquisto di un immobile per uso diretto, dall’acquisto per ricavarne profitto .

La remuneratività si realizza su due piani diversi:da un lato mediante il reddito diretto (locazione) al netto delle imposte e dei costi di gestione e,d’altro lato, attraverso la rivalutazione patrimoniale in termini monetari (assorbimento dell’inflazione ed eventuale incremento di valore). Va detto per inciso che nell’acquisto dell’immobile per uso proprio diretto, non c’è convenienza economica che tenga. Vale la regola: “se piace e soddisfa qualunque costo si giustifica”.

Comunque, è opportuno calcolare bene la dimensione dell’alloggio per non essere costretti – vedi l’arrivo di nuovi figli – a dover cambiar casa dopo pochi anni. In tale caso però, prima di vendere l’appartamento vecchio, calcolare la possibilità di affittarlo e con l’affitto pagare, o quasi, il mutuo dell’ alloggio.

Tenere inoltre presenti i fattori che incidono sulla capacità di tenuta e di incremento dei valori:

-la collocazione, dal punto di vista oggettivo (quartieri in riqualificazione, zone lungo nuove linee di metropolitana, prossimità di verde, scuole e servizi, compreso il trasporto pubblico, ecc.).

- In caso di acquisto per investimento, si dovrà innanzitutto valutare la località sotto il profilo geo-economico (ed anche socio-politico se trattasi di investimento all’estero).

Possiamo immaginare una griglia di fattori concorrenti a determinare , dal punto di vista oggettivo, la buona qualita’ del bene da acquistare. L’indice demografico stabile o in aumento; la presenza di un solido mercato della locazione ; l’ indice di densità delle aziende commerciali e delle imprese; l’ indice di densita’ delle seconde case (in testa la Valle d’Aosta, poi la Liguria seguita da Molise, Calabria, Sicilia e Puglia) ; il valore pro capite dello stock immobiliare cittadino ( media nazionale 150/200 mila euro - Milano 350 mila, Roma 320 mila) ; l’ elevato reddito pro capite dei residenti ( in ordine decrescente: Lombardia,Lazio, Emilia Romagna, Piemonte,Liguria, Veneto, Toscana) ; l’elevato numero di attrezzature alberghiere e la loro qualita’; la facile raggiungibilita’ ed accessibilita’; una certa prossimita’ ad aree metropolitane.

Maggiore è il numero dei fattori di cui si riscontra la presenza e più concreta è la possibilita’ di una buona scelta. Mentre si registra una scarsa correlazione tra buon investimento immobiliare e l’indice di “qualità della vita” della città.
In altri termini, la collocazione della città in vetta alle classifiche di virtuosità,redatte dai diversi istituti, non è per sè sola garanzia di un affare. Ed è opportuno acquistare nella fase calante di mercato – qual è l’attuale - scegliendo il momento dell’operazione sulla base della valutazione del presumibile assestamento dei prezzi. Una volta effettuato l’acquisto, bisogna gestire il bene.

Tale gestione deve essere il più possibile controllabile considerando che l’immobile, pur rappresentando un investimento statico, implica una serie gravosa di incombenze per amministrazione e manutenzione, tenendo presente che spesso le spese di manutenzione (considerare dunque lo stato di conservazione dell’immobile) superano spesso i costi di amministrazione. Per inciso osserviamo che la qualita’ di “casa ecologica”, pur rappresentando un costo quando si devono eseguire le opere, ha scarsa rilevanza ai fini della determinazione di un incremento del valore al momento della compravendita ( soprattutto quando è il privato che si trova a vendere) e particolarmente ai fini della redditivita’. Se la amministrazione è affidata ad un soggetto terzo professionista, è necessario valutarne la affidabilità e calcolare esattamente l’onere. L’entità dell’investimento e della sua redditività determina il break-even dei costi, che, al di sotto di una certa soglia, non sono ammortizzati : investimenti minuscoli e sparpagliati hanno costi individuali che nel loro insieme non permettono di esser compensati. La nuova finanziaria ha introdotto l’obbligo di denunziare, nel quadro RW allegato alla dichiarazione dei redditi, gli immobili posseduti all’estero anche se improduttivi di reddito, in quanto, ad esempio, tenuti a disposizione. Ai fini del carico fiscale, ricorreranno dunque le norme degli accordi bilaterali con il Paese dove ha sede l’immobile, disciplinanti la doppia imposizione fiscale. a tenere presente infine il trattamento fiscale.
L’immobile sarà comunque soggetto all’imposta sulle successioni e sulle donazioni ed entrerà a tutti gli effetti tributari a far parte del patrimonio dell’investitore.

L’intestazione diretta a persona fisica implica l’assoggettamento all’imposta sulle successioni ereditarie. Il carico fiscale complessivo, tra imposta principale (aliquote del 4-6-8 % a seconda delle categorie di eredi) ed imposte ipocatastali (3 %) - che nel precedente regime erano assorbite nell’imposta principale, mentre ora si sovrappongono - raggiunge rispettivamente il 7,4 , il 9,6 e l’ 11,8 %; cio’ in quanto si è tassati, tra l’altro, anche su una quota del 10 % del valore degli immobili per beni mobili di cui si presume il possesso.

Franchigia di 1 milione di euro per ogni erede.

Esenzione per gli immobili appartenenti alle imprese familiari.

Il presidente Achille Colombo Clerici commenta: « Chi ha intenzione di acquistare casa per uso proprio o per fare un investimento è consigliabile che nei prossimi mesi ponga molta attenzione all’andamento del mercato, per cogliere il momento migliore per intervenire. Il 2010 potrebbe esser l’anno favorevole per fare un buon affare: ma occorre gia’ dai primi mesi avere idee chiare sul tipo e sulle caratteristiche dell’ “oggetto” che si intende acquistare. E cercare, cercare,cercare.»

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Comunicazione Assoedilizia giorn. Benito Sicchiero 348-7118649 - www.assoedilizia.com

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 05

Le principali borse dell’Europa dell’Est hanno chiuso l’11 Dicembre con rialzi.

L’indice RTS ha gudagnato a mosca l’1,1% a 1.366,36 punti. I positivi dati macroeconomici arrivati salla USA hanno messo di buon unore gli investitori anche sulla piazza finanziaria moscovita. Tra le blue chips russe LUKoil ha guadagnato l’1,2% Rosneft l’1,4, Gazprom l’1,8 e Sberbank l’1,7%.

Il BUX a Budapest ha guadagnato l’1,9 a 20.939,60 punti. Tutte le blue chips ungheresi hanno chiuso in rialzo. OTP Bank ha guadagnato l’1,3%, MOL l’1,2%, Magyar Telekom l’1% e Gedeon Richter il 4,3%.

Il PX a Praga ha guadagnato lo 0,8% a 1.110,00 punti. I volumi di scambio sono stati anche oggi molto bassi. Tra i titoli principali del listino ceco Komerci Banka ha chiuso in rialzo del 2,1, Erste Group Bank dello 0,6, Ceske Energeticke Zavody dello 0,1% e Telefonica 02 C.R. dell’1,2%.

Il WIG a Varsavia ha chiuso in rialzo dello 0,8% a 39.463,07 punti. KGHM Polska Miedz ha registrato una ripresa sulla scia dei prezzi dei metalli ed ha guadagnato l’1,8%. Tra le altre blue chips polacche Bank Pekao ha guadagnato il 2,7%, PKO Bank Polski lo 0,7% e Telekomunikacja Polska l’1,4%. PKN Orlen ha perso l’1,6%.

Estratto tratto dalla redazione di Borsainside.

fonte: investirebudapest.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 01

quando l’obiettivo della casa di proprietà è ancora un sogno e l’affitto è troppo caro, la condivisione è l’unica strada possibile

l’indagine di idealista.it sugli affitti in condivisione conferma questa tendenza: 26 anni l’età media dei “conviventi” milanesi, 25 anni per chi divide casa nella capitale. ciò significa che il fenomeno della condivisione non riguarda solo studenti e sempre più spesso persone al primo impiego o il cui reddito non consente di sostenere affitti troppo alti si trovano a dover ricorrere a questa alternativa

una soluzione che non può neppure essere definita a buon mercato, infatti affittare una stanza nel capoluogo lombardo costa in media 446 euro al mese, contro i 434 euro al mese necessari per condividere casa a roma

in inghilterra, dove il fenomeno è già molto diffuso, esistono diversi portali dedicati a chi cerca/offre casa in condivisione. a volte questi siti si presentano in modo davvero originale: è il caso di flatnightfever.co.uk, social network dedicato a chi – per scelta o (quasi sempre) per necessità –deve condivide lo spazio abitativo con altri nella “forbidding london”

la società organizza anche degli incontri settimanali per fare conoscere gli iscritti al sito che possono così procedere a una prima selezione per evitare convivenze infelici e problematiche, per chi cerca casa è infatti importante poter definire da subito come dovrebbe essere il futuro coinquilino. secondo gli utenti di idealista.it il compagno/a di appartamento ideale non deve possedere animali domestici (77%), poche preclusioni per i fumatori (si dice indifferente il 69,5% degli iscritti al sito), mentre per quanto riguarda il sesso del coinquilino, si tende a preferire quello di sesso opposto (50,5%)

oltre ai siti interamente dedicati ai “co-letters” – i coinquilini - dal regno unito arriva una nuova tendenza che è quella dei siti web dedicati al “co-buying”, cioè la condivisione dell’acquisto di un immobile, dove gli utenti possono trovare i loro partner ideali per l’acquisto condiviso, una sorta di joint venture per la casa

co-buywithme.co.uk è interamente dedicato a questo genere di attività; ukpropertyclub.co.uk, si rivolge invece a tre tipi di utenza: “co-acquirenti”, “co-investitori” e coinquilini; propertyfriends.co.uk è pensato soprattutto per coloro che affrontano per la prima volta l’acquisto della casa – i cosiddetti “first-time buyers” – e decidono di farlo in condivisione

FormnaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.idealista.it

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Gen 01

IMMOBILIARE: CONTINUA IL SEGNO MENO; SEGNALI DI INVERSIONE A FINE 2010.
MA I NUOVI INVESTITORI SONO “ALLA FINESTRA”

Bilancio 2009 e prospettive 2010 per Milano, Roma, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari.

Colombo Clerici: « Basta costi politici sugli immobili.
Non è il momento per penalizzare il mercato con riclassamenti catastali, certificazione energetica ed opere obbligatorie di ammodernamento e sostituzione degli impianti tecnologici non strettamente necessarie. ”

La programmazione urbanistica comunale, se errata, puo’ provocare scompensi nell’economia del settore ed aggravare le conseguenze della crisi.

Milano, 29 dicembre 2009

- Secondo un sondaggio di fine anno, il 13% degli italiani vede la ripresa nel 2010 (i pessimisti sono molti di più, il 39%).
Ma la grande maggioranza, il 71%, se potesse, investirebbe nel mattone.

E’ questa, in sintesi, la speranza del settore immobiliare nel 2010.
Che vedrà ancora un calo, sia pure ridotto rispetto al biennio 2008-2009, in valori e compravendite nel primo semestre, per stabilizzarsi e cominciare la ripresa nel secondo semestre - ma solo per immobili di qualità - a partire dai due più grandi mercati nazionali, Milano e Roma.

Possibile ma settoriale ripresa anche per Venezia e Firenze e per il centro di Torino, Genova e Bologna; però al sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa, attesi ulteriori ribassi dei prezzi. Stabile Cagliari.

In sofferenza ancora gli hinterland delle grandi città, dove occorrera’ almeno un paio d’anni per assorbire l’invenduto anche per l’eccesso di produzione (il nuovo sconta cali di prezzo anche del 20-30%).

« Non è certamente il momento di penalizzare il mercato – afferma il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici - come sta avvenendo con le riclassificazioni degli immobili (ed i conseguenti aumenti delle rendite catastali) e con le nuove disposizioni nazionali e regionali in materia di certificazione energetica (che hanno provocato una corale levata di scudi dell’intero settore) e di obblighi di ammodernamento e di sistituzione di impianti tecnologici per nulla obsoleti, ma semplicemente non allineati agli standards prestazionali più evoluti.

Non è ragionevole che , mentre i valori immobiliari sono in calo, si continui imperterriti, da parte dei governanti, ad aumentare la pressione fiscale ed il carico parafiscale sugli immobili stessi.

Cio’in quanto molti fra gli obblighi imposti comportano interventi non rispondenti a comprovate esigenze tecniche, bensi sono collegati al perseguimento di obiettivi sociali generali, estranei alla condizione dell’immobile stesso.

La crisi economica non si combatte solo facendo lavorare i cantieri ed i professionisti, ma anche non caricando gli immobili di costi politici. »

I valori, dunque, sono tornati ad essere quelli degli inizi del 2000, in ripresa rispetto alla crisi 1993-1998, ma lontani dai picchi del 2007:

quest’anno, nel residenziale,

-compravendite -14%,
-prezzi -7%, che si somma al – 14% del biennio 2008-2009.

L’unico dato positivo, mentre non decolla il Piano Casa, viene dal record di ristrutturazioni, 430.000 (quasi il 20% in più del 2008), in testa la Lombardia e - con l’eccezione di Roma - tutte città del nord.

A soffrire maggiormente, nonostante i tassi dei mutui siano al minimo storico (2% il variabile), gli alloggi sotto i 250.000 euro, destinati alla “fascia povera” – giovani ed immigrati - più duramente colpita dalla crisi e dalla stretta delle banche.

Ciò condiziona, ovviamente, anche le locazioni, in calo per il quarto anno consecutivo, con una media annua di meno1,5-2%.

* * * *

Aumento dell’offerta, contrazione della domanda

Per quanto riguarda gli uffici, il 2009 si conclude con una contrazione del mercato del 45% a Milano e a Roma “solo” del 15% (consegurnza del minor dinamismo del mercato della “piazza” romana), mentre gli affitti si riducono del 5.9% nel centro a Roma (480 euro/mq) e del 7.3% a Milano (510 euro/mq).

Il settore rimarrà sotto pressione: in aumento le rinegoziazioni dei contratti in corso, mentre gli operatori economici continueranno a ridurre gli spazi occupati.

Resta aperto, in particolare a Milano, il serio problema della collocazione sul mercato di milioni di metri cubi di immobili ad uso terziario realizzati negli anni scorsi ed attualmente ancora in attesa di essere utilizzati: si pone per gli stessi la prospettiva di riconversione ad usi più attuali.

Ma certamente questa situazione deve far riflettere sulla scarsa ragionevolezza, per non dire scarsa saggezza amministrativa, insita in una programmazione anche pubblica di operazioni edilizie che non abbiano alcuna correlazione con verificate esigenze del mercato.

La passata esperienza dimostra che il semplice interesse dell’investitore a “varare” una certa operazione immobiliare, non è garanzia sufficiente a verificare la rispondenza della stessa alla domanda di mercato.

E cio’ va tenuto presente dal pianificatore urbanistico , nel momento in cui si accinge a attuare un piano di governo del territorio ( è prevista la votazione del documento da parte del Consiglio Comunale di Milano l’11 gennaio prossimo) che si fonda sul principio della assoluta flessibilita’ della programmazione urbanistica.

Le operazioni immobiliari, avulse da un contesto di economicita’, producono inaccettabili scompensi all’interno dell’economia cittadina del settore.

Nell’ambito del residenziale, il completamento di nuovi progetti comporterà un ulteriore aumento della offerta, prevalentemente in acquisto; ma con l’ effetto prospettico di un ulteriore calo della domanda di locazione.

Nella sola citta’ di Milano i grandi progetti edilizi in fase di attuazione, prevedono una produzione di oltre 5.000 nuovi alloggi molti dei quali rientranti in un certo standard qualitativo.

* * *

Errate politiche abitative

Il mercato immobiliare, ancora in gravi anche se non drammatiche difficoltà, denuncia ancora una volta l’assenza di una razionale politica per la casa.

Due dati la riassumono: in Lombardia, a fronte di 50.000 ( 250.000 a livello nazionale) alloggi ultimati nell’anno o in fase di ultimazione e quindi disponibili sul mercato della compravendita, 100.000 famiglie (30.000 a Milano) sono alla ricerca di una casa dignitosa che non possono permettersi, né in proprietà, né in locazione.

E ancora: oltre 60.000 sono in regione le famiglie che non riescono a pagare l’affitto, ma i fondi per l’affitto sociale a disposizione ne accontenteranno un decimo.

Come è ormai tradizione, governo centrale e amministrazioni locali poco o nulla hanno fatto, lasciando la proprietà edilizia privata sola a fronteggiare oneri sociali che non le competono.

E veniamo così alla vana promessa di più governi: avvicinare la tassazione dei redditi da locazione a quella delle rendite finanziarie, introducendo una cedolare secca al 20%.

Non se ne è fatto niente, preferendo impiegare oltre 3 miliardi di euro per un’esenzione ICI che avrebbe dovuto esser realizzata senza incidere, come invece è avvenuto, sui bilanci dei comuni; in altri termini attraverso il meccanismo della detraibilita’ fiscale dell’ICI pagata dalle imposte erariali e non mediante una semplice abolizione dell’obbligo tributario, che priva direttamente i comuni del gettito fiscale.

In tal modo, inducendo i comuni a calcare la mano sui contribuenti rimasti a pagare l’ICI, si è penalizzato chi concede case in locazione; il cui reddito, al netto di tasse e di costi di manutenzione, spese ed oneri parafiscali , si va progressivamente riducendo.

La carenza di alloggi in locazione costituisce, non solo un dramma per decine di migliaia di famiglie, ma pure l’ostacolo più serio alla mobilità dei lavoratori che sempre più sono costretti a recarsi dove il lavoro c’è, ma dove sono di fronte al problema di trovare casa ad affitti accessibili.

Problema questo che riguarda anche gli studenti universitari ( a Milano ad esempio 46.000 su un totale di 175.000 provengono da altre città ).

* * *

Le proposte

– Innanzitutto tassare l’immobile per il reddito che produce, anziché per il suo valore di mercato;

- equiparare la tassazione dei redditi immobiliari a quella delle rendite finanziarie;

- quindi attuare forme e formule per agevolare la locazione e una collaborazione tra operatori pubblici e privati: in Francia, il 23 dicembre, la pubblica amministrazione e un’associazione che aiuta i meno abbienti a trovare casa hanno stipulato un accordo secondo il quale l’ente pubblico garantisce l’esatto adempimento degli obblighi contrattuali degli inquilini .

-Infine, rinnovare l’accordo sindacale proprietari-inquilini sul cosiddetto contratto di locazione concordato-agevolato, fermo a Milano dal 2002.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Comunicazione Assoedilizia
Tel 3487118649 - www.assoedilizia.com

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Dic 30

Il Messaggero in data 24 dicembre pubblica una pregevole analisi di Romano Prodi sul tema della crisi economica,con interessanti riflessioni a proposito dei rapporti con il mercato immobiliare.

La tesi esposta in esordio, senz’altro valida con riferimento ai fenomeni intervenuti soprattutto in America, calata nella situazione italiana, merita qualche considerazione aggiuntiva.

È probabile che la sfiducia e la preoccupazione delle famiglie da noi non siano collegate direttamente alla percezione del calo dei valori immobiliari; pur essendo quello nella casa l’investimento di gran lunga più diffuso nel nostro paese.

1- perche’la percezione della crisi in atto, per chi utilizza la casa per uso proprio, non è operatore economico del settore e non ha dovuto in questo periodo affrontare una transazione particolare, probabilmente non si è ancora concretizzata.

Essendo essa solo il riflesso della percezione relativa al calo di altri valori patrimoniali.

Quanto alla redditivita’ dell’investimento immobiliare,poi, nella maggioranza dei casi essa non si è ancora ridotta.

2-perche’ cio’ che ha allarmato, in prima battuta, le famiglie risparmiatrici ( e nel nostro paese tale realta’ è più rilevante che in altri paesi europei) è stato, da un lato il grande clamore mediatico relativo al possibile scoppio di un crack finanziario a livello mondiale, con il rischio di perdere in tutto o in parte i propri averi; e comunque, d’altro lato, il ridimensionamento effettivo ( questo si’, verificato in tempo reale - caratteristica d’altronde propria dei patrimoni mobiliari ), della consistenza patrimoniale e della stessa redditivita’.

3-la percezione quotidiana del dilagare della crisi economica, si è poi legata alla preoccupazione, vissuta direttamente o indirettamente, del mantenimento di salari e stipendi, nonche’ del posto di lavoro ed alla preoccupazione generata dalla riduzione dell’attivita’ economica nei campi produttivo-commerciale-professionale.

4- certo è che il superamento della crisi economica passa a sua volta anche attraverso il superamento del cambio di mentalita’ che si è nel frattempo prodotto.

Perche’ la percezione dell’impoverimento generale ha generato in molti il passaggio dalla mentalita’ dell’acquisto del superfluo a quella dell’acquisto del necessario; e sara’ difficile ritornare rapidamente indietro.

E quindi la ripresa dei consumi dovra’ necessariamente fare i conti anche con questo passaggio.

Autore: Achille Colombo Clerici - presidente di Assoedilizia - www.assoedilizia.com

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Dic 24

«Per gli agenti immobiliari - dichiara Paolo Righi, Presidente nazionale Fiaip - si può affermare che è iniziata una “piccola ripresa” ed é terminata la contrazione delle transazioni e la diminuzione del calo dei valori di compravendita in particolare per le abitazioni di pregio e nelle zone di maggior valore.
Il calo dei prezzi registrato quest’anno nel mercato immobiliare non è ancora accompagnato da misure legislative per il rilancio del mercato degli affitti o da detrazioni fiscali per chi vuole investire nel mattone come bene di rifugio».
L’Ufficio Studi Fiaip ritiene come la ripresa del mercato immobiliare nel 2010 resta ancora condizionata alla espansione dell’economia e del credito, all’andamento della occupazione, alle aspettative di nuove norme legislative a favore dell’accesso alla casa, agli sgravi e alla riduzione della forte imposizione fiscale sui redditi degli immobili.

Secondo Luciano Passuti, Past President Fiaip e Responsabile dell’Osservatorio Immobiliare Urbano: «la situazione congiunturale, il quadro economico e la recessione incideranno sostanzialmente sull’andamento del mercato immobiliare del 2010. La criticità del sistema finanziario e le difficoltà nella erogazione del credito influenzeranno la ripresa del mercato delle compravendite e lo stesso sistema occupazionale, che per ora sembra non si aggravi nel nostro paese, inciderà sulla ripresa del mercato, così come la fiducia degli investitori».
Per Fiaip le politiche per la casa, gli incentivi e gli sgravi fiscali non hanno però ancora trovato conferma dal legislatore nonostante fossero stati annunciati come elementi anticongiunturali, anche da esponenti del governo.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Dic 20

Secondo i dati dell’agenzia immobiliare knight frank global house i prezzi delle case sono saliti un po’ ovunque nel terzo trimestre del 2009. nel 68% degli stati analizzati si segnalano incrementi importanti, in israele (+13,7%), come in austria e a malta. nel secondo trimestre l’aumento dei prezzi aveva riguardato il 50% degli stati analizzati nell’anno i corso. segno negativo per italia - il cui indice dei prezzi immobiliari è sceso del 3,5% -, germania, regno unito e spagna. la maglia nera va a dubai, con un meno 47%. secondo knight frank non si può ancora dire che l’immobiliare sia uscito dalla crisi dato che la strada è ancora lunga a non priva di difficoltà, come dimostrano le situazioni debitorie di dubai e della grecia.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

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Dic 20

Mancano pochi giorni a Natale e in questi giorni di impegni pirma delle vacanze voglio regalare un piccolo decalogo per tenere sempre in mente le regole per diventare ottimi investitori e uomini e donne di successo!

Il decalogo del Buon Investitore:

  • Porsi un obiettivo: senza obiettivi non ci saranno mai risultati
  • Perseguire l’obiettivo: attua un piano preciso fatto di tappe a breve, medio e lungo termine, per raggiungere il tuo obiettivo
  • Informarsi: l’informazione è alla base di ogni scelta consapevole per questo rappresenta una delle tue più potenti alleate
  • Essere Aperti: Non restare ancorato alle tue credenze, ma cercare sempre nuovi spunti e nuovi stimoli
  • Sperimentare: Non limitarti nel perseguire solo ciò che conosci, ma prova strade nuove ed alternative
  • Differenziare: concentra le tue energie su canali differenti per compararne i risultati
  • Confrontarsi con gli altri: apprendere le conoscenze altrui arricchisce il tuo bagaglio esperienziale
  • Agire responsabilmente: sii responsabili delle tue decisioni e scelte

  • Valutare i risultati: confronta i risultati ottenuti con quelli che avresti voluto ottenere

  • Dar vita ad un nuovo progetto: non fermarti mai

Buon Natale a Tutti!

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
http://www.investoinimmobili.it/
www.FabrizioTonelli.com

Tags: decalogo buon investitore, regole buon investimento, investitore immobiliare, investimenti immobiliari

fonte: investoinimmobili-guida.blogspot.com » Vai al post originale

Dic 18

FormaReal Estate è felice di annunciare a tutti gli agenti immobiliari professionali di aver aggiunto un’altro efficace ed utile strumento pratico sul sito www.formarealestate.it, all’interno dell’area RISORSE GRATUITE: il Business Plan 2010 per Agenti immobiliari Professionali.

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In un settore altamente competitivo come quello immobiliare, solo un agente
immobiliare professionale può produrre un grande business. Gli agenti immobiliari di successo creano ogni anno un business plan che usano come una mappa per il loro successo, e che seguono durante l’anno per monitorare i loro progressi e per garantirsi il conseguimento dei loro obiettivi.

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razionalizzare gran parte del vostro lavoro. Questo vi permetterà di concentrarvi sulle attività che producono risultati concreti, di essere in grado di dedicare più tempo al lavoro con i clienti, aumentare la produttività e il potenziale di guadagno.

Questo è il nostro obiettivo come FormaReal Estate: aiutiamo migliaia di agenti immobiliari come te in tutto il paese a creare imprese solide, redditizie,
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con i clienti di più rispetto a prima, in modo da poter rapidamente far crescere
il vostro business.

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Autore: FormaReal Estate

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Dic 16

Nel primo semestre del 2009 le quotazioni immobiliari di Milano sono diminuite dell’1,7%.
Nella prima parte del 2009 le quotazioni delle zone centrali rilevano stabilità (+0,1%), con un lieve incremento nel Quadrilatero dove la domanda per soluzioni di particolare prestigio e la bassa offerta esistente hanno permesso, in taluni casi, la realizzazione di vendite a prezzi al di sopra della media. In questo primo periodo dell’anno la zona più dinamica è stata quella intorno al Duomo, che ha visto muoversi prevalentemente investitori alla ricerca di piccoli tagli da mettere a reddito. Infatti il bilocale (da 45 a 75 mq) è stata la tipologia più compravenduta. Il range dei prezzi in questa zona va da 5000 a 9000 Euro al mq. Molte compravendite si sono realizzate in via Torino e nelle sue traverse perché i prezzi sono più accessibili rispetto alle altre zone limitrofe e perché i proprietari si sono dimostrati più propensi a trattare sul prezzo, consci del fatto che ci sono problemi legati al traffico e ai numerosi locali commerciali presenti. Chi decide di affittare l’immobile spesso sceglie come inquilini gli studenti; infatti sia l’Università Cattolica che la Statale sono facilmente raggiungibili. Completamente diversa la situazione in Brera, dove c’è ancora molta difficoltà a fare incontrare domanda ed offerta. Coloro che in questi primi mesi del 2009 hanno voluto vendere un immobile difficilmente hanno rivisto i prezzi della richiesta, che i potenziali acquirenti non sono più disposti a pagare. Tra questi anche persone che avevano acquistato nel periodo del boom immobiliare e che puntano almeno a recuperare l’investimento fatto. Difficilmente in questa zona si vende al di fuori di 6000-10000 Euro al mq e, diversamente dalla zona del Duomo, le compravendite sono realizzate quasi esclusivamente per uso proprio, soprattutto con destinazione migliorativa.
Sul mercato delle locazioni si registra un rallentamento della domanda in parte spiegabile con l’esistenza di canoni di locazione elevati che spingono i potenziali conduttori a spostarsi in zone poco più lontane dal centro dove i valori sono più bassi.
Stabili le quotazioni nella zona che si sviluppa intorno a via Solferino, corso Como e corso Garibaldi.
Al momento il mercato appare rallentato, con tempistiche di vendita più lunghe e con potenziali acquirenti che dopo aver visionato anche più volte l’immobile a volte rimandano l’acquisto.
I proprietari non sempre sono disposti a cedere sulle loro richieste iniziali anche perché spesso si tratta di appartamenti ereditati o di ulteriori case di proprietà che non si ha necessità di vendere.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Dic 12

Oggi più che mai l’andamento del mercato immobiliare è strettamente legato a quello macroeconomico: fino a quando gli indicatori economici non si stabilizzeranno sul segno positivo almeno per un semestre non si potrà dire che la crisi sia finita. Probabilmente una vera ripresa ci sarà nel secondo semestre del prossimo anno mentre per ritornare ai livelli del 2007 si dovrà aspettare il 2015. Alla fine quindi la ripresa ci sarà ma sarà lenta. Sui mercati residenziali e commerciali pesano poi moltissimo le previsioni relative al mercato del lavoro: in tutte le economie avanzate si prevede un innalzamento del tasso di disoccupazione e ciò influisce direttamente sulle decisioni di spesa delle famiglie. Una contrazione di prezzi e di vendite potrebbe prolungarsi fino ai primi mesi del prossimo anno.La maggior parte degli indici azionari legali all’immobiliare mostra oggi, rispetto a un anno fa, performance positive e addirittura sulle due cifre per molti indicatori. Nel valutare questo dato non bisogna però dimenticare che proprio dall’ottobre dello scorso anno i listini di borsa hanno subito un deciso tracollo che in tutto il Mondo ha raggiunto il picco negativo nella primavera dell’anno in corso.Gli indici positivi indicano sicuramente che il mattone quotato ha ricominciato ad attrarre gli investitori: le previsioni su una prossima fine della crisi economica contribuiscono ad alimentare la fiducia ma le performance si mantengono su livelli molto lontani da quelli che si registravano nell’ottobre del 2006 o anche nel settembre del 2008. Si ricomincia a investire in questo tipo di titoli ma con cautela così come succederà anche per il mercato immobiliare “reale” non appena le banche riapriranno le linee di credito. Il mercato azionario è quello più sensibile al reale andamento dell’economia: la pubblicazione di un qualsiasi indice negativo si riversa il giorno stesso sugli indici azionari che immediatamente registrano perdite e arretramenti. Il mercato immobiliare per sua natura non può essere così volatile tuttavia nelle economie eccessivamente finanziarizzate, come quella americana e quella inglese, si è verificato una sorta di allineamento tra l’andamento degli indici azionari e il mercato vero e proprio. In un’economia come quella italiana, dove la produzione industriale e quella agricola compongono ancora un 26% del PIL, il valore degli immobili non ha subito decrementi a due cifre ma solo lievi correzioni al ribasso. In Italia la crisi si è riversata sul numero di transazioni che sono bruscamente frenate. Gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori: solo il 30% delle famiglie acquista casa tramite mutuo. Chi deve vendere non ha generalmente necessità di farlo in tempi brevi: può aspettare momenti di mercato più favorevoli. Il tasso di debito delle famiglie italiane è pari al 57%.Negli USA il tasso di risparmio è prossimo allo 0% e quello di debito supera il 100% del reddito: questo comporta che la situazione economica di moltissime famiglie americane è legata all’andamento del mercato finanziario, se non altro attraverso indicatori quali i tassi interbancari che sono legati a doppio filo al quadro macroeconomico sia delle singole economie che di quella internazionale.

Le tendenze del mercato secondo Reag

RESIDENZIALE

Nei prossimi 6 mesi il numero di compravendite dovrebbe ricominciare a crescere: anche nelle zone periferiche delle città non si dovrebbero registrare ulteriori segni negativi nel volume degli scambi mentre continua a diminuire il numero di abitazioni acquistate tramite mutuo a causa della difficoltà delle famiglie nell’accedere al credito. Per quanto riguarda i prezzi non si dovrebbero registrare ulteriori ribassi: nella prima parte del 2010 si prevede una sostanziale stasi sui livelli raggiunti a fine 2009.

TERZIARIO

Nei prossimi 6 mesi si potrebbe registrare un’ulteriore contrazione delle compravendite e un’ulteriore allungamento dei tempi medi di vendita generalizzato a tutte le zone delle città. I valori di compravendita, così come i canoni, si dovrebbero stabilizzare sui valori raggiunti a fine 2009 ma solamente nelle localizzazioni urbane più favorevoli. Il tasso di sfitto continuerà a crescere.

COMMERCIALE

Nei prossimi 6 mesi i valori potrebbero subire ulteriori contrazioni mentre il numero degli scambi non dovrebbe mostrare ulteriori diminuzioni. La domanda rimane elevata solamente per le zone di pregio dei centri delle grandi città dove l’offerta è però scarsa e le compravendite quindi minime. I nuovi sviluppi di centri commerciali rallentano; il tasso di vacancy delle strutture con un bacino d’utenza consistenze resta stabile mentre cresce per gli immobili localizzati in posizione sfavorevole e che non si sono rinnovati.

INDUSTRIALE

il mercato degli immobili industriali continua ad essere caratterizzato da un’offerta di qualità notevolmente inferiore rispetto a quanto richiesto dalla domanda; il sottodimensionamento dello stock si rileva soprattutto al Sud. I prezzi e i canoni per gli immobili nuovi e localizzati nei pressi delle principali arterie stradali dovrebbero rimanere stabili mentre per il restante patrimonio il mercato è previsto in deciso rallentamento per tutto il 2010.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Autore: Leo Civelli - CEO di REAG Europe

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Dic 10

NUOVA ONDATA DI ACCERTAMENTI CATASTALI
Colombo Clerici: “La prima fase dell’operazione del 2008 ha portato a un incremento dell’ICI pari a 16 milioni”

Milano, 9 dicembre 2009 - Mentre i prezzi degli immobili sono in deciso calo assieme ai valori delle locazioni, nel comune di Milano una nuova ondata di notifiche di avvisi di accertamento catastale si profila all’orizzonte, ad opera della Agenzia del Territorio, dopo l’ondata della fine 2008 che ha interessato circa 30.000 unità e 14.000 proprietari. Fra gli accertamenti in partenza, sembra siano compresi anche molti riguardanti gli immobili appartenenti a soggetti (fra questi, società immobiliari, banche e compagnie di assicurazione) risparmiati nella prima fase.
Secondo dati forniti dall’Agenzia del Territorio ed elaborati dal Centro studi fiscali di Assoedilizia, gli accertamenti 2008 hanno prodotto un incremento di gettito ICI, per le sole nuove A1, di oltre 7 milioni di euro. In particolare è stata attribuita la categoria A1 -signorile- a circa 1.600 unità prima censite in altre categorie, con un incremento di rendita di 8 milioni di euro (dato agenzia del Territorio-Roma) e conseguente imponibilità ai fini ICI. Il prelievo fiscale, che ha toccato anche altre classi di immobili, è risultato incrementato dall’aumento complessivo delle rendite pari a 44 milioni: sicchè si può stimare che l’incremento totale del gettito ICI derivante dall’operazione di revisione delle rendite catastali possa ascendere a circa 16 milioni.

Oltre 1.000 i ricorsi presentati dai proprietari: un numero certamente notevole, se consideriamo che i ricorsi possono essere cumulativi e quindi riguardare un numero plurimo di accertamenti relativi ad altrettante unità immobiliari.
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici commenta:
«Si tratta di un’operazione arbitraria ed iniqua, ispirata dal Comune di Milano e messa in atto dall’Agenzia del Territorio, decisamente sperequativa, soprattutto in un periodo di crisi economica, nel quale, alle difficoltà del mercato, si accompagna una sensibile discesa dei valori immobiliari. Inoltre tale azione amministrativa congiunta non è trasparente; avviene senza notifica agli interessati del procedimento in corso e alla chetichella, senza che i mezzi di comunicazione vengano informati.

L’Agenzia del territorio, peraltro, nell’ accertare i valori immobiliari ai fini impositivi, dovrebbe tener conto delle situazioni reali in cui si trovano gli immobili stessi; e così dovrebbe rilevare la presenza di vincoli od oneri che ne riducano il valore in caso di alienazione, quali ad esempio i rapporti di locazione in essere. La differenza di valore può essere del 30-40 % .
Ma ciò non avviene: gli immobili sono tassati sulla base di valori pieni (anche se valgono di meno in quanto locati) rilevati in relazione anche a dati riguardanti le compravendite di immobili liberi e con riferimento temporale ad un periodo nel quali i prezzi erano in progressiva ascesa”.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.com

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Dic 06

Secondo gli operatori del settore contattati da Banca d’Italia i prossimi due anni saranno caratterizzati da una crescita positiva del settore. A rivelarlo il 60% degli agenti coinvolti nel consueto sondaggio di Palazzo Koch

Stabile la quota di operatori che ha vendutto almeno un immobile (65%). Stabili i tempi medi che intercorrono tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva (6-7 mesi). Stabile la percentuale di compravendite portate a termine grazie all’accensione di un mutuo (69%).

E’ questo lo scenario che emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotto da Banca d’Italia tra il 5 e il 27 ottobre, e relativo all’andamento del terzo trimestre 2009.

Non solo. “Nel terzo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si è ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente)” si legge nel report di Palazzo Koch sal quale emerge, soprattutto un ritrovato ottimismo tra gli operatori. ” Le agenzie segnalano per il trimestre in corso una notevole attenuazione del pessimismo circa le condizioni del proprio mercato di riferimento: il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli”, dopo il temporaneo, forte peggioramento osservato nel trimestre primaverile (-22,6 punti percentuali), si è fortemente ridotto a -3,9 punti percentuali” scrivono da Bankitalia.

E l’ottimismo cresce se si guardano alle prospettive dei prossimi due anni. “Il quadro di medio termine rimane favorevole e in lieve miglioramento rispetto all’inchiesta precedente: le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive da quasi il 60 per cento delle agenzie (contro il 55,5 in luglio) e in peggioramento per il 16 per cento (contro il 18,6)” conclude il report.

Un segnale importante per un mercato che vive sempre sulla soglia della bolla speculativa.

FormaReal Estate ha tratto questa ntoizia da: www.bluerating.com

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Dic 04

A ottobre, la fiducia delle imprese di costruzione migliora per il terzo mese consecutivo; secondo l’inchiesta condotta dall’ISAE su un panel di circa 500 imprese, il clima di fiducia, considerato al netto dei fattori stagionali e calcolato in base 2000=100, sale passando da 77,4 a 80,4, raggiungendo il valore più elevato da ottobre 2008. Tra le variabili componenti l’indicatore, migliorano decisamente le prospettive sull’occupazione mentre i giudizi sui piani di costruzione registrano un lieve peggioramento.

Gli imprenditori intervistati sono ottimisti per quanto riguarda i giudizi sull’attività di costruzione (il saldo si posiziona sul valore medio di giugno-agosto 2009) mentre le prospettive sugli ordini subiscono un lieve deterioramento.
Aumenta il numero degli interpellati che prevede una diminuzione dei prezzi praticati nel settore: il saldo è ancora negativo collocandosi intorno al valore medio di gennaio - febbraio 2009. Torna ad aumentare il numero di imprenditori che non trova ostacoli all’attività; inoltre, tra coloro che dichiarano di averne trovati, prevale ancora l’insufficienza di domanda quale ostacolo principale.
Il recupero dell’indice generale è la sintesi, a livello settoriale, di segnali diversificati: la fiducia migliora nel settore dell’edilizia, mentre si registra un deciso peggioramento dell’indice relativo all’ingegneria civile.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Nov 30

Articolo realizzato da Gary Stewart, co fondatore di nuroa.it, motore di ricerca immobiliare con presenza in 12 mercati

Traduzione di Luca Vidotto

Lo scorso mese di agosto ho assistito alla conferenza “Real Estate Connect” a San Francisco, California. Come si poteva immaginare, la condivisione di informazioni era incentrata sul settore immobiliario nel contesto della crisi globale. C’era uno spirito molto forte di collaborazione e di speranza sul ritorno ad un aumento delle vendite immobiliari a medio termine anche se, per il momento, ciò sembra essere molto difficile. L’obietivo della conferenza era quello di condividere esperienza e know-how e di identificare nuove tecnologie ed opportunitá per riuscire a superare la crisi immobiliare.

Suscitò il mio interesse per la partecipazione dei principali leader del settore immobiliario come:
• Peter Flint e Sami Inkinen: co-fondatori di Trulia, il principale motore di ricerca immobiliare servito come modello per nuroa e per molti altri motori di ricerca, e che ha ricevuto circa .000.000 da fondi di capitale di rischio come Sequoia Capital, Accel Partners, etc.;
• Craig Newmark: fondatore di Craigslist, l’esempio definitivo di una pagina di annunci generalisti e gratuiti, presa a modello da bakeca.it, e molti altri;
• Glenn Kelman: fondatore di Redfin, un’agencia immobiliare online che offre commissioni più basse rispetto alle agenzie immobiliari offline;
• Jeremy Stoppelman: co-fondatore di Yelp, una pagina di consigli servita come modello a Qype, etc.;
• Spencer Rascoff COO di Zillow, la pagina web immobiliare che ha ricevuto .000.000 di finanziamenti ed è valutata 0.000.000, tutto basato su un sistema di valuatazione online di immobili.
Considerando il fatto che nuroa si è ispirata a questi prodotti e che l’ecosistema tecnológico negli Stai Uniti è, in molti sensi, molto più sviluppato e dirompente che in molti atri paesi, non potevamo perdere l’opportunità di conoscere e parlare con questi imprenditori.
Nel complesso, non mi sentii deluso. Ho avuto l’opportunità di conoscere e parlare con quasi tutti questi imprenditori. Tutti loro sono stati molto disponibili a fare networking e a condividere apertamente le loro esperienze.
Tra i relatori più interessanti, evidenzio i seguneti:
• Alfred Lin, Presidente del Consiglio di Amministrazione e COO/CFO di Zappos.com:
La sua presentazione si occupò di “Come creare un marchio cha possiede valore”, però quello che in realtà è interesante è che la settimana precedente alla conferenza Amazon comprò Zappos per 8 milioni (€650 milioni). È stata una seconda ascesa al successo per Alfred Lind, visto che al suo tempo, Microsoft comprò la sua prima azienda, LinkExchange, per 5 milioni. Detto in altre parole, possiede una grande esperienza e ne sa un bel po’ di quello che dice. Il suo consiglio per creare una marca solida è riassunto in sette punti:
o In primo luogo bisogna sapere quello che si vuole fare e metterlo in pratica. Manca solo decidere il mercato di riferimento, il tuo marchio, etc. Ed eseguire bene.
o Occorre definire i valori e la cultura della tua impresa, e i dipendenti devono collaborare al processo. Non è importante quali valori o cultura scegli, ma che tutti li abbiano ben chiari e siano allineati nello stesso sforzo. Bisogna vivere la marca, e la marca deve convertirsi in qualcosa di quasi più importante che l’impresa stessa.
o L’azienda deve essere trasparente. Non c’è nessun problema se i tuoi dipendenti sono su Twitter. L’idea è creare una famiglia e lasciare che tutti si sentano partecipi ed importanti. Per esempio, tutti i dipendenti di Zappos hanno acceso ai risultati dell’azienda.
o Occorre avere un obiettivo chiaro, valorando di più l’idea in se che la parte economica visto che quando si dirige un’azienda vi sono molti momenti di alti e bassi e a volte è possibile dubitare di te stesso o sentire che stai per fallire, ed è per questo che devi sapre qual’è la tua vera motivazione e, quasi più importante, qual’è la tua aspirazione. Ciò non significa che la visione del business deve essere statica, semplicemente che non deve concentrarsi unicamente nel guadagnare molti soldi, deve essere qualcosa con una vista a lungo termine. Zappos cambiò di vision in quattro occasioni, dalla vision iniziale di offrire la più grande selezione di scarpe, alla vision attuale di consegna di felicità ai clienti
o Bisogna creare relazoni. L’obiettivo non è collezionare biglietti da visita, ma creare relazioni vere con questi contatti.
o Bisogna creare un team: non bisogna avere troppa fretta nel proceso di contrattazione, però si che bisogna licenziare rápidamente la gente che non vale. Allo stesso tempo è necesario avere un buon mix tra scientifici, creativi e visionari. Se si dispone di troppi visionari, si fallisce nella realizzazione. Se si dispone di troppi scientifici, manca la visione del business e se si dispone di troppi creativi mancano i processi. Occorre quindi avere un buon mix di questi profili per avere un’azienda di successo.
o Bisogna pensare a lungo termine. Zappos fu creata nel 1999. Il successo ci mette molto tempo e ci saranno molti oscacoli e momenti deludenti. Occorre però capire che un’azienda non è un biglietto della lotteria, non è un progetto per arricchirsi rápidamente, occorre pensare in periodi di 10 anni.
Qui di seguito trovate un video di un programa di notizie molto importante negli Stati Uniti spiegando in dettaglio il fenomeno di Zappos negli Stati Uniti.

• Craig Newmark, Responsabile Attenzione al Cliente, Craigslist.
È evidente che Craig Newmark non ha alcuna paura di “think different”, e chissà, forse è per questo motivo che ha avuto tanto successo nella sua vita professionale. Nella sua azienda ci sono solo 23 dipendenti però nel 2009 fatturerá più di 0.000.000, una crescita del 23% rispetto al 2008, nonostante il settore degli annunci online sia sceso del 29% nel 2008. Ho conosciuto molta gente eccentrica nella mia vita, però lui potrebbe competere per essere il primo della lista. È piuttosto curioso perchè dice le cose in un modo molto elegante e filosofico, come un professore, però riflettendo a posteriori ti rendi conto che il commento è stato almeno un po’ insolito. Qualche esempio:
o “Mi piace la natura, specialmente quando si trasforma in qualcosa di conveniente per me.”
o “Lo scoiattolo comune è davvero molto zen e cristallizza tutto per la tua vera essenza.”
Detto questo è chiaro che è una persona veramente umile, con una visione idealista del mondo e del suo ruolo nel mondo che lo circonda, proprio come si riflette in Craigslist, che descrive come “una piattaforma semplice a tua disposizione”, nonostante abbia più di 50 milioni di visitatori al mese e più di 20.000 milioni di pagine visitate al mese. La sua visione è che come specie abbiamo solo due opzioni: collaborare o morire. E lui preferisce collaborare. E così, a parte il suo ruolo in Craiglist come “responsabile di attenzione al cliente”, sta attualmente lavorando in recovery.gov, un progetto che offre agli sviluppatori informatici la possibilità di creare applicazioni utilizando l’informazione pubblica del governo statunitense. L’obiettivo è quello di utilizzare la tecnología come meccanismo per dare più trasparenza alle funzioni e alle operazioni dei politici statunitensi. Craig dice che partecipa a questo progetto perchè dopo 8 anni di George W. Bush come presidente, è chiaro che c’è molto da sistemare a Washington DC. La cosa interesante, tanto di Alfred Lin che di Craig Newman è che si vede che per loro le loro aziende non sono altro che un modo di guadagnare soldi. I due sono molto idealisti e usano le loro aziende per condividere le loro visioni con il mondo.
Di seguito un video di Craig spiegando come il giornalismo deve funzionare in una democrazia.

• Bill Tancer, direttore di ricerca glogale di Hitwise. La verità è che non mi aspettavo molto da questa presentazione, però alla fine risultó essere molto interesante, perche ti rendi conto che la capacità di misurare e analizzare il modo in cui utilizziamo Internet, offre una gran quantità di informazioni che possono essere sfruttate tanto dalle imprese, quanto dagli accademici. Il problema tipico di molti questionari è che la gente dice una cosa e poi ne fa un’altra. Mentono, o detto in modo più diplomatico, cercano di dare la risposta corretta. Però non è così facile ingannare Google, per esempio. Quindi, indipendentemente dalle questioni sulla privacy, la capacità di poter effettuare un tracking del vero comportamento della gente possiede moltissimo valore. So che può sembrare un po esagerato, però ti darò qualche esempio dei dati che Bill Tancer ha potuto sfruttare grazie alla sua posizione in Hitwise e per la vendita del suo libro: “Click: quello che la gente fa online e perchè ti interessa”:
o Siti Porno e Social Networks: molta gente nega di visitare siti porno online, però il 10,4% di tutte le visite online sono a siti porno. Curiosamente, con l’arrivo dei social networks, la gente visita con meno frequenza i siti porno, specialmente i giovani tra i 18 e i 24 anni.
o La Crisi: prima della crisi, le famiglie che guadagnavano più di 0.000 negli Stati Uniti d’America controllavano giornalmente i loro investimenti, Google Finance, etc. A settembre 2008, il mese in cui la notizia negativa relativa a Lehman Brothers e altre entità finanziarie cominciò a conoscersi, questa stessa gente cambiò le loro abitudini e invece di leggere notizie finanziarie, iniziarono a leggere blogs della stampa rosa come Perez Hilton e TMZ. Quando le cose iniziarono a calmarsi ci fù un aumento della gente che cercava di recuperare la propia password. Attualmente, le ricerche più frequenti di questo gruppo in termini di temi relazionati con il settore immobiliare sono aste, tasse sulle proprietà immobiliari e case di vacanza in coproprietà.
Di seguito un video di Bill che spiega la teoria che stà alla base del suo libro.

• Brian Boero, 1000Watt Consulting: in 10 minuti, Brian ha offerto i 10 strumenti attuali più interessanti a supporto di campagne di marketing e di fidelizzazione dei clienti. In allegato video di YouTube con la dimostrazione di ogni prodotto (tutti i video sono in lingua inglese).
• Jimdo: Creare mini-websites in modo facile e rapido.
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• Screen Toaster: Registrare quello che stai facendo sullo tuo schermo e condividerlo.
Spiegazione del prodotto:
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Intervista con il CEO:

• Usertesting.com: Fornire e registrare prove di usabilità della tua pagina web.

• Viral heat: Seguire la tua reputazione online nelle reti social.

• 99 designs: Un sito di aste online per poter trovare disegnatori, etc. (tipo Elance o eBay).

• MailChimp: Email marketing più flessibile e più web 2.0.

• Issuu: Pubblicare e condividere i tuoi documenti online.
o
• Drop.io: Condividere presentazioni multimediali online.

• GeoChirp: Identificare le persone nella tua area che parlano di temi che ti interessanno e partecipare alle conversazioni.

• Tumblr: Sito di microblogging.

• Gorilla mobile: Un treppiede per il tuo iPhone per poter registrare video.

• Feedmingle: Creare la tua propia versione di Google News mescolando vari feeds.
Video disponibile solo in francese, però se a caso. . . .

• Nick Bilton, New York Times: Nick Bilton realmente è un “geek” tipo Neo nel film Matrix. Lavora per il New York Times nel dipartimento di Ricerca e Sviluppo e, durante la sua presentazione con il suo iPhone, qualcuno gli chiese a proposito di un’icona presente sul suo desktop chiamata “ingorgo”. Spiegò che, visto che si muoveva sempre in bicicletta, era entrato come hacker nelle videocamere del dipartimento dei Trasporti della città di New York per sapere quale strada doveva evitare e poi aveva creado un’applicazione per poterlo vedere tutto sul suo iPhone. Secondo lui le tre tendenze più attuali sono le seguenti:
o Augmented Reality: L’idea è una specie di realità mista. Usando il tuo iPhone, per esempio, potresti fare una foto di un edificio, di modo che la foto si converta in qualcosa di interactivo. Qua è possibile vedere un esempio di come la Augmented reality stà già funcionando in Olanda per cercare una casa in affitto o in vendita.

o e-Readers tipo Kindle. Sembra che uno dei più interessanti è Bookeen. Le previsioni dicono che per la fine del 2009 ci saranno 1.3 milioni di questo tipo di apparato in questo tipo di mercato, ragginugendo i 14 milioni prima del 2014.
o Contenuto Intelligente: Per esempio, se già hai letto qualcosa online, accedendo ad Internet attraverso il tuo iPhone o Blackberry, il sistema nasconderebbe gli articoli che hai giá letto e adatterebbe il resto del contenuto al migliore formato per l’apparato che stai usando. Oppure, se ti trovi in una regione in concreto, il sistema utilizzerebbe tecnología GPS per visualizzare solo le pagine di annunci relazionati con la tua posizione geográfica.
Di seguito un video di Nick alla conferenza Ignite NYC parlando del futuro della stampa.

• Nicole Nicolay, co-fondatore, Effektive Solutions. Nicole moderó una conversazione aperta sulle Best Practices per utilizzare Facebook e Twitter come strumento di marketing. L’importante è ricordare sempre che si trata di “capitale sociale” – ciò significa che mai bisogna richiedere a un contatto più di quello che sei disposto a dare. E se il tuo obiettivo è quello di arrivare a clienti diversi da quelli di google, bisogna cercare di essere molto autentici e più personali. Devi quindi guadagnarti la confidenza della tua rete di contatti, e devi mescolare informazioni personali con informazioni professionali. La regola è 80% personali, 20% professionali. Se vuoi essere al 100% professionale, meglio dirigersi verso LinkedIn o Xing. Facebook e Twitter funzionano meglio come un cocktail. L’altra persona deve avere un buon feeling con te prima che le si possa chiedere qualcosa. E se non sei molto bravo con i cocktail forse non sarai molto bravo come guru delle reti sociali.
o Cose da non fare:
ï‚§ Mettere il tuo indirizzo email o il link al tuo sito in ogni Tweet
ï‚§ Inviare Tweets senza contenuto
ï‚§ Dare troppe informazioni personali su Facebook o includere troppo cntenuto personale sul tuo wall in Facebook
 Partecipare troppo in “guerre di mafia” e “morsi di vampiri” con sconosciuti
ï‚§ Inviare troppe attualizzazioni
ï‚§ Inviare materiale pubblicitario non richiesto
o Cose da fare:
ï‚§ Dare il benvenuto a nuovi contatti. Ringraziare la gente che ti agrega come amico
ï‚§ Cerca di vedere il profilo dei tui nuovi contatti e conversare con loro
ï‚§ Usare LinkedIn o Xing come strumento di marketing professionale e aggiungere un link al tuo profilo su LinkedIn alla tua pagina Facebook
 Condividere informazioni e consigli, però creca di non essere pesante o pedante
ï‚§ Inviare proposte personalizzate alla gente che ti contatta. Potresti anche inviare video utilizando twitcam.com e bubbletweet.com
ï‚§ Ignora o elimina la gente che ti invia molta spam
ï‚§ Ascolta la tua rete di contatti e dagli risposte
 Dimostra chi sei. Video su Facebook con consigli professionali ottengono molto meno interesse rispetto a un video dicendo “oggi non vamolto bene perchè volgio un nuovo taglio di Capelli e non so cosa fare”. Questo tipo di “momenti personali” generano più empatía e commenti del tuo social network rispetto a post puramente professionali
 Inviare messaggi di auguri di compleanno ai tuoi contatti. Puoi anche guardare la sua pagina per vedere la sua música preferita e inviarla attraverso iLike, Spotify o YouTube.
ï‚§ Inviare messaggio o scrivere post congratulandosi con un contatto per il suo successo.
ï‚§ Scrivere post su cose di interesse generale o sul tuo settore in generale.
 Per aumentare la gamma dei tuoi post é importante non usare le applicazioni di auto-post. Meglio creare un post con la URL direttamente sul tuo wall e aggiungere un messaggio simpatico e un’immagine interesante.
 Usare StumbleUpon come strumento per inviarti più traffico.
ï‚§ Utilizzare strumenti come www.bit.ly www.tinyurl.com e www.su.pr (Stumble Upon) per ridurre URL troppo lunghe.
Di seguito un video di Nicole parlando del suo nuovo libro, Sacrilicious Marketing, che parla delle tecniche di marketing per le Piccole e Medie Imprese.

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 28

I giovani e il nido domestico: come cambiano i comportamenti di chi desidera lasciare casa per iniziare una nuova vita? Casa.it lo svela attraverso la survey “Lasciare il nido e spiccare il volo verso nuovi… appartamenti”.
A che età si diventa grandi? L’indagine individua due fasce di età in cui è più frequente lasciare la casa dei genitori per cercare la propria autonomia: il 27,5% del campione compie il grande passo tra i 20 e i 25 anni e il 24,4% rimanda la scelta tra i 25 e i 30 anni. Significativa anche la percentuale di coloro che abbandonano il nucleo familiare più tardi, tra i 30 e i 35 anni, forse in attesa di raggiungere una maggiore capacità economica (18,2%). Non mancano inoltre casi di giovani molto precoci o di adulti molto “rilassati”: il 15,7% spicca il volo a meno di 20 anni, mentre il 14,1% si attarda oltre i 35.
Lo studio Casa.it conferma lo scenario europeo: Italia, Spagna e Grecia risultano infatti i Paesi in cui l’età media dei giovani che lasciano la casa natia è più alta, mentre i ragazzi più emancipati sono quelli del Nord Europa (Finlandia, Danimarca e Olanda), che abbandonano le pareti domestiche a 22 anni.
A seguire gli inglesi a 23, i francesi a 24 e i tedeschi a 25 anni.
A conferma della natura romantica del nostro Paese, il dato sulle motivazioni alla base della scelta di lasciare la casa natale: la maggioranza lo fa per costituire un proprio nucleo familiare attraverso il matrimonio (30%) o la convivenza (16,8%). Nonostante la vita di coppia sia spesso alla base della decisione, si sta però affermando un crescente bisogno di indipendenza che spinge i giovani a cercare una prima sistemazione a prescindere dall’anima gemella (26,6%).
Altri fattori determinanti sono il lavoro (14,7%) e lo studio (9%), che spesso richiedono trasferimenti in città diverse dal proprio paese natale.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Nov 22

roma e milano nella top 5 delle città europee dove investire nel mattone è più conveniente. lo rileva l’ufficio studi idealista che ha messo in relazione il prezzo medio di un immobile a milano e a roma (dato idealista.it del III trim. 2009) con il canone medio annuo che occorre pagare per affittarlo. risulta che acquistare un immobile da mettere a reddito sotto la madonnina o nella capitale ripagherebbe l’investimento nel giro, rispettivamente, di 22 anni e 24 anni. un risultato che comparato con i dati globalpropertyguide.com sulle città più care d’europa colloca milano e roma al top delle città più profittevoli subito dopo bruxelles, amsterdam e berlino. un’occhiata alle mete classiche degli investimenti immobiliari al di fuori del vecchio continente, permettono di rilevare che tokyo (18 anni; 5,7% di rendimento) promette di ripagare l’investimento prima di new york (27 anni; 3,8% di rendimento), nonostante i prezzi siano calati di molto dopo lo scoppio della bolla immobiliare. tra i paesi emergenti, mosca (29 anni) e Shanghai (28 anni) risultano sopravvalutate, prezzi più equi a Dubai (19 anni), mentre a san josè (costarica) il paese più felice del mondo, secondo l’associazione non governativa the new economics foundation, è anche quello che conviene di più con un investimento che si ripaga nel giro di 14 anni

ulteriori informazioni nel comunicato stampa

http://www.idealista.it/pagina/nota-prensa?idNotaPrensa=53

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino idealista (www.idealista.it)

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 20

L’investimento immobiliare all’estero va molto di moda. A tante persone piace avere un immobile a Dubai, in Brasile o in Florida perchè la meta esotica e l’idea di poter guadagnare con qualcosa che sembra esclusivo, dona l’impressione di aver concluso un buon affare di cui potersi vantare con i propri amici, parenti e colleghi.

Questo tipo di investimento è sicuramente redditizio nel lungo periodo ed è adatto per chi ha capitali da investire e non ha la prerogativa di veder tornare indietro il proprio utile in tempi brevi.

Una cosa accomuna tutti coloro che hanno vissuto questa esperienza: l’agenzia o la società con cui hanno fatto l’investimento!

Scegliere i professionisti con cui fare questo tipo di investimento non è facile, in fondo per chi non ha mai avuto una esperienza diretta del paese estero in cui vorrebbe investire, è difficile sapere se la zona in cui sitrova l’immobile che gli stanno proponendo è buona o se dal punto di vista legale ci siano dei problemi da superare.

Le accortezze da usare quando si parla di investimenti all’estero sono tante, non perchè sia difficile fare buoni affari, ma perchè sono così tante le cose da conoscere che solo un professionista specializzato può guidarti al meglio.

Ecco perchè è importante sapere alcune cose prima di scegliere il professionista o il gruppo di professionisti giusto:

  • L’agente deve essere trasparente: deve metterti a conoscenza di tutte le possibilità che puoi sftuttare, dall’affitto alla rivendita, indicarti modi, tempistiche di realizzaione, reale guadagno e fare un prospetto dei guadagni per gli anni futuri. Inoltre deve poterti fornire una documentazione valida di ciò che ti propone.
  • L’agente deve accompagnarti sul luogo: deve essere organizzato un tour del luogo in cui si trova l’immobile o in cui l’immobile sorgerà, quindi deve essere organizzato un viaggio nella meta in cui desideri investire. Questa prassi ti garntirà la serietà dell’agente e della sua società e ti darà modo di vedere con i tuoi occhi la zona in cui investirai. In questo modo potrai fare anche tu delle valutazioni sulla bontà o meno dell’affare!

  • L’agente deve procurarti una assistenza legale: un legale specilizzato dovrà metterti a conoscenza delle differenze con il nostro sistema legale e informarti sulle legislazioni vigenti nel luogo dell’investimento anche in termini fiscali. Questo aspetto è molto importante e quindi assicurati di ricevere tutte le informazioni di cui hai bisogno. Ogni dubbio deve essere sfatato e non ti preoccupare di chiedere la stessa cosa 10 volte, stai per investire e quindi è un tuo diritto essere al corrente di ogni singola informazione.

  • L’agente deve darti delle garanzie sulla rendita: solitamente gli investimenti all’estero sono gestiti da società che hanno accordi con catene di alberghi o residence che possano garantire l’affitto continuo dell’immobile, ma assicurati che sia garantita una rendita minina del tuo investimento. Affittare o vendere un immobile che si trova dall’altra parte del mondo diventa difficile se non si può contare su una struttura organizzata e specializzata in questo che possa garantirti contatti sicuri che tutelino il tuo investimento.

  • L’agente deve fornirti in visione tutti i contratti e i documenti: poter leggere i contratti e la documentazione necessaria per procedere con il tuo investimento è un diritto a cui non devi rinunciare. Poter discutere apertamente delle clausule contrattuali è un qualcosa che rientra nella prassi e quindi entra pure in merito e poni le domande del caso. Ricorda che la garanzia della rendita deve essere nel contratto e quindi presta attenzione a questa parte e prendi visione delle postille allegate.

Queste 5 chiavi rappresentano la garanzia di aver scelto una buona società che possa garantire la riuscita del tuo investimento. Il consiglio che posso dare è di testare attraverso delle domande se l’agente con cui entri in contatto rientra tra quelli sopra descritti e quindi se rappresenta il tuo potenziale investimento o meno!

E tu? Hai mai investito all’estero? Quale è la tua esperienza?

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
www.investoinimmobili.it
www.FabrizioTonelli.com

Tags: investimenti estero, immobiliare estero, come investire estero

fonte: investoinimmobili-guida.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 18

Il mondo ci invidia, da sempre, la bellezza delle nostre città d’arte e dei nostri paesaggi. Gli stranieri visitano il nostro Paese e poi decidono di tornarci e, ora, anche di compraci casa. A confermarlo è la crescita del 15% della ricerca di immobili italiani da parte di acquirenti stranieri che Immobiliare.it ha rilevato nell’ultimo anno. La maggior parte delle “ricerche estere” provengono dal Regno Unito e dalla Germania (rispettivamente 24% e 21% del totale) e se gli inglesi sognano un casale in Toscana (29% dei casi) e cercano soprattutto immobili tra i 300.000 e 500.000 euro (76%), i tedeschi sono più parsimoniosi e l’obiettivo della loro ricerca è un bilocale (35% delle preferenze) in Emilia Romagna per una cifra compresa tra i 200.000 ai 300.000 euro (47% dei casi).

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Nov 16

usatoday.com, giovedì 12 nov 09

Secondo un’inchiesta realizzata da move.com, portale immobiliare, il 5% degli intervistati ha dichiarato di voler comprare casa il prossimo anno. si tratta soprattutto di giovani sui 34 anni, residenti negli stati del sud e dell’ovest, intenzionati a comprare perché convinti che i prezzi delle case abbiano ormai toccato il fondo. tra le altre motivazioni fornite dagli intervistati, l’ampia disponibilità di case pignorate a basso costo presenti sul mercato, il possibile aumento dei tassi di interesse e la ricca offerta di case. dalla stessa indagine è emerso che il 45% di chi già possiede una casa teme il pignoramento, il 30% ha già contattato l’istituto di credito per abbassare il mutuo, il 20% ha usato i risparmi di una vita per farlo mentre solo il 9% è riuscito a reinvestirli.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

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Nov 16

finanza & mercati, martedì 10 nov 09

Secondo il market report, redatto da ubh, il 2009 è stato un anno da record per le compravendite a verona. città scaligera in controtendenza rispetto all’andamento delle vendite nel resto della regione. si parla di una crescita del 90% di compravendite nei primi 6 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2008. verona e rovigo sono gli unici capoluoghi che restano in terreno positivo. positivo anche il dato provinciale, con 4.919 unità scambiate (+11,3%) mentre negli altri centri veneti le compravendite sono calate in media del 13%. sempre secondo i dati del report, il periodo medio di vendita è stimato in 7 mesi di attesa, mentre la forbice fra prezzo richiesto e offerta finale si è stabilizzata al 15,3%.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

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Nov 12

Abrogazione espressa delle agevolazioni previste per le cooperative edilizie nei casi di assegnazione ai soci di immobili e di acconti versati dai soci.
Questo quanto disposto dai commi 4, 5 e 6 dell’art.4-ter del decreto legge 1 luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.102, in cui sono state abrogate le agevolazioni previste per le cooperative edilizie.
Per fornire una visione più chiara e definita delle novità introdotte, l’Ance ricorda che le cooperative edilizie nascono con lo scopo mutualistico di fornire ai soci un immobile in proprietà o in godimento ad un prezzo più basso di quello di mercato, tramite l’annullamento del profitto di natura lucrativa.
Per quanto riguarda le novità introdotte dal DL 78/2009, il comma 4 dell’art.4-ter ha previsto l’abrogazione delle disposizioni previste, per le cooperative a proprietà divisa, dai commi 2 e 3 dell’art.3 del DL 27 aprile 1990, n.90 (convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1990, n.165), con effetti a partire dal 5 agosto 2009 (data di entrata in vigore della legge di conversione n. 102/2009 del citato D.L. 78/2009).

FormaReal estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Nov 12

La National Association of Realtors (l’Associazione Agenti Immobiliari degli USA) ha comunicato oggi che le vendite di case esistenti sono aumentate nel terzo trimestre dell’11,3% a 5,3 milioni di unità ovvero ai più alti livelli degli ultimi due anni. Il settore immobiliare ha beneficiato lo scorso trimestre del credito d’imposta di .000 concesso dal Governo per l’acquisto della prima casa. Nonostante l’aumento delle vendite il prezzo medio delle case unifamiliari è sceso dell’11,2% a 7.900. Secondo la NAR il calo delle case invendute segnalerebbe però che i prezzi sono in molte aree prossimi ad una stabilizzazione.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.borsainside.com

Autore: Redazione Borsainside 19.45

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Nov 08

A sei mesi dall’Accordo Stato - Regioni del 1 aprile 2009 sono 15 le Regioni insieme alla Provincia Autonoma di Bolzano che hanno emanato una propria legge per disciplinare gli interventi di ampliamento e demolizione ricostruzione.
Ad un esame comparativo dei diversi provvedimenti già in vigore o ancora in via di definitiva approvazione emerge che: circa il 45% delle Regioni ha esteso gli ampliamenti e le demolizioni e ricostruzioni anche al non residenziale, il 60% ha introdotto riduzioni del contributo di costruzione e quasi tutte le Regioni hanno infine previsto la Dia quale titolo abilitativo necessario per l’esecuzione degli interventi. Con lo scopo di fornire un confronto dettagliato tra le singole normative viene pubblicato in allegato un dossier in cui l’Ance analizza le possibilità e i limiti posti dalle singole regioni.

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Nov 08

E’ nato WWW.AGENTI-IMMOBILIARI.IT, il primo e unico portale in Italia di e-recruitment specializzato nella ricerca di agenti immobiliari. Da oggi coloro che cercano lavoro come agenti immobiliari potranno, iscrivendosi gratuitamente, inserire il rporpio curriculum e rispondere alle offerte delle agenzie immobiliari. Le agenzie potranno, iscrivendosi gratuitamente, usufruire di un periodo di 1 Mese di prova gratuita del servizio. In questo mese sarà pubblicare un numero illimitato di offerte di lavoro e scaricare fino a 15 curricula.

I vantaggi per le agenzie immobiliari di utilizzare questo portale sono i seguenti:

- È facile, rapido ed efficace da usare
- È specifico per il settore immobiliare
- Raccoglie centinaia di candidature di persone che vogliono esercitare l’attività di agente immobiliare.

Il settore immobiliare è caratterizzato da un forte turnover. E’ difficile trovare personale. Agenti-immobiliari.net vuole facilitare il contatto tra agenzie immobiliari e agenti immobiliari.

Agenti-immobiliari.net è un marchio di SCTraining: la chiave del Tuo Successo!

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Nov 04

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, da nove anni Acri, l’Associazione delle Casse di risparmio Spa e delle Fondazioni di origine bancaria, presenta un’indagine sugli Italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos. I principali risultati sono suddivisi in due macroaree: una prima, comune alle nove rilevazioni (dal 2001al 2009), che consente di delineare quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli Italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato; una seconda focalizzata sul tema specifico della Giornata, che è dedicata quest’anno a “Risparmio ed economia reale: la fiducia riparte dai territori”.
Dall’indagine Acri – Ipsos emerge che il cittadino italiano dimostra una buona capacità di adattamento, riorganizza la propria vita in conseguenza della crisi, relativizza le proprie aspettative. Egli modifica e, ove necessario, ridimensiona i propri consumi, risparmia o tenta di farlo anche quando è in difficoltà, pensa che gli sforzi per uscire dalla crisi debbono essere fatti con coesione locale e buon coordinamento a livello internazionale, quindi incrementa la sua fiducia nell’Unione Europea. Guarda al futuro con un ottimismo nuovo, che “non è euforico”. La preoccupazione per la gravità della crisi infatti è forte (il 78% degli Italiani ritiene che sia grave) e per la sua durata (il 57% prevede che ci vorranno più di 3 anni per uscirne del tutto). Quasi due terzi degli Italiani (il 62% contro il 65% del 2008) nell’ultimo anno hanno inoltre continuato a sperimentare dei disagi, ma più della metà della popolazione si dichiara soddisfatta della propria situazione economica (il 54% contro il 51% del 2008), il dato più alto dal 2002.
Riguardo all’investimento del proprio risparmio, la preferenza per la liquidità rimane ancora il tratto che caratterizza gli Italiani. Il 62% (era il 60% nel 2008) tiene o terrebbe i risparmi liquidi, mentre solo il 33% (era il 35%) li investe o li investirebbe: tra questi calano sensibilmente coloro che hanno la tendenza a investire buona parte dei loro risparmi (dal 12% del 2008 al 9%). Tra le possibili forme di investimento, i più considerano ancora “il mattone” (54%) l’investimento ideale; aumentano i propensi all’investimento a rischio, che raddoppiano, passando dal 3% nel 2008 all’attuale 6%.
In merito alla percezione delle regole e dei controlli per la tutela del risparmio, il numero dei fiduciosi torna a contrarsi: nel 2008 il 44% riteneva regole e controlli efficaci, ora il dato è del 39%. Gli Italiani sembrano sperare in una legislazione più severa, con l’idea che questa consentirebbe rendimenti più certi (39% sul totale, 48% sugli investitori).
La crisi ha indotto molti Italiani a ridefinire il livello e lo spettro dei propri consumi: coloro che hanno sperimentato difficoltà li hanno drasticamente ridotti, ma anche quelli che non hanno visto peggiorare il proprio tenore di vita dichiarano di aver calmierato i propri.
La crisi sembra aver indotto ad investire di più sul futuro (55%) piuttosto che concentrarsi sull’immediato “carpe diem” (40%).

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Nov 02

milano finanza, mercoledì 28 ott 09

Cresce l’interesse per le città raggiunte dall’alta velocità e le quotazioni immobiliari aumentano di conseguenza, soprattutto nei quartieri adiacenti alle stazioni. basta vedere i dati forniti dall’ufficio studi gabetti: dal 2003 ad oggi, i prezzi della zona stazione centrale di bologna sono lievitati del 40%, cioè il 12% in più rispetto agli aumenti medi della città (+26%). l’effetto tav si è fatto sentire anche su napoli afragola (+34,8%), roma tiburtina (+34,5%), zona stazione di reggio emilia (+28,5%), torino porta susa (+27,5%) e firenze belfiore (+27,5%), unico caso in cui gli aumenti medi della zona sono stati inferiori a quelli cittadini (+29,8%). anche la zona di milano rogoredo, pur non essendo toccata dalla tav, ha risentito degli effetti positivi del passante ferroviario ultimato un anno fa: qui i prezzi sono aumentati mediamente del 38,5%, contro una media cittadina del 27,5%

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino Idealista - www.idealista.it

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Ott 31

Un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Tecnocasa ha preso in esame l’andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell’ultimo anno. Il periodo analizzato va da Ottobre 2008 a Ottobre 2009. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Gli ultimi dati evidenziano che nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 146 giorni contro i 134 giorni registrati esattamente un anno fa.
A seguire i capoluoghi di provincia con una media di 169 giorni contro i 168 di Ottobre 2008 ed infine i comuni dell’hinterland delle grandi città che hanno fatto registrare 181 giorni contro i 180 di Ottobre 2008.
In un anno si registra quindi una sostanziale stabilità dei tempi di vendita nei capoluoghi di provincia e nell’hinterland delle grandi città. Da notare come nelle realtà metropolitane i tempi di vendita siano più brevi rispetto alle altre, a conferma di un maggiore turn over.
Da Ottobre 2008 a Ottobre 2009 nelle grandi città si è quindi verificato un aumento dei tempi di vendita di 12 giorni. Tra le grandi città Palermo, Verona e Milano sono state quelle in cui i tempi di vendita sono stati maggiori, rispettivamente con 186, 173 e 155 giorni. Tra i comuni dell’hinterland la tempistica maggiore è stata riscontrata nella province di Verona (231 giorni), Palermo (214 giorni) e Milano (205 giorni). Nei capoluoghi di provincia le tempistiche più lunghe si sono manifestate ad Enna con (229 giorni), Trapani (227 giorni) e Asti (225 giorni).

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Ott 29

il messaggero, giovedì 15 ott 09

quando la seconda casa è fonte di reddito viene sottoposta a un regime di tassazione che varia a seconda della tipologia contrattuale adottata per la locazione. ecco le varie possibilità previste dalla legge: se l’immobile è locato ad equo canone il reddito da assoggettare all’irpef è quello derivante dal canone di locazione calcolato su base annuale, ridotto del 15% a titolo forfettario (-25% per fabbricati a venezia o in laguna); se l’immobile è locato in libero mercato il reddito è dato dal valore massimo tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione (aggiornato istat) ridotto del 15%; in caso di canone convenzionale - determinato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni degli inquilini -, il reddito da assoggettare all’irpef è ridotto del 30% se il fabbricato è situato in comuni ad alta densità abitativa (legge n.61 del 21 feb. 1989). per usufruire dell’ulteriore riduzione del 30%, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi (quadro rb del modello unico o quadro b del 730) gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della denuncia dell’immobile ai fini dell’ici e il comune in cui l’immobile è situato

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Ott 27

Replat: prezzi ancora alti
Il mercato immobiliare italiano ha continuato a viaggiare col freno a mano tirato anche nel terzo trimestre del 2009 secondo quanto registrato dall’Indice REplat. Il segno negativo, come si vede chiaramente dal grafico sottostante, non soltanto è rimasto costante per la domanda peggiorando del 3,91% tra gennaio e settembre
(nel terzo trimestre si sono verificate le due peggiori performance dell’anno: -10,57% a luglio e -10,38% a settembre) ma ha intaccato anche l’offerta che, sempre positiva fino a giugno, è arrivata a toccare il -1,12% alla fine di settembre.
Dopo i primi due trimestri dell’anno nei quali l’offerta ha registrato cali rispettivamente del -6,96% e del -3,89%, nel terzo trimestre di quest’anno la proposta residenziale ha perso “solo” il -0,56% pur evidenziando una perdita complessiva del -11,67% dall’inizio del 2009. In questa situazione, come già verificatosi nel primo trimestre, Roma e Milano continuano a tenere grazie a un sempre maggiore utilizzo del Multiple Listing Service e affidamento alla collaborazione da parte dei mediatori e alle richieste di bilocali e trilocali che insieme rappresentano oltre il 60% della proposta immobiliare.
Tra i due, però, è il mercato romano a essere più vivace: nel terzo trimestre del 2009 infatti, le richieste di bilocali nella Capitale sono cresciute del 35% (offerta: +3%), seguite a ruota da quelle per i trilocali (+36%) la cui offerta è però scesa del 2%. Nel capoluogo lombardo, invece, se la domanda di bilocali è salita del 30% (offerta -3%), quella dei trilocali non è andata altrettanto bene fermandosi al +17% (offerta +13%).

Le sette buone ragioni per incrementare le case in locazione
Intervenendo alla Tavola Rotonda “Emergenza casa. Una società senza tetto?” organizzata, all’Ambrosianeum di Milano, da MCL Movimento Cristiano Lavoratori, in occasione del Congresso provinciale; il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici ha affermato:
«L’Italia in Europa è il Paese che ha meno case in affitto. Siamo al livello dei paesi economicamente meno evoluti: la Turchia, l’Irlanda. E siamo superati dalla Spagna.
Ne discutiamo qui tra addetti ai lavori che ormai hanno sentito quasi tutto in argomento.
Vorrei percò semplicemente ricordare 7 buone ragioni perche’ si debba ritenere che in Italia occorre incrementare il numero degli alloggi offerti in locazione.
1) Anzitutto, primo effetto positivo sarebbe automaticamente quello di un calmieramento dei prezzi; non solo della locazione, ma anche della compravendita, perche’ anche in questo campo la domanda viene alleggerita di una pressione impropria.
Disporre di una minor offerta abitativa in locazione significa (per via del fenomeno di mercato conseguente alla rarefazione dell’offerta), tener alto il livello dei prezzi del prodotto. E viceversa.
2) Secondo effetto positivo: una maggior disponibilità di alloggi per coloro che non riescono o non intendono, per vari motivi, acquistarli.
Troveranno casa a prezzi contenuti anche gli anziani, le giovani coppie, i managers ed i dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbono spostare continuamente la dimora.
3) Una maggiore flessibilità del rapporto cittadino/abitazione (cioè una maggior mobilità abitativa) ; che meglio permette di secondare i processi di trasformazione socio-economica in atto a livello, non solo nazionale, ma globale.
Il radicamento degli italiani alla casa di proprietà è un serio ostacolo ai processi di ristrutturazione e di riconversione economico-sociali, cosi’ necessari alla competitività internazionale del nostro Paese. Altro effetto benefico sta in una riduzione del fenomeno della marginalizzazione della residenza e quindi del pendolarismo.
4) Mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti, attualmente in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (società di gestione immobiliare, fondi di investimento, enti).
5) Dar luogo, per via del maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico: anzi improntato ad uno spiccato immobilismo; non parliamo del condominio che, fra tutti, è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.
Il “turn over” delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.
Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente (altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.
Oggi abbiamo il problema della riqualificazione energetica e le possibilità di recupero offerte dal piano casa: settori nei quali i locatori, ed in particolare le società immobiliari, possono giocare un ruolo veramente importante.
Purtroppo una legislazione fiscale miope ed ottusa continua a punire, nel settore degli interventi di riqualificazione degli edifici, particolarmente le società di gestione immobiliare soprattutto se locano alloggi, le quali sono peraltro i soggetti dotati di maggiori disponibilità, anche finanziarie, per interventi di tal genere.
6) Dulcis in fundo: incassare più imposte, non solo in termini di imposta di registro, ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG.
Consideriamo che queste ultime danno luogo ad un gettito che è di 7 miliardi e mezzo, poco meno di quello dell’ICI.
E che, a furia di costringere, con difficoltà di mercato e con privilegi fiscali, gli italiani a comprar casa, e poi riconoscendo agli stessi per l’abitazione principale in proprietà una esenzione generalizzata da tutte le imposte, a pagar l’ICI e le imposte dirette fra poco, per il residenziale, non ci sarà più nessuno.
7) Non discriminare poi, sul piano delle agevolazioni tributarie, tra locazione convenzionata e locazione libera permette di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico-edilizia delle città».

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Ott 27



La calma dopo la tempesta. Il popolo messicano e soprattutto yucateca è abituato ai temporali, ai forti venti ed agli uragani.. Dopo la distruzione delle forze della natura, si ricostruisce. Si conteggiano le perdite, si rifanno dei progetti e si torna operativi più che mai.L’uragano che ho vissuto per mesi qui a Playa del Carmen mi ha insegnato che questo paese è davvero eccezionale. Ad una prima crisi voluta dall’uomo, economica, ed ad una seconda crisi inflitta dai potenti del mondo quasi a monito di una economia sana e non basata sul debito.. quella della influenza suina.. la Riviera Maya sta tornando alla normalità. Si prevede un boom di presenze turistiche a dicembre e siamo tutti fiduciosi che gli investitori mondiali torneranno ad affacciarsi, come già si inizia a intravedere da questo mercato immobiliare che non è nè crollato nè incrinato più di tanto.Sono falliti i piccoli, quelli che purtroppo non avevano le spalle sufficientemente larghe .Molti sono infatti gli affari in questo momento: sono l’acquisto di bar, ristoranti, piccole posadas e alberghi.L’edilizia è calata di un circa 20% adeguando i prezzi a quelli di un mercato più sano e competitivo ed è già in ripresa.Molta noia nei mesi scorsi l’ha data Miami, che invece è crollata. Ma già adesso gli investitori più attenti si rendono conto che oltre alla criminalità che c’è nella città staunitense, il mare non è poi come quello dei caraibi messicani e le tasse ed il tenore di vita neppure. E gli investimenti sul mattone lì sono a rischio di ulteriori terremoti.Parlo di criminalità, perché in Riviera maya gli episodi dipinti coloratamente dai giornali e dai mass media internazionali, sono irreali. Vivo da ormai un bel po’ e non capita niente di ciò che dipingono i giornali. Basta stare attenti, come lo faremmo nelle nostre amate città italiane e non regalare l’occasione ai furfantelli… ma di tutta quella violenza che si parla, la Riviera è tuttora indenne.Gli investimenti torneranno, ed i prezzi inevitabilmente ritornerrano su facendo felici chi ha tenuto duro e non ha venduto e facendo rimpiangere coloro che adesso gironzalono alla ricerca dell’ “affare” .. scartando le occasioni per ingordigia.Perché si definiscano “affari”.. bisogna essere sempre in due!
Picalu ImmobiliareProperty management, sales & vacational rents

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Ott 25

di Pierpaolo Molinengo
Il Comitato Esecutivo dell’Abi ha approvato a Milano il “Piano famiglie” dando mandato al Presidente dell’Associazione, Corrado Faissola, e al Direttore Generale, Giovanni Sabatini, di avviare le azioni necessarie a coordinare ed estendere le misure già in atto a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficoltà a seguito della crisi. Ai fini dell’attuazione delle misure individuate, verrà avviato un colloquio con Associazioni dei consumatori, Governo, enti pubblici e soggetti privati.
All’interno del “Piano famiglie”, Abi ha deciso di offrire la possibilità di sospendere il rimborso delle operazioni di mutuo per un tempo di 12 mesi, nei confronti di famiglie disagiate quali:
- perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
- cessazione dell’attività di lavoro autonomo;
- morte di uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia;
- interventi di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).
Con questo provvedimento, che sarà operativo da gennaio 2010, le banche che aderiranno potranno mettere a disposizione sul territorio un ulteriore efficace strumento di sostegno per le famiglie.
In generale, con il “Piano famiglie” Abi intende coinvolgere interlocutori istituzionali e della società civile su tre principali obiettivi:
- innalzare la sostenibilità finanziaria delle operazioni di credito alle famiglie, adottando una misura di sospensione dei rimborsi di mutui in essere per i nuclei in situazioni di difficoltà oggettiva;
- gestire il confronto con i principali interlocutori pubblici e privati;
- coordinare e comunicare efficacemente gli strumenti di incentivazione già esistenti, molti dei quali costruiti in partnership con le pubbliche amministrazioni.
Il Piano si focalizza sulle misure oggi attive e relative alla sostenibilità della rata di mutuo per le famiglie che abbiano perso il reddito a causa della crisi; all’accesso a nuovo credito per garantire alcuni consumi primari; al sostegno per l’avvio di micro attività imprenditoriali o alla ricerca di nuova occupazione.

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Ott 21

Molto spesso nella casella di posta del mio contatto facebook trovo mail come quella di un ragazzo giovane che sta per muovere i suoi primi passi nel settore immobiliare, ma ha paura di iniziare.

Ciò che mi colpisce di più in questa mail sono le sue parole:

…con molto piacere ho appreso della tua carriera da imprenditore immobiliare e leggo spesso tutti i contenuti riportati nei tuoi blog che reputo davvero interessanti, specialmente per chi come me vuole muovere i primi passi nel settore immobiliare.
Con il tuo aiuto e le tue dritte spero di riuscire a portare avanti le mie prime compravendite. La voglia di imparare e lavorare non mi manca, forse però avrei di bisogno di qualcun’uno con l’esperienza pari alla tua che mi possa indirizzare sulla via giusta.

Queste lettere, che mi fanno molto piacere, sottolineano una paura molto frequente: La Paura del Passare all’Azione.

Moltissime persone, indipendentemente dal loro business, pianificano, studiano, creano un progetto, ma sfuggono all’idea di metterlo in pratica. Questo tipo di atteggiamento limita le potenzialità di tutti coloro che si ritrovano prigionieri della loro stessa mente.

Diventare uomini o donne di successo è un sogno ricorrente di molte persone, ma il muro che si crea tra il piano e l’azione impedisce la realizzazione di questo sogno.

La differenza tra chi riesce a scalare la vetta del successo e chi continua solo a sognarlo è l’azione. Passare all’azione e mettere in pratica il proprio piano significa sfondare quel muro che tiene chi lo teme ancorato solo ad un bel sogno.

Passare all’azione non è certo semplice, richiede una grande preparazione ed un atteggiamento psicologico positivo.

Agire significa:

  • credere in sé stessi
  • credere nella proprie capacità
  • credere nel proprio progetto
  • credere nelle capacità delle persone che lavorano o lavoreranno con te
  • non demordere mai

Una delle credenze che sento più spesso è che se qualcuno ha avuto successo è perché è stato fortunato, è stato aiutato, aveva i mezzi economici, ha avuto un’idea geniale… Tutte scuse.

Se una persona ha avuto successo è perché ha creduto in sé stesso ed ha agito e nell’agire ha dimostrato di sapere esattamente quale era la strada da percorrere per arrivare esattamente dove voleva arrivare.

Porsi degli obiettivi è l’unico modo per far si che la nostra azione abbia una concretezza materiale oltre che psicologica.

Un uomo si successo sfida sempre per primo sé stesso. Ogni mattina ciò che mi chiedo è “Cosa posso fare per raggiungere il mio obiettivo?” “Cosa posso fare per migliorare le mie performance?”

Prendersi la responsabilità delle proprie azioni è essenziale per proseguire il cammino di successo intrapreso.

Il successo va costruito e soprattutto va percorso.

Quotidianamente seguo una scaletta che mi ricorda come devo agire, non cosa devo fare. Ogni giorno mi soffermo 5 minuti a rileggere le mie 5 regole del successo:

  • Focalizzati gli Obiettivi
  • Sii Responsabile delle tue Azioni
  • Sii Creativo: Trova un modo per risolvere eventuali problemi e non subirli
  • Sii Aperto: Non restare ancorato alle tue credenze
  • Agisci e passa allo step successivo

Il successo è un cammino che va percorso… il peggior veleno? L’affanno!

Fabrizio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
http://www.investoinimmobili.it/
www.FabrizioTonelli.com

Tags: successo, raggiungere successo, perseguire successo, regole successo

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Ott 19

Milano, 17 ottobre 2009 –

Intervenendo all’odierna Tavola Rotonda “Emergenza casa. Una societa’ senza tetto?” organizzata, all’Ambrosianeum di Milano, da MCL Movimento Cristiano Lavoratori,in occasione del Congresso provinciale; il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici ha affermato:

« L’Italia in Europa è il Paese che ha meno case in affitto. Siamo al livello dei paesi economicamente meno evoluti: la Turchia, l’Irlanda. E siamo superati dalla Spagna.

Ne discutiamo qui tra addetti ai lavori che ormai hanno sentito quasi tutto in argomento.

Vorrei percio’ semplicemente ricordare 7 buone ragioni perche’ si debba ritenere che in Italia occorre incrementare il numero degli alloggi offerti in locazione.

1) Anzitutto, primo effetto positivo sarebbe automaticamente quello di un calmieramento dei prezzi; non solo della locazione,ma anche della compravendita, perche’ anche in questo campo la domanda viene alleggerita di una pressione impropria.
Disporre di una minor offerta abitativa in locazione significa (per via del fenomeno di mercato conseguente alla rarefazione dell’offerta), tener alto il livello dei prezzi del prodotto. E viceversa.

2) Secondo effetto positivo: una maggior disponibilità di alloggi per coloro che non riescono o non intendono, per vari motivi, acquistarli.

Troveranno casa a prezzi contenuti anche gli anziani, le giovani coppie, i managers ed i dirigenti e tutti coloro che per motivi di carriera debbon spostare continuamente la dimora.

3) Una maggiore flessibilità del rapporto cittadino/abitazione( cioe’ una maggior mobilita’ abitativa) ; che meglio permette di secondare i processi di trasformazione socio-economica in atto a livello, non solo nazionale, ma globale.

Il radicamento degli italiani alla casa di proprieta’ è un serio ostacolo ai processi di ristrutturazione e di riconversione economico-sociali, cosi’ necessari alla competitivita’ internazionale del nostro Paese.

Altro effetto benefico sta in una riduzione del fenomeno della marginalizzazione della residenza e quindi del pendolarismo.

4) Mobilitare nell’edilizia in locazione investimenti di risorse finanziarie, alla ricerca di collocazioni economicamente interessanti, attualmente in possesso non solo delle famiglie (persone fisiche), ma anche delle persone giuridiche (societa’ di gestione immobiliare,fondi di investimento,enti).

5) Dar luogo, per via del maggior dinamismo del rapporto conduttore/immobile rispetto al rapporto proprietario/immobile (senz’altro più statico: anzi improntato ad uno spiccato immobilismo;non parliamo del condominio che, fra tutti,è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze di rinnovamento urbano) ad un sostanziale incremento degli interventi di manutenzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio: con evidenti ricadute vantaggiose a favore di costruttori, professionisti, impiantisti, ed installatori. Il che non guasta in questo periodo di crisi.

Il “turn over” delle case in locazione implica un costante adeguamento del patrimonio edilizio.

Insomma, rispetto alla situazione della casa in proprietà, se siamo in presenza di una locazione economicamente conveniente ( altrimenti c’è il degrado, come avveniva con l’equo canone) la manutenzione degli immobili e la loro riqualificazione sul piano edilizio/urbanistico ne guadagnano indubbiamente.

Oggi abbiamo il problema della riqualificazione energetica e le possibilità di recupero offerte dal piano casa: settori nei quali i locatori, ed in particolare le società immobiliari, possono giocare un ruolo veramente importante.

Purtroppo una legislazione fiscale miope ed ottusa continua a punire, nel settore degli interventi di riqualificazione degli edifici, particolarmente le societa’ di gestione immobiliare soprattutto se locano alloggi, le quali sono peraltro i soggetti dotati di maggiori disponibilita’, anche finanziarie, per interventi di tal genere.

6) Dulcis in fundo: incassare più imposte, non solo in termini di imposta di registro, ma anche come ICI, IRPEF ed IRPEG.

Consideriamo che queste ultime danno luogo ad un gettito che è di 7 miliardi e mezzo, poco meno di quello dell’ICI.

E che, a furia di costringere,con difficolta’ di mercato e con privilegi fiscali, gli italiani a comprar casa, e poi riconoscendo agli stessi per l’abitazione principale in proprietà una esenzione generalizzata da tutte le imposte, a pagar l’ICI e le imposte dirette fra poco, per il residenziale, non ci sarà più nessuno.

-7) Non discriminare poi, sul piano delle agevolazioni tributarie, tra locazione convenzionata e locazione libera permette di perseguire una efficace politica di riqualificazione estetico-edilizia delle citta’. »

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Ott 17

Anche un cielo manzoniano – non garantito in questa stagione – ha contribuito alla riuscita del trentesimo anniversario del MIP, la business school del Politecnico di Milano. Location (gergo degli addetti ai lavori) la terrazza della moderna sede dell’istituto alla Bovisa, proprio di fronte agli ex gasometri: emblemi, entrambi, di una Milano che fu e di quella di oggi. Invitati, i rappresentanti delle principali imprese e organizzazioni pubbliche cui l’attività del MIP stesso si rivolge e i membri della corefaculty. Notati, tra le molte personalità, Achille Colombo Clerici, Gianni Verga, Francesco Brioschi, Francesco Benvenuti, Fabrizio Rindi, Stefano Preda.
“E’ un appuntamento importante per noi: – ha detto il Presidente del MIP Umberto Bertelè che con il Rettore del Politecnico Giulio Ballio e il Direttore Ginaluca Spina ha fatto gli onori di casa - un’occasione di soddisfazione per tutta la strada percorsa a partire dal primo Master in Ingegneria della Produzione nel lontano 1979, che ci ha portato a formare oltre 15 mila manager; un’occasione di riflessione sulle sfide che ci attendono nel futuro e in particolare sulla crescente competizione su scala mondiale cui dobbiamo predisporci”.
Il MIP, nato 30 anni orsono come Consorzio fra il Politecnico di Milano e alcune fra le principali imprese e istituzioni operanti nel nostro paese, ha come missione l’Innovazione nella Gestione delle Imprese e della Pubblica Amministrazione; come riferimento, nell’ambito del Politecnico, il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, da cui trae la componente principale della sua faculty e con cui forma la School of Management; tra i suoi obiettivi fondamentali, sfruttando le sinergie fra la componente accademica e le imprese e istituzioni partecipanti, la promozione di attività di alto profilo nell’ambito della formazione post-laurea e/o post-esperienza e il monitoraggio continuo dei fabbisogni di competenze.
Come creatura del Politecnico, il MIP dedica una forte attenzione alle tecnologie (soprattutto a quelle emergenti) per il ruolo rilevante che esse possono giocare ai fini dell’innovazione, ma non si occupa di tecnologie. 
Dalla tradizione ingegneristica esso eredita piuttosto l’approccio sistemistico ai problemi - particolarmente importante nei contesti a crescente complessità in cui le imprese e la pubblica amministrazione si trovano a operare - e l’orientamento al progetto, la spinta cioè a ricercare soluzioni concrete ai problemi stessi.

 Accanto ai prodotti tradizionali - l’MBA (offerto anche a livello internazionale) e l’Executive MBA - il portafoglio MIP presenta una molteplicità di prodotti nati più di recente, che danno un’idea dell’ampiezza degli interessi della faculty. 
Qualche esempio: i Master in Private Equity (in collaborazione con Borsa Italiana), in Engineering and Contracting e in Trasporti e Logistica; i Corsi Executive in Management dell’eBusiness e in Facility & Property Management (con BEST); il Corso di Alta Formazione in Information Security Management (con CEFRIEL); il Programma Pegaso (patrocinato da Assolombarda), rivolto alle imprese per la formazione dei manager ad alto potenziale e “personalizzato” sui bisogni delle stesse; la SUM - Scuola di Management per le Università e gli Enti di ricerca, rivolta alla formazione manageriale dei dirigenti, quadri e alti potenziali di tali istituzioni.


Forte del rilevante ampliamento della sua faculty e del suo portafoglio prodotti, il MIP è cresciuto molto negli ultimi anni continuando ad esercitare la sua attrazione sugli ingegneri, ma aumentando significativamente nel contempo la quota di laureati provenienti da altre lauree (economia in primo luogo). 

L’ obiettivo è che il MIP continui a crescere, ma ancor più che - cercando di operare sempre sulla frontiera - possa dare un contributo significativo alla riscossa del Paese.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.it

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Ott 17

il messaggero, giovedì 15 ott 09

quando la seconda casa è fonte di reddito viene sottoposta a un regime di tassazione che varia a seconda della tipologia contrattuale adottata per la locazione. ecco le varie possibilità previste dalla legge: se l’immobile è locato ad equo canone il reddito da assoggettare all’irpef è quello derivante dal canone di locazione calcolato su base annuale, ridotto del 15% a titolo forfettario (-25% per fabbricati a venezia o in laguna); se l’immobile è locato in libero mercato il reddito è dato dal valore massimo tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione (aggiornato istat) ridotto del 15%; in caso di canone convenzionale - determinato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni degli inquilini -, il reddito da assoggettare all’irpef è ridotto del 30% se il fabbricato è situato in comuni ad alta densità abitativa (legge n.61 del 21 feb. 1989). per usufruire dell’ulteriore riduzione del 30%, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi (quadro rb del modello unico o quadro b del 730) gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della denuncia dell’immobile ai fini dell’ici e il comune in cui l’immobile è situato.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino idealista - www.idealista.it

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Ott 17

Il saldo a stralcio è il ramo più redditizio del settore immobiliare, e come ben saprai è una pratica che richiede attenzione, esperienza e un pizzico di astuzia.

Conoscere il mercato immobiliare e le basi del settore è importantissimo, ma riconoscere le potenzialità di un affare è ancora meglio.

Nel saldo a stralcio è fondamentale partire con il piede giusto e con l’immobile giusto. La tua ricerca dell’affare deve portare ad individuare un immobile da business!

In molti mi scrivono per domandarmi come si possa riconoscere l’immobile ideale per poter eseguire un saldo a stralcio che abbia dei margini interessanti.

In realtà non esiste in assoluto una regola che possa valere ovunque, ma ci sono delle linee guida da poter seguire per capire se si è imboccato la strada giusta.

  • La non disponibilità a cedere l’immobile: ovviamente se il proprietario non è disposto a cedere il suo immobile non ha senso proseguire con la pratica di saldo a stralcio.
  • Molti proprietari: trattare con molte persone e mettere d’accordo più proprietari è sempre più difficile che gestire il rapporto con una o due persone. Se sei un ottimo negoziatore allora fatti pure avanti, ma se sei alle prime esperienze ti consiglio di non procedere.
  • La presenza di diritti soggettivi come l’usufrutto: l’usufruttuario difficilmente lascerà l’immobile libero.
  • Se l’immobile proviene da una donazione: in Italia la legislazione sulle donazioni è molto ferrea e se la trattativa di saldo a stralcio avrà esito positivo c’è la possibilità di vedersi impugnare il trasferimento di proprietà.
  • Molti creditori: come per i proprietari è molto difficile riuscire a far accettare a tutti la proposta di saldo a stralcio.

Questi fattori sono i principali motivi che mi segnalano la possibilità di procedere o meno.

Osservare queste linee guida può fare la differenza tra il successo o l’insuccesso di una pratica. Nell’ottica del business anche un solo intoppo può inficiare sul risultato, per questo ti consiglio caldamente di fare un’analisi approfondita della situazione prima di intraprendere la pratica.

E tu? Come valuti l’appetibilità della pratica?

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Tags: stralci, saldo a stralcio, pratica stralcio, valutazione pratica stralcio, stralcio debiti

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Ott 14

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e Achille Colombo Clerici:

« Anche se per ora se ne discute a livello teorico, la questione del possibile tetto del 40 % per il rapporto di copertura del valore immobiliare in sede di erogazione dei mutui da parte del sistema bancario dimostra due cose:

-che la burocrazia europea teorizza spesso e volentieri senza preoccuparsi soverchiamente dell’impatto che il prodotto di tale studio potra’ avere sulle diverse realta’ ed economie nazionali; il che è particolarmente grave in questi momenti di crisi economica.
Nel nostro Paese ci sono attualmente 250 mila unita’ immobiliari ultimate o in fase di ultimazione (50 mila nella sola Lombardia) che stentano ad essere vendute; immaginiamo quale tegola sulla testa sarebbe questa misura restrittiva.

-che la logica acritica della armonizzazione delle regole e delle norme, cosi’ in campo economico-sociale , come in campo tecnico, rischiando di introdurre fattori di sperequazione applicativa, meriterebbe un ripensamento serio.

Più opportuna potrebbe essere la logica del coordinamento delle diverse discipline.

In particolare, calare un limite di tal genere (sia pure comportante un aggravio di costi per la parte eccedente la soglia del 40 % ) nel sistema creditizio italiano, significherebbe far pagare al nostro paese ed alla nostra economia il costo di una pratica creditizia disinvolta che in passato da noi, nella stragrande maggioranza dei casi, non è stata seguita.»

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Ott 10

La Crisi

Il mercato immobiliare italiano vive un momento particolare e di crisi. I crack finanziari statunitensi, il fallimento dei mutui sub prime americani hanno influito anche sul mercato italiano creando sfiducia verso il sistema bancario e l’accesso ai mutui. La domanda è comunque viva e presente. Sul milioni circa di transazioni il 70% è ancora ad appannaggio dell’acquisto della casa e di spazi per la residenza; il rimanente 30% è diviso tra : immobili commerciali, industriali e del terziario in genere. La crisi ha portato in campo i seguenti dati:

- meno 12% di vendite rispetto all’anno scorso;
- meno 28% di mutui;
- meno 8% sui prezzi di vendita.

Il settore è comunque intenzionato a non mollare!

I Soggetti

I costruttori, nonostante il calo delle vendite continuano a costruire, utilizzando gli affidamenti bancari. I proprietari e gli investitori sono pronti a fare “sconti speciali” per chi si presenta all’acquisto con la disponibilità finanziaria. Il Governo sta operando su vari fronti: spingendo le Banche a fare il loro dovere di finanziare gli imprenditori che hanno idee e risorse buone; sostenendo le famiglie in difficoltà per mantenere un minimo livello di consumi utile a scongiurare la recessione; liberalizzando il più possibile il sistema burocratico dalle procedure per favorire ampliamenti e nuove costruzioni (Piano Casa). Ecco perché l’Italia delle professioni e degli agenti immobiliari guardano ai mercati esteri per attrarre nel “Bel Paese” investitori con disponibilità finanziarie. I Russi sono per gli italiani gli investitori ideali perché amano l’Italia con il mare, la montagna , i laghi. L’Italia delle Dolomiti, del Lago di Garda, della Toscana e della Sardegna. Ma anche l’Italia delle città d’Arte (Roma, Firenze e Venezia in testa), della cultura e della storia. I proprietari italiani sono felici e desiderosi di stringere rapporti d’affari con i russi. Ed è per questa ragione che noi di ANAMA, l’associazione degli agenti d’affari in Mediazione abbiamo organizzato l’I.R.A. - Italian Russian Association. Con il portale ( www.iraweb.it e www.iraweb.ru) abbiamo toccato quota 9 milioni di pagine viste in un mese (fonte www.Alexa.com ). Un dato significativo dell’interesse che le oltre mille offerte immobiliari raccolgono dai vari mercati mondiali, tra questi anche quello russo.

Le Associazioni e gli operatori immobiliari

In Italia le associazioni riconosciute dal Ministero dello Sviluippo sono 3:

la Fimaa – Confcommercio,
la Fiaip – Confedilizia
l’Anama – Confesercenti.

Queste tre associazioni si sono riunite nella Consulta Nazionale dell’Intermediazione e rappresentano gli oltre 100 mila operatori italiani. Per essere agenti immobiliari in Italia è necessario: possedere un diploma di scuola media superiore, frequentare un corso obbligatorio di 150 ore, superare l’esame di abilitazione presso la camera di Commercio. Avviata l’attività è obbligatorio tutelarsi con una Polizza d’assicurazione contro i rischi professionali (tutela dei consumatori) e non svolgere altre attività professionali vista l’incompatibilità prevista per legge.

Le città di riferimento ed il mercato

Le 13 città più grandi ed importanti, per indice demografico, e per il mercato immobiliare sono (in ordine alfabetico): Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Il calo medio nei prezzi è stimabile nel 6 – 8 % e il giro d’affari, anno 2009, dell’intero settore è di 110 Miliardi di euro con un calo del 16,9% rispetto all’anno precedente. Il volume di compravendite residenziali si attesta sulle 600 mila unità in diminuzione del 12,5%.

La domanda di case

Nonostante il quadro di incertezza del sistema economico e finanziario nazionale ed internazionale, l’interesse degli italiani nei confronti dell’investimento nel mattone, da sempre considerato il “bene rifugio” è presente. La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un’abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (circa 3,5 milioni di famiglie che diventano oltre 7 se si aggiungono anche quelle “poco interessate”), una cifra notevole se si considera che nell’ultimo anno sono state stipulate poco meno di 700 mila compravendite. La motivazione per l’acquisto dell’abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), seconda casa (8,6%). Gli acquisti fatti per investimento sono oggi al 17% in aumento rispetto all’anno precedente.

Le previsioni per il 2010 e il 2011

Dopo un 2009 ancora orientato alla flessione del mercato, nel 2010 si dovrebbe registrare un certo miglioramento rispetto alla situazione attuale, ma con valori e contratti ancora in tendenziale flessione. Tutto questo in stretta correlazione con la ripresa di fiducia da parte delle imprese e delle famiglie che, assieme alla sperata stabilizzazione del mercato finanziario, potrà costituire il volano per il riavvio del quadro macroeconomico e del mercato immobiliare. Dal 2011 invece l’intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere, accompagnando la crescita prevista per l’economia del Paese.

Autore: Paolo Bellini - Presidente nazionale A.N.A.M.A.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Anama - Associazione Nazionale Agenti Immobiliari Italiani

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Ott 10

L’acquisizione di immobili, da vendere o da locare, è, evidentemente, un’attività tipica e necessaria dell’agente immobiliare il quale cerca, continuamente, di mantenere ed incrementare il cosiddetto portafoglio clienti, cioè il numero di immobili da offrire. Nella fase di acquisizione si racchiude, sostanzialmente, la bontà dell’affare, nel senso che è in questa fase che si devono acquisire tutte le informazione necessarie per avviare una migliore campagna promozionale, una miglior trattativa e concluderla in tempi brevi. L’agente immobiliare, solitamente, affida tale attività di ricerca e acquisizione di incarichi a persone, che non sono suoi dipendenti, ma con le quali collabora in modo continuativo, impartendo loro delle direttive di carattere generale riferite agli obiettivi, (zone, tipologia di immobile, etc.), esercitando un controllo sui risultati ottenuti, determinando un rimborso spese, per esempio, in misu ra fissa, che, magari, viene corrisposto, mensilmente, unitamente ad un compenso determinato in percentuale agli incarichi acquisiti, mettendo a sua disposizione i locali e le attrezzature dell’agenzia, ovviamente, secondo l’orario di lavoro dell’agenzia. Nella prassi questa tipologia di rapporto, solitamente, veniva regolato nell’ambito del cosiddetto contratto di collaborazione coordinata e continuativa, (altrimenti detto co.co.co.), ora sostituito dal contratto di lavoro a progetto (co.pro.) . Tuttavia, come sempre accade, non è mancato chi ha ritenuto che tale rapporto andasse regolato nell’ambito delle norme codicistiche in tema di rapporto di lavoro subordinato e, conseguentemente, ha portato la questione avanti un magistrato, in funzione di Giudice del Lavoro perché accertasse, cosi dice, il cosiddetto vincolo della subordinazione, con conseguente riconoscimento del diritto all’inquadramento nel 1° livello del CCNL commercio e con la condanna al pagamento delle somme derivanti dalla detta contrattazione collettiva. La Corte d’Appello di Roma nella sentenza del 27 agosto 2009 si è occupata della richiesta, nei termini di cui sopra, di un acquisitore di incarichi di vendita e di proposte di acquisto che, appunto, operava all’interno dei locali di un’agenzia immobiliare, in forza di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. I Giudici d’Appello hanno confermato la sentenza di primo grado, che aveva escluso il vincolo della subordinazione, respingendo le richieste dell’acquisitore immobiliare, con la seguente motivazione: “ … tra le parti sono stati stipulati e sottoscritti, in data … maggio 1997 e … dicembre 1999, due contratti di collaborazione coordinata e continuativa, integrati con allegati in pari data. I detti contratti descrivono in dettaglio l’oggetto della prestazione (acquisire incarichi di vendita e raccogliere proposte di acquisto), la zona e le modalità di svolgimento dell’incarico, prevedendosi anche la messa a disposi zione all’interno degli uffici aziendali, dietro compenso, di alcuni servizi e strutture, nonché il corrispettivo determinato in percentuale rispetto ai risultati conseguiti (art. 5 e allegato 3). Sono anche disciplinati la durata dell’incarico, a tempo indeterminato con possibilità di recesso con preavviso ovvero senza preavviso in caso di giusta causa e l’obbligo per il collaboratore di stipulare apposita assicurazione contro il rischio di infortuni. Secondo la previsione contrattuale il rapporto ha, quindi e senza dubbio alcuno, natura autonoma, dovendo il signor X rispondere solo del risultato, non essendo soggetto a orari di lavoro, non essendo tenuto a minimi di prestazione né a giustificare le ragioni della mancata prestazione e con facoltà di svolgere o meno le attività previste, salva la mancata acquisizione del compenso; l’accordo, inoltre è a tempo indeterminato con possibilità di recesso senza giustificazione, salvo preavviso e i compensi, come detto sono determinati, in relazione agli incarichi e proposte procurati, in misura percentuale e omnicomprensiva, ciò comportando per il ricorrente l’onere delle spese sostenute per la prestazione. Orbene a fronte delle riferite risultanze documentali e quindi della non equivoca volontà delle parti intesa alla stipulazione di un rapporto di natura autonoma, l’esito dell’espletata istruttoria … non consente di ritenere provata in n relazione al periodo compreso tra maggio 1997 e dicembre 1999, la sussistenza di un rapporto di lavoro caratterizzato dal vincolo della subordinazione, inteso come vincolo di natura personale che sottopone il lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell’imprenditore, elemento questo fondamentale da valutare anche nel caso in esame, né quelle relative agli indici sussidiari della subordinazione richiamati in premessa. Infatti, i testi indotti, compresi quelli di parte ricorrente … non hanno indicato alcuna sottoposizione al potere direttivo, che si sia concretato in ordini precisi, specifici e vincolanti, emergendo dalle deposizioni rese solo la prova di semplici direttive di carattere generale specie in ordine agli obiettivi di produttività da raggiungere e al relativo controllo dei risultati conseguiti.Neppure è risultato che lo … fosse assoggettato al potere disciplinate dell’imprenditore, non ravvisabile certo nei meri solleciti alla presenza in ufficio o, comunque, al lavoro emersi dalla prova, ovvero nel controllo sull’effettivo svolgimento dell’incarico e sull’andamento degli affari (poteri che l’imprenditore può esercitare nel rapporto di collaborazione autonomo), anche in difetto di qualsiasi elemento, seppur indiziario, su possibili conseguenze sfavorevoli ovvero sanzionatorie a carico del collaboratore che, peraltro aveva un proprio specifico interesse alla prestazione, essendo retribuito in percentuale in rapporto agli incarichi procurati. Allo stesso modo non appare decisiva ai fini dell’accertamento della subordinazione la riferita costante presenza in ufficio dello …, posto che, per un verso, il predetto aveva per contratto, la disponibilità a pagamento di servizi e strutture all’interno dell’agenzia … di zona ed era quindi suo chi aro interesse utilizzare detti supporti e, per altro verso, non sono emersi elementi certi sul fatto che una tale presenza fosse comunque conseguente ad un preciso obbligo imposto al collaboratore dalla parte datoriale; neppure risulta la teorica possibilità di subire sanzioni disciplinari in caso di mancata presenza, né l’obbligo per il collaboratore di giustificare le assenze, rilevandosi in proposito che non vi e prosa che il richiesto preavviso di esse costituisse un obbligo e potesse dar luogo a sanzioni, trovando tale richiesta ragione nella comprensibile e logica necessità di coordinamento della attività dell’allora ricorrente con le esigenze aziendali: infine nessuna prova è emersa circa l’avvenuto riconoscimento allo … di ferie retribuite, non essendo significativa a tal fine la sola mancata prestazione del lavoro nel periodo di chiusura estiva della agenzia (tre settimane in agosto)…. In conclusione, le circostanze di fatto come sopra accertate non descrivono modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, nel periodo per cui è causa, incompatibili con quelle che si desumono dalle dichiarazioni di volontà delle parti espresse nei contratti scritti di collaborazione coordinata e continuativa, e ciò nonostante la compiuta verifica di esse alla luce dell’atteggiarsi in concreto dei rapporto tra lo X e l’odierna appellata … Pertanto, sulla base delle previsioni contrattuali e delle concrete modalità di esecuzione del contratto, nonché di tutte le circostanze emerse e sopra esposte, … atteso che l’attività svolta dall’odierno appellante nell’intero periodo … ben può essere inquadrato nella fattispecie della para subordinazione, che si individua nella prestazione d’opera continuativa coordinata, prevalentemente personale e non a carattere subordinato, i cui elementi caratterizzanti sono appunto la continuità, che ricorre quando la prestazione sia non meramente occasionale o istantanea, e quindi sia destinata a protrarsi per un tempo apprezzabilmente lungo, la coordinazione, che implica che il lavoro sia strutturalmente e funzionalmente in relazione con l’attività svolta dal committente, in modo da collegarsi con la sua organizzazione produttiva, e che consiste nella soggezione alle direttive generali del preponente circa le modalità della prestazione, senza che questa sia svolta in regime di subordinazione, e la prevalenza dell’attività del lavoratore rispetto agli altri fattori impiegati per l’esecuzione dell’obbligazione, nonché il rischio della attività svolta posto a carico dello stesso prestatore d’opera. In sintesi, dalla lettura della motivazione della sentenza emerge che i punti salienti a favore della mancanza del vincolo della subordinazione sono stati rivenuti nella obbligazione di risultato senza orari di lavoro e senza minimi di produzione dell’acquisitore, nella determinazione del compenso in relazione percentuale agli incarichi e nella prova di semplici direttive di carattere generale riferite agli obiettivi.

Autore: Avv. Roberto Bella Presidente IRCAT

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Ott 10

Repubblica, lunedì 5 ott 09

Pronti tre nuovi provvedimenti di bankitalia per garantire maggiore trasparenza e chiarezza nei rapporti tra banche e consumatori. il primo prevede l’istituzione di un arbitro bancario finanziario (abf), organismo stragiudiziale cui competeranno le controversie sorte tra istituti di credito e clienti. il secondo provvedimento, in vigore dal 25 settembre, fissa le nuove regole sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari: gli istituti di credito hanno l’obbligo di assicurare ai clienti un’informazione più chiara, che permetta un facile confronto con le offerte provenienti dalle altre banche nonché l’esatta percezione dei costi connessi ai servizi e dei diritti spettanti ai clienti. infine, dovranno essere emanate le nuove istruzioni per la rilevazione dei tassi antiusura, che diventeranno operative dal primo gennaio 2010.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino Idealista (www.idealista.it)

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Ott 10

Ad un solo giorno dall’evento Real Estate Investing, che aprirà le porte a coloro che vogliono fare un salto di qualità ed investire in immobili con un approccio tutto nuovo, voglio anticipare una chicca.

Nel mondo di investoinimmobili.it sta per nascere un nuovo progetto che ti consentirà di innalzare i livelli di performance del tuo investimento.

NasceHigh Performance Businessun progetto d’investimento tutto nuovo ed un’opportunità per differenziare i tuoi investimenti con la garanzia di ottenere un rendimento eccellente!

Hight Performance Business é:

  • un nuovissimo sistema di investimento,
  • un modo per scalare la vetta ed ottenere un rendimento molto interessante,
  • l’opportunità di investire in un sitema muovo ed unico in Italia,
  • è la tua occasione di fare dell’investimento un vero e proprio business.

Con questo nuovo sistema potrai dare una svolta alle performance dei tuoi investimenti, ma non voglio svelarti troppo…

Resta connesso con investoinimmobili.it e presto scoprirai tutti i dettagli di “Hight Performance Business”!

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Tags: investimenti, investimenti immobiliari, investimenti alto rendimento, hight performance business, investoinimmobili.it

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Ott 06

Intervistato dal Giornale, il presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici dichiara:

« I fattori immateriali ( non consistenti in condizioni di degrado o di insuficienza di qualita’ intrinseche) di deprezzamento degli immobili urbani possono essere di due tipi: fattori esogeni o esterni e fattori endogeni, legati cioe’ alle condizioni interne di vita dell’immobile.

I primi sono da collegarsi a situazioni di particolare disagio ambientale:

-il congestionamento e l’ inquinamento da traffico, atmosferico, acustico.
-la movida notturna, le chiassate, le fiere ed i mercati periodici.
-la presenza di campi nomadi
- la presenza nelle vie di attivita’ criminose o di meretricio, spesso organizzate dal racket.

I fattori endogeni:

Va premesso che nella citta’ dei giorni nostri il condominio è il soggetto meno reattivo di fronte alle esigenze non solo di rinnovamento del tessuto urbano e di sostituzione edilizia, ma soprattutto di adeguamento tecnologico anche ai fini della sicurezza e del risparmio energetico.

Il condominio, dunque, nelle periferie popolari - dove il livello economico dei partecipanti è medio basso - è fortemente a rischio di degrado: un po’ come avviene nelle citta’ americane dove basta peraltro un condomino sgradito a determinare la dequalificazione e l’abbandono dell’intero fabbricato.

Oggi il condominio è particolarmante a rischio a causa della difficolta’ di disciplinare la presenza e/o l’accoglimento o il divieto di attivita’ che rechino fastidio ai compartecipanti: quali ad esempio la prostituzione, la criminalita’, o attivita’ rumorose o che implichino emissioni di odori e fumi, ovvero un viavai eccessivo.

La prostituzione,in particolare, via dalle strade; ma dove andra’?

Questi fattori di svilimento del valore d’uso dell’immobile, tradotti in termini di mercato, possono incidere negativamente fino al 10-15 % del prezzo.»

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.com

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Ott 04

il secolo XIX, mercoledì 28 sett 09
miaeconomia.it, lunedì 28 sett 09

la crisi ha dato nuovo impulso alle compravendite di nuda proprietà. l’identikit del venditore corrisponde di solito ad un anziano che ha bisogno di liquidità, ma non vuole rinunciare alla sua abitazione. l’acquirente, in cambio del tempo che dovrà attendere prima di entrare in possesso del suo immobile, usufruisce di uno sconto sul prezzo della casa (mediamente il 70%), pagando le imposte in proporzione al valore della nuda proprietà acquistata. il trend è in forte crescita nel nostro paese: complici la crisi e l’invecchiamento della popolazione, è boom di vedite a genova (+6,1%), seguita da roma (+4,5%), milano e bologna (+4%).

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: bollettino Idealista - www.idealista.it

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Ott 04

Qunado c’è impegno, costanza, professionalità, passione e voglia di eccellenza c’è sempre qualcuno che ti nota…
Questo blog è nato proprio con lo scopo di diffondere notizie, tutorial e informazioni sugli investimenti immobiliari che rappresentano per me non solo una passione, ma il mio vero e proprio business.

Dopo un solo anno dal lancio tutto questo è stato notato da un portale emergente che ha, come me, la prerogativa di diffondere notizie di qualità sull’immobiliare e di fare community tra coloro che amano questo settore.

Nasce la Collaborazione con Immobiliaristi.com

Dal mese di Ottobre la community si allarga e potrai trovare i nostri articoli anche su questo portale!

Resta collegato con il mondo degli investimenti immobiliari!

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
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Tags: portali immobiliari, immobiliaristi.com

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Ott 02

Class Cnbc, la televisione del Gruppo Class, ha intervistato il Presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici sull’impatto della crisi economica sul mercato immobiliare italiano e sulle prospettive di ripresa.

Dopo aver riaffermato che non si può parlare di scoppio della bolla immobiliare perché, a differenza di altri Paesi, bolla immobiliare in Italia non c’è stata nonostante il calo delle compravendite e del prezzo degli alloggi (da luglio 2008 a giugno 2009 rispettivamente -15% e -8%), Colombo Clerici ha rilevato come, a causa delle aspettative di mercato, rivelatesi errate, si sia costruito troppo rivolgendosi alle classi economiche medie e medio-basse, proprio quelle che risentono maggiormente della congiuntura economica sfavorevole.

Perciò oggi si contano, nel
residenziale,in Italia, almeno 250.000 nuovi alloggi ultimati o in fase di ultimazione in attesa di essere venduti, e 50.000 solo in Lombardia.

Tra l’altro gli ingenti investimenti edilizi che si stanno impostando in alcune citta’, fra le quali Milano, per operazioni di trasformazione urbanistica e di sostituzione edilizia, che beneficieranno anche dei premi volumetrici previsti dalle diverse leggi regionali, rischiano di inflazionare il mercato con un’offerta esorbitante di nuovo prodotto edilizio.

Il mercato dunque manterra’ una certa stabilita’ dei prezzi e dei valori se non si innalzera’ sensibilmente il cosiddetto flottante (l’ammontare annuale delle transazioni relative agli investimenti non strutturali; cioe’ legati all’utilizzazione diretta dell’immobile) che storicamente si è aggirato attorno all’ 1-1,5 % del valore dello stock immobiliare complessivo.

Questo innalzamento puo’ derivare o da una sovraproduzione edilizia, o dall’esigenza dei proprietari di monetizzare l’investimento a causa della crisi economica in atto, ovvero ancora dallo scarso interesse economico a mantenerlo a causa di una riduzione della remunerativita’ odell’aumento dei costi di gestione e del carico fiscale.

Un esempio: noi abbiamo tra i nostri soci soggetti che posseggono nelle grandi citta patrimoni immobiliari a reddito, dell’ordine di uno,due ed oltre tre miliardi di euro ciascuno.

Ebbene è opportuno che questi investitori non siano dissuasi dal mantenere in vita il proprio investimento dalla permanenza di politiche fiscali punitive.

Si potrebbe diversamente innescare un effetto domino assai preoccupante.

Si aggiunga che d’altronde non è da pensare che in presenza di una depressione dei mercati finanziari e borsistici, l’investimento immobiliare possa catalizzare da se’ solo i flussi di denaro.

I cicli storici dell’andamento del mercato immobiliare attestano che la crescita dei prezzi è stata conseguente a periodi in cui si era stata creata una grande disponibilita’ di ricchezza finanziaria da ricollocare.

Oggi si è bruciata, a livello mondiale, una ricchezza finanziaria pari a qualcosa come 9 trilioni di dollari: più o meno il valore di tutto il patrimonio immobiliare italiano.

Si aggiunga al quadro valutativo il problema della restrizione delle linee del credito destinato ai mutui casa da parte del sistema bancario, che non manchera’ di produrre effetti negativi sull’andamento del mercato.

Per quanto riguarda il settore locativo, esso è in calo da alcuni anni; ciononostante il valore degli affitti resta al di fuori delle possibilità di accesso da parte della fascia di popolazione meno abbiente (giovani,nuove coppie, studenti, immigrati, pensionati).

Considerato che, a causa dell’assenza di una politica della casa – da trent’anni non si costruiscono alloggi di edilizia residenziale pubblica – l’onere della locazione ricade quasi esclusivamente sul privato, è indispensabile che lo Stato ricorra ad incentivi quali la cedolare secca al 20% sui canoni di locazione.

Il passaggio dalla tassazione delle locazioni in vigore (aliquota Irpef marginale media del 28%) alla cedolare secca del 20% porterebbe a una perdita di gettito pari a 1.456 milioni (cifra calcolata partendo dai dati del governo, relazione tecnica al decreto-legge n.261/2007 che si riferiscono al 2006).

Ma gli effetti positivi saranno:

-far emergere il “sommerso” nel settore della locazione ( una stima questa che presenta margini di incertezza);

-incentivare l’investimento privato nel settore delle locazioni abitative;

-recuperare a tassazione gli immobili attraverso il passaggio dal regime di esenzione al regime di imponibilità; con un gettito complessivo di circa 2 miliardi, tra Irpef,Registro ed ICI.

-generare una crescita economica attraverso un incremento del PIL dell’ordine dell’1-1,5% ed un recupero di una cospicua parte di immobili ad una economia dinamica e produttiva di gettito fiscale ( incremento delle imposte sui redditi e dell’IVA)

Per chi intende investire, comunque, Colombo Clerici suggerisce alloggi di uno-due locali in prossimità di università, di aree soggette a grandi riqualificazione urbane e di sviluppo di metropolitane; ed in prospettiva lungo gli assi delle nuove reti infrastrutturali di collegamento viario e particolarmente in coincidenza dei raccordi con le strade ordinarie.

A Milano nel centro storico e nelle fasce limitrofe semicentrali, a Bovisa e Bicocca, nei dintorni di Citylife e Porta Nuova, lungo la nuova linea metropolitana 4.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.com

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Set 30

Secondo i dati contenuti nell’analisi del patrimonio informativo di EURISC (il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF) la domanda dei mutui potrebbe far pensare che le famiglie italiane, se non ancora completamente uscite dalla crisi, quanto meno iniziano a comportarsi come se lo fossero: il mese di Agosto, infatti, fa segnare un +9% della domanda rispetto allo stesso mese dello scorso anno (dato ponderato sui giorni effettivamente lavorati). Nello specifico, crescono maggiormente le domande di mutuo per fasce di importo più basse (al di sotto dei 150.000€) e tornano a ridursi le durate medie (crescono maggiormente le domande di mutuo con durata < 20 anni). Questi dati potrebbero trovare conferma nel fatto che i prezzi delle abitazioni hanno registrato una flessione a partire dal secondo trimestre del 2009.

Sembra quindi che la parte peggiore della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di Gennaio, ha continuato a confermare l’inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008.

L’uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia trova ulteriore riscontro nell’analisi aggregata della domanda nei primi 8 mesi dell’anno, in cui la crescita è stata complessivamente pari al 4%: non siamo ancora ai valori di crescita del 2007 rispetto al pari periodo del 2006, ma comunque siamo ormai lontani dallo scivolone fatto registrare lo scorso anno, quando ad Agosto la domanda dei primi otto mesi era calata complessivamente del 2% rispetto allo stesso periodo del 2007. I principali driver di crescita della domanda sono da ricercarsi nel contributo dato dalla quota parte di mutui rinegoziati, nonché all’abbassamento dei tassi di interesse, ma senz’altro hanno contribuito anche la percezione da parte degli italiani dell’acquisto della casa come investimento (e non come spesa) e una rinnovata maturità e fiducia tra mutuatori e mutuatari.

A questo ci pare di poter aggiungere, oltre all’aggiustamento verso il basso dei prezzi degli immobili per adeguarli al periodo di “magra”, una lenta ma graduale crescita della fiducia degli italiani, fiducia sul fatto che il peggio è ormai passato.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Autore: di Pierpaolo Molinengo

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Set 30

Intervista a Marco Prosdocimi, Responsabile Settore Informatico Gruppo Tecnocasa.

L’agenzia immobiliare sbarca sul web. Quali sono le opportunità di sviluppo in questo senso?
Il Gruppo Tecnocasa è presente su internet fin dal 1995 ed è da allora che i nostri affiliati entrano in contatto con clienti provenienti da internet pertanto hanno una certa dimestichezza con questa realtà. Il nostro Gruppo ha sempre creduto che il web sia uno strumento per valorizzare il contenuto del servizio delle nostre reti in franchising e per sviluppare nuovi contatti e nuove opportunità.
I numeri danno sempre più valore alla nostra convinzione perché oggi sono migliaia i clienti che si registrano su nostri sistemi mensilmente in quanto interessati ai nostri servizi immobiliari e finanziari.
In questo senso crediamo in un modello che mette il cliente e i suoi bisogni al centro del nostro sistema web dando informazioni sempre più attendibili, complete e veloci. Infatti il cliente di provenienza internet è abituato ad avere risposte veloci, esaustive e se possibile sul canale internet.
Quindi pensiamo ad un modello di sviluppo in cui tecnologia, marketing e servizio si integrano in un prodotto funzionale. Abbiamo chiesto ai nostri affiliati di fornire più informazioni possibili direttamente sul sito, correlando le inserzioni con foto, filmati, virtual tour, planimetrie.
Inoltre sono sempre più importanti per il nostro Gruppo Servizi di Newsletter e Sistemi di Web 2.0

Come si potrà integrare l’attività tradizionale con quella sul web?
Nel nostro modello IT i sistemi sono totalmente integrati il cliente che si registra via web è disponibile sui sistemi di CRM in uso alle agenzie e quindi tutte le attività di contatto che iniziano su web si perfezionano sul canale fisico.
Il segreto è lavorare con gli stessi standard qualitativi sia sul canale virtuale che sulla presenza capillare sul territorio e proprio per questo motivo le nostre proposte immobiliari sono esclusive e non duplicate.

Il sito. Quanti sono gli accessi e quanti contatti escono grazie alla presenza on line?
Attualmente il Gruppo Tecnocasa ha riorganizzato la presenza su internet integrando i propri brand in un nuovo portale unico che favorisce le interazioni e crea più opportunità di contatto, consentendo di ottimizzare le sinergie delle diverse reti immobiliari (Tecnocasa e Tecnorete) e creditizie (Kìron ed Epicas) a vantaggio del navigatore. Su questo portale si registrano 50.000 accessi al giorno e quasi 200 utenti al giorno si registrano per i nostri servizi e vengono certificati.
Cosa vuol dire utenti certificati?
Per garantire la qualità del servizio e il rispetto della privacy tutte le persone che vogliono registrarsi perché interessate ad un servizio (Vendo Casa, Cerco Case, mi interessa un mutuo, etc.) devono indicare la loro e-mail a cui arriverà un messaggio con la richiesta di certificare la registrazione.

Il pubblico italiano è diffidente, o la ricerca sul web della casa sta prendendo piede?
Indubbiamente anche in Italia Internet è ormai uno strumento quotidiano che viene utilizzato non solo per curiosità, informazione, cultura e aspetti ludici, ma per ottenere servizi, per accedere a informazioni utili e necessarie per gli acquisti o per le proprie esigenze.

I dati in nostro possesso ci dicono che il cliente è sempre più propenso ad utilizzare il Web come strumento di ricerca per la casa e che il nostro sito ha un livello di fidelizzazione molto alto. Ovviamente la casa non è un prodotto che si può comprare on line, pertanto emerge la forza del gruppo Tecnocasa che attraverso la sua rete fisica può concretizzare le richieste del cliente portando a conclusione dando un valido servizio al cliente.

Implementerete la presenza sul web?
Sicuramente con il nuovo portale abbiamo sviluppato una nuova piattaforma tecnologica sulla quale nel breve/medio periodo vogliamo rilasciare una serie di servizi innovativi nelle aree: turistico, cantieri e nuove costruzioni, etc.
In questo momento, l’Home Page presenta due motori di ricerca: uno per gli immobili e l’altro per la simulazione del calcolo del finanziamento, con la possibilità di arrivare con un solo click al risultato desiderato.
Meccanismi di autocomposizione permettono di compilare velocemente i campi essenziali che generano la ricerca di immobili. Il motore di ricerca lavora su un sistema d’indicizzazione che restituisce una risposta corredata da una percentuale di aderenza ai desideri dell’utente, consentendo un affinamento successivo molto preciso ed efficace in termini di: Area geografica di interesse (da 3 a 10 Km intorno alla zona scelta dal cliente); segmentazione degli immobili trovati per numero di Locali e categoria degli immobili; prezzi; Mq; informazioni sugli immobili nuovi o aggiornati
Il portale Tecnocasa è interattivo e consente al navigatore, utilizzando la tecnologia web 2.0, di personalizzare il sistema memorizzando le proprie preferenze nella sezione “MyHome”.
Il cliente ha la possibilità attraverso un tool di contatto di chiedere consulenza specializzata ai professionisti di Kìron ed Epicas, reti di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa.
Grazie al nuovo portale si vogliono presentare le potenzialità e la forza del Gruppo Tecnocasa.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Autore: Pierpaolo Molinengo

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Set 30

Secondo te quanto è importante la formazione nel settore immobiliare?

Ammettiamolo, in tanti credono che basti farsi un giro in rete per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno, ma poi si rendono conto che trovare qualcosa che abbia un valore non è così facile.

Internet è un mezzo fantastico per farsi conoscere, creare community, ma nonostante le numerose notizie diffuse dai social network, a conti fatti ci troviamo sempre con delle domande che non hanno avuto risposta!!!

Sicuramente anche tu ti sarai trovato a fare ricerche sulle aste giudiziarie, sul saldo a stralcio o sull’investimento immobiliare in generale e sicuramente avrai trovato delle informazioni superficiali o di poco conto.

Quante domande sono rimaste senza una risposta e quante informazioni erano ambigue o poco precise; e allora che fare?

Per chi vuole guadagnare con gli immobili la risposta c’è: si chiama Coaching Program Immobiliare ed è un programma formativo pensato per chi vuole conoscere tutto del mondo immobiliare e delle tecniche per guadagnare con gli immobili.

Il Coaching Program Immobiliare è un vero e proprio percorso di formazione che ti garantisce una preparazione completa e ti fornisce tutti gli strumenti necessari per operare fin da subito nel mondo dell’investimento immobiliare.

Ma andiamo al sodo, quali sono le coach che compongono l’intero programma?

  • Guadagnare con le Aste: si concentra sulla partecipazione, l’aggiudicazione e il trading relativo al business immobiliare che si può ottenere dalle aste giudiziarie.
  • Guadagnare con gli Stralci: ti prepara alla gestione di una trattativa di saldo a stralcio fornendoti il metodo vincente per concludere lo stralcio conseguendo il massimo profitto.
  • Guadagnare con la Giusta Mentalità: potrai imparare ad applicare l’intelligenza finanziaria per fare dell’immobile un vero e proprio business di successo.

Tutte le informazioni e i programmi delle singole coach puoi trovarli qui: http://www.investoinimmobili.it/formazione.html

Adesso puoi avere tutte le informazioni che ti servono in una sola coach e potrai usare il tuo tempo in modo da aumentare il tuo profitto!

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Set 26

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

« Dopo la sentenza, in data 23 settembre 2009, del Tribunale U.E. rischia di andare in pezzi tutto il sistema europeo impositivo dei tetti di emissione di gas serra.

L’operazione comporta costi individuali e sociali elevatissimi, senza equivalenti benefici sul piano della riduzione delle emissioni.

Perché nel mondo e nei diversi settori di attività si interviene a macchia di leopardo.

Infatti,non si attivano (o si attivano in modo diseguale) tutti i paesi ed all’interno dei singoli paesi le diverse regioni; e non si attivano tutti i settori economici.

E ciò è particolarmente grave in un momento di crisi economica: a fronte di attuali costi sociali ed individuali ingentissimi, scarsissimi sono i risultati ed il beneficio futuro assolutamente non proporzionato al sacrificio.

In questo quadro la nostra Regione, nell’attuare la legge nazionale, procede acriticamente con il rigidissimo sistema normativo delle certificazioni energetiche, prevedendo addirittura un pesante sistema sanzionatorio, in termini monetari.

Come se si trattasse di questione di ordine superiore.

Abbiamo visto che così non è: per averne una idea, basta andarsi a leggere la lettera spedita settimana scorsa dal nostro Premier alla Commissione Europea:
non può il nostro Paese essere costretto a portare avanti una azione (peraltro onerosissima sul piano delle sanzioni U.E.previste per le inadempienze: fino a 840 milioni nel 2012) che si faccia carico di risolvere i problemi del mondo intero.

La U.E., a strettissimo giro di posta risponde al Governo Italiano che i cosiddetti ” tetti” non sono negoziabili.

Questa posizione europea, fondata sul principio del “chi ha avuto ha avuto”, non ci pare accettabile.

In questo momento di congiuntura sfavorevole dell’economia chiediamo al Governo Italiano ed alle Regioni una moratoria di tutti i termini per le certificazioni energetiche degli edifici: chiamati a sobbarcarsi pesantemente i costi del risparmio energetico.

Queste procedure, per l’impatto negativo sui mercati immobiliari rischiano peraltro di avere una incidenza non positiva nelle dinamiche inflattive dell’economia.»

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Set 26

la stampa, lunedì 21 sett 09

il mutuo è più conveniente dell’’affitto. è quanto emerge dall’ultima indagine di mutuionline, che ha confrontato il costo dell’affitto con quello dell’’acquisto di un immobile nella periferia di roma e di milano, ipotizzando un mutuo al 100% o all’80%, con diverse soluzioni di tasso e di durata. per fare un esempio, a milano l’’affitto di un immobile valutato 106.000 euro costerebbe 700 euro/mese, mentre la rata di un mutuo al 100% andrebbe da un minimo di 404 euro per un variabile a 30 anni, fino a un massimo di 723 euro per un fisso a 20 anni. a parte la convenienza della rata rispetto al canone, il mutuo consente di accedere alla proprietà dell’immobile, mentre invece l’’affitto è una spesa pura a fronte della quale la famiglia non accumula alcun valore.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Idealista.it

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Set 24

Caro amico,

come promesso proseguo sull’argomento aste! Nello scorso post (che puoi leggere qui) ti ho parlato di cosa fare dopo l’aggiugicazione di un’asta, ma adesso vorrei affrontare un argomento che a molti sembra scomodo: l’aggiudicazione di un immobile già locato o facilmente affitabile!

Nel mondo del trading in immobili la possibilità di acquisire un immobile locato è bandita perchè si considera la locazione come un limite alla redditività dell’operazione.

Questa considerazione non tiene conto di una serie di vantaggi davvero interessanti.

Molte volte il fatto che l’immobile risulti locato non è affatto un danno, ma l’opportunità di concludere un affare redditizio. :)

Non sempre l’obiettivo ultimo di una operazione immobiliare è il trading. Molte persone hanno altre aspettative e fanno bene ad orientarsi sulla soluzione della locazione.

Infatti, per chi deve avvalersi di un mutuo per eseguire la prima operazione questa condizione può davvero risultare conveniente perchè permetterà di avere una entrata mensile che ti consentirà di generare cash flow automatico.

Fare affari senza soldi è possibile e grazie alle locazioni ancora più possibile!

Affittare il tuo immobile oppure acquisire un immobile già locato che rispetti la regola del 7% (di cui ho parlato qui) ti permetterà di:

  • concludere un affare redditizio a lungo termine
  • crearti un cash flow
  • iniziare a fare affari immobiliari senza un euro
  • far pagare ad altri i tuoi debiti
  • avere un immobile di tua proprietà messo a reddito continuo

Partire da zero è possibile e il settore immobiliare offre davvero innumerevoli opportunità per iniziare a creare un vero business!

Diventare ricco grazie agli immobili non è un qualcosa di irragiungibile, basta saper cogliere al volo le opportunità!

Fabrizio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
www.investoinimmobili.it
www.FabrizioTonelli.com

Tags: asta, asta giudiziaria, immobili locati, guadagnare con le locazioni, guadagnare con gli affitti

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Set 22

L’Ufficio Studi Gabetti ha elaborato i dati provenienti dalle oltre 800 agenzie immobiliari della rete Gabetti Franchising Agency, relativi al primo semestre dell’anno. Ne è emerso un quadro di mercato in leggero miglioramento, con segnali di fiducia e di ripresa.La diminuzione dei valori è rallentata, soprattutto nelle metropoli (-0.9% nel primo semestre del 2009), in un contesto di ridimensionamento sensibile del numero di transazioni. Nei capoluoghi la flessione è stata del 3.6% nel primo semestre 2009, rispetto al 4.0% del secondo semestre 2008: hanno tenuto meglio le zone centrali e prestigiose, rispetto a quelle periferiche e dell’hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta di nuovo.
Si stanno stabilizzando i prezzi a Milano (-1.9%) e Roma (-1.3%). Alcuni segmenti di acquirenti, come i piccoli investitori, si sono riaffacciati prudentemente sul mercato.

Per altre componenti di domanda, come le giovani coppie e i cittadini stranieri, la situazione potrebbe migliorare nei prossimi mesi, dopo che, a cavallo tra l’ultimo trimestre del 2008 e il primo trimestre del 2009, hanno dovuto scontare la forte stretta creditizia. In genere si è riscontrato, a partire da marzo, un aumento d’interesse di visite e di attività. Si sono rilevati dei cambiamenti nei comportamenti d’acquisto: in aumento la domanda di usato, di tagli più efficienti e la preferenza per una zona specifica non è più vincolante. Vengono valutate infatti sempre più spesso alternative con il budget di spesa disponibile. Per chiudere positivamente le trattative in media i proprietari devono concedere sconti, sul prezzo iniziale, nell’ordine del 15%.Si è manifestato un crescente interesse per il mercato locativo, in un contesto di leggera riduzione dei canoni.
Complessivamente hanno sofferto in misura superiore i quartieri e le metropoli ad elevata presenza di ceti medi e popolari, dove gli acquisti sono diminuiti e quelli effettuati sono stati di tagli più ridotti.

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Set 20

Secondo una recente ricerca Databnk-Cerved la crisi di liquidità del sistema e la riduzione delle compravendite immobiliari influenzano l’andamento del mercato anche nel 2009.
Si stima nel primo trimestre 2009 una contrazione dei mutui destinati all’acquisto della casa del 30%, calo influenzato anche da una riduzione delle compravendite immobiliari del 18,7%.
Nel primo trimestre 2009 si riducono anche i mutui innovativi (-10% circa) con un calo complessivo delle nuove erogazioni del 26%. Infatti da un lato le banche sono diventate più selettive nel proporre il mutuo di sostituzione, dall’altro la forte variabilità dei tassi e la diffusione generalizzata della rinegoziazione hanno ridotto la domanda di sostituzione.
Il fenomeno più rilevante dei primi mesi del 2009 è la forte restrizione adottata dagli erogatori nei confronti dei mutui raccolti dalle reti esterne. Si è notevolmente ridotta la percentuale di mutui che superano la fase di istruttoria (si è passati dal 60-70% al 30-40%) e questo ha determinato una forte riduzione dell’intermediato delle reti esterne (-60%), con chiusura di molti piccoli mediatori.
E’ ipotizzabile che nel corso dell’anno il mercato riprenda leggermente: da un lato dovrebbe ridursi il calo delle compravendite immobiliari e questo potrebbe contenere al 19/20% il calo dei mutui destinati all’acquisto della casa.
Inoltre il forte calo dei tassi farà crescere notevolmente la richiesta di mutui di sostituzione, con una crescita totale prevista per i mutui di sostituzione del 13-15%, mentre è prevista una sensibile riduzione per i mutui di consolidamento.

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Set 16

«Tipologie immobiliari innovative insediabili nel mercato italiano non residenziale» è il titolo dello studio congiunto realizzato da Associazione nazionale costruttori edili e Reag (Real Estate Advisory group), presentato in un workshop il 9 settembre a Roma, nella sede Ance di via Guattani.
La ricerca nasce in una fase di crisi internazionale, che da ottobre 2008 ha avuto ricadute evidenti anche sul mercato immobiliare italiano, caratterizzato oggi da un blocco delle operazioni causato dalle crescenti difficoltà di accesso al credito.
Proprio in questo scenario l’Ance ritiene strategico guardare al futuro: da qui la volontà di individuare nuove prospettive di investimento nel mercato delle costruzioni, sull’esempio di quanto sta avvenendo con successo in altri Paesi europei.

I CONTENUTI DELLA RICERCA
La ricerca Ance-Reag analizza il mercato non residenziale (uffici, commerciale, turistico-alberghiero, logistico-industriale) in 4 Paesi europei: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.
Paesi che, se da una parte sono confrontabili con l`Italia, in quanto economie «mature» nelle quali il settore immobiliare è consolidato, dall’altra hanno dimostrato una maggiore capacità di innovazione rispetto al nostro Paese.
Nuovi concept, mix di funzioni, tecnologie avanzate, elevate prestazioni ambientali sono, infatti, le caratteristiche comuni dei progetti stranieri esaminati (circa 40, con un approfondimento su 6 «casi di studio» ritenuti di particolare interesse in relazione al mercato immobiliare italiano).

Si tratta di interventi realizzati negli ultimi 5 anni o ancora in via di realizzazione, su progetti elaborati da professionisti prevalentemente locali, scelti quindi in quanto espressione specifica del Paese.
L’esame di tali progetti ha permesso di individuare gli aspetti innovativi in ciascuna realtà di riferimento, evidenziando la loro potenziale applicabilità al mercato italiano, generalmente conservativo anche a causa di normative tendenzialmente restrittive (che frenano ad esempio la possibilità di demolire e ricostruire, molto diffusa all’estero).

La ricerca ha puntato a ricostruire le tendenze di innovazione nei singoli comparti del non residenziale, evidenziando le principali caratteristiche di: localizzazione, tipologie e dimensioni prevalenti, standard costruttivi, tipologie di proprietà e di gestione, tendenze degli investitori.Questi i risultati dell’analisi comparata dei 4 Paesi. In Germania, dove i «green building» con tipologia a torre caratterizzano lo skyline delle principali città, è emersa una particolare attenzione agli aspetti della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.
In Spagna è risultata particolarmente evidente la ricerca di mix funzionali, mirati alla condivisione degli spazi per usi diversi e l’utilizzo di nuovi materiali e sistemi di facciata.

Prevalente, in Francia, è risultata la componente tecnologica, con una forte attenzione al miglioramento complessivo della vivibilità e fruibilità del luogo.
La particolarità del Regno Unito è la continuità del processo innovativo. I format realizzati hanno inoltre un carattere estremamente distintivo rispetto alle altre realà europee esaminate.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Set 12

Google il motore di ricerca piu utilizzato al mondo, altrettanto utilizzato nel settore immobiliare dagli utenti che cercano casa (6 milioni di italiani cercano ogni giorno casa su internet) ha integrato nuove funzionalità nella google map (al momento disponibile solo in Australia e Nuova Zelanda) che permette di inserire gratis gli elenchi degli immobili in vendita ed in affitto delle agenzie immobiliari e dei privati.

Quindi l’utente che sta cercando su google l’immobile si troverà una lista di case in google map selezionabili in modo molto più semplice grazie alla visualizzazione su mappa, senza contare tutte le varie possibilità che google map potrebbe integrare come la visualizzazione con satellite, mappa stradale, street view ecc…

La chicca di questa nuova applicazione di google per il settore immobiliare è l’aggiornamento in tempo reale degli immobili sulla mappa.

Questa applicazione potrebbe rivoluzionare il metodo di ricerca delle case online, in quanto potrebbe far “saltare” il portale immobiliare, effettuando le ricerche di casa online direttamente su google map.

C’è chi pensa che questa nuova funzionalità di Google per il settore immobiliare potrebbe danneggiare le agenzie immobiliari, poiché consentirebbe ai privati di avere un potente strumento per vendere casa senza la mediazione dell’agenzia.

Opportunità o Svantaggio per gli Agenti Immobiliari?

Secondo il mio modesto parere, come tutte le innovazioni, se le si sa cogliere non possono che essere un’opportunità per crescere. Il mercato è in continua mutazione e la concorrenza sempre più competitiva, quindi bisogna sempre aggiornarsi e stare al passo per non essere sopraffatti.

La professionalità delle agenzie immobiliari farà sempre la differenza.

Mentre per quanto riguarda i portali di annunci immobiliari, anch’essi potranno sfruttare positivamente l’applicazione come già avviene per l’attuale utilizzo della google map nelle schede immobiliari.

Il mercato italiano, o meglio, gli agenti immobiliari e le grandi reti di Franchising immobiliare sfrutteranno questa opportunità? O dovremo (come al solito) aspettare che ci sia arrivato tutto il mondo prima di usufruirne anche noi porveri italiani mangia pizza, scuri, bassi, con i baffi e suonatori di mandolino?

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Set 12

L’ufficio studi UBH ha elaborato un aggiornamento a settembre 2009 sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano. Confrontando il primo semestre del 2009 con lo stesso periodo del 2008 si rilevano prezzi in calo in tutte le grandi città, un nuovo allungamento dei tempi medi di vendita e forbice fra prezzo d’offerta e prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.

«La fase di aggiustamento dei prezzi continua anche nel primo semestre, l’incidenza di perdita di valore degli immobili in questa prima parte del 2009 è stata però attutita da un tasso di inflazione vicino allo zero. Il mercato del prodotto obsoleto e da ristrutturare sconta maggiormente la debolezza della domanda e i prezzi offerti vengono mediamente trattati sino ad arrivare al 15% di ribasso (con punte del 20%) prima della chiusura delle transazioni.

In molte aree urbane del Paese si è in pratica tornati ai livelli dei prezzi della prima metà del 2007. Sui prodotti ristrutturati, le correzioni sono minori, inferiori al 5,0% nominale annuale, ma, allontanandosi del centro verso la periferia delle principali città metropolitane, la media dei prezzi torna a far segnare dei ribassi vicini al 10,0%, soprattutto all’interno dei comuni dell’hinterland metropolitano dove è presente in maniera più accentuata l’attività edilizia delle nuove costruzioni», commenta Alessandro Ghisolfi, direttore dell’ufficio studi UBH.
Rispetto allo stesso periodo del 2008 i valori delle abitazioni nuove sono calati da un minimo del 3,5% ad un massimo del 10,0% partendo dalle aree urbane centrali sino a quelle più periferiche, incluse le cittadine dell’hinterland metropolitano, dove sono i nuovi cantieri a soffrire maggiormente.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Set 12

In rete è abbastanza facile trovare del materiale sul come partecipare ad un’asta, il difficile è trovare del materiale veramente esplicativo su quello che si deve fare dopo l’aggiudicazione!

Proprio ieri un mio amico mi ha telefonato chiedendomi consiglio su una sua recente aggiudicazione, da qui la curiosità di cercare in rete e la scoperta della quasi totale assenza di informazioni!

Anche tu in fin dei conti sei arrivato a leggere questo post proprio perchè desideravi trovare questo tipo di informazioni. Sicuramente hai cercato in rete e sicuramente anche tu ti sei accorto che è davvero difficile trovare notizie su questo argomento.

Ebook Guadagnare con le Aste” il solo ebook che ti permetterà di partecipare ad un’asta, aggiudicartela e farla diventare il tuo affare!

E quindi cosa fare dopo essersi aggiudicata l’asta?

In Italia si sa la burocrazia non è proprio celere e quindi purtroppo la parola d’ordine è astettare, ma non stare con le mani in mano!

  • Devi attendere 10 giorni nei quali può essere effettuato il rilancio di 1/6 che potrebbe mettere in discussione tutto.
  • Se questo non avviene devi effettuare il saldo del prezzo,
  • E adesso non devi far altro che aspettare il decreto di trasferimento!

E se l’immobile è locato? Allora cosa bisogna fare?

Scoprilo nel nuovo post!

Ebook “Guadagnare con le Aste Immobiliari” è la tua guida al mondo delle aste immobiliari.

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
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www.FabrizioTonelli.com

Tags: aste immobiliari, aste giudiziarie, cosa succede dopo l’asta, cosa fare dopo l’aggiudicazione dell’asta

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Set 10

Forse il mercato immobiliare americano è giunto a un punto di svolta: i prezzi delle case sono vicini al fondo e dal 2010 dovrebbero ritornare a salire. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Reuters, in base al quale la maggior parte degli economisti ritiene che l’economia tornerà a girare anche senza il sostegno dell’immobiliare. Secondo le stime degli osservatori l’indice dei prezzi Standard & Poor’s/Case-Shiller 20 calerà quest’anno del 14%, per poi salire del 2% il prossimo anno.

Ricordiamo che i prezzi delle case unifamiliari negli Stati Uniti sono saliti a giugno per il secondo mese consecutivo. Gli indici S&P/Case-Shiller per 10 e 20 aree metropolitane sono aumentati entrambi dell’1,4% a giugno da maggio, quasi il triplo del +0,5% segnato il mese precedente.

Il rialzo di maggio era stato il primo in quasi tre anni. La previsione per giugno era di un aumento dei prezzi di 0,2%. Nel secondo trimestre l’indice nazionale dei prezzi delle case ha registrato una flessione del 14,9% contro il calo del 19,1% su anno del primo trimestre. Tuttavia, rispetto al primo trimestre, i prezzi sono saliti del 2,9%, registrando il primo aumento in tre anni.

I dati di giugno mostrano una inversione di tendenza impressionante ma è difficile dire se saranno sostenibili, ha commentato alla Cnbc l’economista Robert Shiller.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratutita

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Set 10

Cari amici,

Con questo post voglio farti conoscere una nuova opportunità che il mio Gruppo Immobiliare ha ideato per Te che vuoi davvero fare Business con gli Immobili.

Il Progetto Real Estate Investing è la possibilità concreta di entrare a far parte, in modo attivo, di un gruppo in espansione che ti garantirà la concretezza di operare nel settore immobiliare conseguendo alti profitti.

Mio caro amico so che se stai leggendo questo post è perchè sei un esperto nel settore immobiliare o perchè conosci perfettamente le potenzialità di rendimento che l’immobile garantisce.

Proprio per Tali motivi il progetto Real Estate Investing è quello che fa per te.

Aderire come socio al Real Estate Investisting per te significa che:

  • entrerai a far parte di un gruppo di soci fortemente orietati al business ed al trading in immobili
  • potrai conseguire alti profitti dalle operazioni portate avanti dalla società
  • avrai la sicurezza di essere supportato sempre da Gruppo S.A.P
  • diventerai socio di capitali ottenendo il vantaggio di concludere operazioni che ti faranno guadagnare davvero molto
  • sftutterai il Know How del gruppo e saprai che gli affari che porterai a termine sono davvero ottimi affari

Non perdere l’occasione di entrare del

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Clicca qui e scopri i dettagli del progetto

Fabrizio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
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Tags: diventare socio società investimenti immobiliari, società investimenti immobiliari, investimenti ad alto rendimento, investire in immobili, business immobiliare, opportunità settore immobiliare

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Set 08

Il Presidente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici intervistato al Workshop Ambrosetti di Cernobbio da Radiocor 24 Ore

Invito alle banche: non solo finanziamento industriale e per la grande produzione edilizia e moratoria dei debiti per le imprese, ma anche potenziamento del credito a sostegno delle spese delle famiglie nel comparto immobiliare.

Cernobbio – Il Presidente di Assoedilizia e Vice Presidente di Confedilizia avv. Achille Colombo Clerici, intervistato da Radiocor 24 ore sulle prospettive di ripresa dell’economia nazionale, ha indicato nell’azione delle banche un elemento fondante per il dopo crisi.

“Rivolgo un invito alle banche: non privilegiare esclusivamente il credito alla produzione industriale o ai grandi progetti edilizi.

Ma sostenere l’investimento delle famiglie nella casa potenziando il sistema dei mutui per l’acquisto e per le opere conseguenti agli interventi attuativi del cosiddetto piano-casa per le ristrutturazioni e gli ampliamenti volumetrici”.

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Set 06

Cari amici,

oggi voglio fare una riflessione sull’essere imprenditore e su come gestire al meglio il rischio o le situazioni critiche.

Le coaching sono le occasioni migliori che ho per parlare a tu per tu con qualcuno che vuole imparare a raggiungere la propria libertà finanziaria ed inizia da un momento di formazione il suo percorso.

Molto spesso sono persone che già sono pratiche del settore immobiliare e desiderano fare un salto di qualità, altre volte mi confronto con chi ha deciso di dare un taglio diverso alla propria vita ed ha iniziato ad agire per raggiungere i suoi obiettivi.

Nostante la diversità delle persone una osservazione comune è la seguente

“Come fai tu a gestire il rischio?”

“Come fai ad essere sicuro del tuo investimento?”

“Come fai a controllare l’adrenalina e a non sbagliare?”

Tutte queste domande mi fanno riflettere sul fatto che molte persone, pur avendo le capacità non agiscono per PAURA.

La paura è il peggiore di tutti i mali soprattutto in questo settore perchè limita la mente e ti rende incapace di compiere i passi necessari alla realizzazione dei tuoi obiettivi.

Non avere il controllo di sé stessi e non riuscire a focalizzarsi sulle priorità e sulla destinazione del tuo percorso possono influire moltissimo sull’andamento delle cose e magari fare la netta differenza tra il successo e l’insuccesso.

Come fare allora per superare questo ostacolo?

Come imparare a gestire il rischio?

Personalmente ho elaborato un metodo che mi accompagna da molti anni con il quale sono riuscito ad affrontare moltre problematiche legate appunto al rischio o alla necessità di agire:

  • Silenzio: cerco un luogo dove poter riflettere e dove mi senta completamente a mio agio.

  • Tempo: dedico del tempo alla mia decisione. Lasciarsi prendere dall’adrenalina del nomento è il primo segnale che ti stai allontanando dal tuo obiettivo finale. Fermati e dedica del tempo alla tua decisione.

  • Mappa Mentale: é il punto più importante e delicato. Devi riuscire ad abbandonare le paure, i sè ed i ma e mettere nero su bianco l’obiettivo da raggiungere, gli ostacoli da affrontare, il modo in cui agirai. In una sola parola devi RAZIONALIZZARE e fare una vera e propria mappa che costituirà la base del tuo processio decisionale e di azione.

  • Studio: Dopo aver creato la mappa ti devi concentrare sui fatti positivi e sulle cose che hai già capito o che sai come affrontare. Poi devi passare a cio che devi risolvere e fare una scaletta delle tue priorità stabilendo quindi azione dopo azione il percorso che seguirai.

  • Azione: adesso l’obiettivo è chiaro, i punti oscuri chiariti quindi … AGISCI! E’ tempo di srollarsi i timori di dosso e di trasformare il tuo pensiero in fatti. RAGGIUNGI IL TUO OBIETTIVO!

Sapere esattamente quello che devi fare, come farlo, quando farlo e in che modo minimizza il rischio di incappare in situazioni che ci portino lontane dall’obiettivo.

Avere una meta finale è davvero una gran cosa, ma non basta solo “averla” bisogna raggiungerla!

Never goal is a goal if you don’t know how to get it!

Fabrizio

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Tags: gestire il rischio, pnl, raggiungele obiettivo

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Set 04

di Pierpaolo Molinengo
Il Sunia ha effettuato un’indagine su un campione di circa 5.000 offerte di locazione pubblicate nel primo semestre 2009: il canone medio riferito ad un’abitazione di circa 80 mq. nei grandi centri urbani è risultato pari a 1.030,00 euro mensili.
- i monolocali rappresentano il 20% delle offerte: i canoni maggiori sono richiesti per le zone centrali e intermedie a Roma e Venezia (1.100,00 e 1.000,00 euro nel primo caso, 800,00 e 900,00 nel secondo), per quelle periferiche a Venezia e Milano (rispettivamente 820,00 e 700,00 euro);
- i bilocali rappresentano il 42% delle offerte: i canoni maggiori sono richiesti a Venezia e Milano (1.500,00 euro per le zone centrali, 1.300,00 e 1.050,00 per le zone intermedie, 900,00 e 850,00 per quelle in periferia);
- i trilocali rappresentano il 35% delle offerte: i canoni più alti sono richiesti sempre a Venezia e Milano (2.000,00 e 1.900,00 euro per le zone centrali, 1.500,00 e 1.380,00 per le zone intermedie, 1.200,00 e 1.100,00 per quelle in periferia).
Nel periodo 1999-2008 i canoni rilevati dalle offerte di mercato hanno subito un aumento medio del 150% con punte più alte nei grandi centri urbani: (nel 2003 e nel 2007 gli aumenti percentuali maggiori, +10% circa rispetto agli anni precedenti).
«E’ necessario un intervento per abbassare il livello degli affitti; - ha commentato il Segretario Generale del Sunia, Franco Chiriaco - i dati che abbiamo rilevato negli ultimi sei mesi segnalano due elementi: il significativo calo dei valori immobiliari non ha trascinato un analogo ribasso dei canoni richiesti dall’offerta in locazione; l’impossibilità di incontro agli attuali livelli di affitto tra la capacità reddituale della domanda e le aspettative dell’offerta, confermata peraltro dall’impennata degli sfratti per morosità degli ultimi anni. E’ necessario quindi, che il Governo apra al più presto un tavolo di confronto per mettere mano alla riforma del regime delle locazioni, alla fiscalità di settore ed alle misure di sostegno alla domanda debole a partire dalle famiglie sottoposte a sfratto per morosità».

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Set 02

Caro amico,

Voglio concludere questo caldo Agosto con un post davvero bollente!

Nel settore immobiliare molti sono gli argomenti che scatenano nei meno preparati e nei più scettici polemiche e discussioni. L’argomento che affronterò in questo post, forse, è il più delicato di tutti ed è sicuramente quello che fa accendere più discussioni.

Si possono fare affari immobiliari senza possedere grandi capitali?

Questa domanda sconvolge davvero i più che non credono che questo obiettivo sia realizzabile e fa scattare sull’attenti chiunque pensi che sia una esagerazione o una elaborazione di marketing creata per illudere che il settore immobiliare sia un paniere dalle uova d’oro che si possono cogliere senza sforzi.

Questa frase emblematica non è però una esagerazione!

Fare affari senza grandi capitali è possibile!

Come?

In 2 modi diversi:

  • Facendo trading immobiliare veloce
  • Trovando investitori

Nel primo caso la cosa davvero importante è far coincidere l’acquisizione di un affare con il reperimento di un acquirente, quindi si parla ovviamente di cessione di compromesso.

Cedendo il proprio compromesso non dovrai preoccuparti di versare il capitale necessario ad acquistare l’immobile per intero, ma dovrai solo occuparti di fermare l’immobile con una caparra per cedere l’acquisto a terzi guadagando sulla differenza di prezzo.

Per approfondire la cessione di compromesso ti consiglio di leggere un post che ho scritto mon molto tempo fa. Clicca qui

Il secondo caso è altrettanto interessante.

Se sei un appassionato nel settore ed hai la capacità di riconoscere un affare ad occhi chiusi puoi indviduare investitori a cui proporre l’affare.

Se tu non hai capitale, la cosa migliore da fare è far soldi con il capitale altrui. Che sia un istituto di credito o che siano amici, colleghi, persone alle quali hai presentato il tuo progetto, l’importante è avere per le mani un affare che ti consenta di raggiungere i tuoi obiettivi di guadagno!

Stai pensando che questa esconda possibilità è impossibile da realizzare?

Lascia che ti dica una cosa… Se tu no sei il primo a credere fortemente in un progetto, allora nessuno ci crederà mai!

  • Studia la situazione
  • Stila un prospetto di quali azioni farai e come le farai
  • Pianifica il lavoro
  • Fai ricerche di mercato
  • Avvalora la tua intuizione e dimostra che il tuo affare è davvero un affare
  • Anticipa le domande e pensa subito a cosa farai dopo aver acquisito l’immobile
  • Stila un business plan e fai notare subito ai tuoi investitori che il tuo affare garantirà un ROI e un ROE interessante

Questa è la chiave per raggiungere la tua libertà finanziaria! Il mercato immobiliare offre moltissime possibilità… Cogli la tua!

Fare affari senza denaro non è impossibile il segreto è crederci!

Alla prossima,

Fabrizio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
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Tags: libertà finanziaria, leva finanziaria, fare affari senza soldi

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Ago 31

A s s o e d i l i z i a

Dal Corriere della Sera del 27 agosto 2009:
“Il Comune di Milano sta verificando se c’è la possibilita’ di inserire nel P.G.T. (Piano di Governo del Territorio) vincoli di destinazione d’uso per gli edifici che ospitano le botteghe storiche.
Perche’ altro tipo di vincoli non ha funzionato: come quello della Sovrintendenza sugli arredi.”

Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

« Per affrontare compiutamente e con qualche probabilita’ di buon esito il problema dei negozi storici occorre avere presenti i termini della questione: interessi in gioco e dinamiche in grado di generare il fenomeno.

Gli interessi sono di tre ordini:

-A) quello collettivo-pubblico al mantenimento nella citta’ di attivita’commerciali affascinanti e qualificanti sul piano culturale e storico.

Chi non ricorda i casi emblematici della nostra Milano? Il vecchio carbonaio in Via s. Maurilio, la bottega di cordami e granaglie in piazza S. Stefano.
E le mercerie oggi pressoche’ scomparse.

-B) quello degli esercenti le attivita’; che si trovano di fronte al dilemma di accettare ” buonuscite” milionarie in euro (non previste da alcuna legge, ma che sono di prassi diffusissima nel settore) e di andarsene piantando baracca e burattini ovvero di tirare a campare continuando attivita’ spesse volte antieconomiche.

-C) quello dei proprietari locatori dell’immobile che non devono e non possono subire vincoli autoritativi preordinati al mantenimento di attivita’ che, se non sono convenienti per chi gia’ le esercita, non si capisce come possano risultare tali per chi eventualmente subentra nella loro gestione.

In vero, non c’è attivita’ commerciale diseconomica che possa esser mantenuta in vita “per decreto”.

Il problema della sopravvivenza dei negozi storici, nasce soprattutto dal distorcente fenomeno delle “buonuscite”; cioè quei versamenti plurimilionari che intervengono o per compensare il commerciante che lascia liberi locali particolarmente appetiti sul piano dell’immagine o dell’indirizzo “griffato”; ovvero all’atto della cessione del contratto di locazione insieme all’azienda o al ramo d’azienda e che incidono pesantissimamente, per anni ed anni, come una vera “ipoteca”, sulla gestione economica dell’azienda stessa cessionaria che prosegue nell’attivita’.

Un vero e proprio doppio dell’ affitto.

Altro che affitti commerciali cari!

Meccanismo di buonuscita al quale peraltro il proprietario locatore è completamente estraneo.

Gli affitti commerciali, è bene ricordarlo, sono protetti da meccanismi legislativi volti ad impedirne il rincaro alla scadenza contrattuale. In sede di rinnovo del contratto, (dopo dodici anni di vigenza) i canoni possono si’ essere aumentati; ma, se l’esercente non accetta, il proprietario gli deve un anno e mezzo del canone pattuito a titolo di indennita’ di avviamento.

Mentre l’offerta della “buonuscita” (peraltro soggetta ad un trattamento fiscale vantaggioso, per non dire dei casi di versamenti “ufficiosi”) a chi esercita un’attività commerciale, laboriosa e soggetta ad oneri amministrativi e tributari gravosi, da parte di operatori che spesso mirano ad acquisire punti commerciali strategici (“indirizzi griffati”) ai fini di un ritorno di immagine che surroghi la credibilità e la attrattività storica tanto premianti in certi settori; l’offerta di buonuscita dunque è in grado di minare qualsiasi resistenza e qualsiasi ragione affettiva di chi gestisce antiche attività, pur ricche di fascino e di tradizioni.

E’ dunque sul meccanismo distorcente delle “buonuscite” che occorre incidere in prima istanza per impedire cessazioni di attività e trasformazioni di beni aziendali commerciali (anche aventi valore di beni culturali).

Venendo poi al vincolo sull’immobile quale bene culturale (che il Comune di Milano vorrebbe introdurre con il P.G.T.) per mantenere l’attività, o eventualmente sull’insegna, sugli arredi del negozio e quant’altro, debbo dire che questa misura, come ha sancito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 94 del 2003 non può essere applicata tout court, perché si tradurrebbe in un vincolo espropriativo, non accompagnato da un adeguato indennizzo.
Il che non è consentito nel nostro ordinamento giuridico; nel quale vige dunque il principio secondo cui, se il raggiungimento dell’interesse pubblico comporta il sacrificio di un diritto soggettivo di un privato, quest’ultimo va indennizzato.

Il vincolo può esser conseguente solo al consenso del proprietario.

In tal senso si è orientata la legge della Regione Lazio che ha altresì previsto un finanziamento regionale per chi richieda l’apposizione del vincolo stesso.»

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.com

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Ago 29

Comprar casa a Milano tramite un’agenzia? Sono oltre 7.000 gli agenti immobiliari (tra persone fisiche e società) abilitati all’esercizio dell’attività grazie all’iscrizione all’albo professionale degli agenti di affari in mediazione tenuto dalla Camera di commercio di Milano.

Ma le iscrizioni nel 2008 hanno subito una battuta d’arresto: -36% rispetto a quelle del 2007. Tra le possibili cause: la crisi, le nuove modalità più selettive nello svolgimento dell’esame, la diminuzione delle compravendite (-20% in un anno come emerge dalle ultime rilevazioni semestrali dalla Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio in collaborazione con FIMAA Milano). Ma nel 2009, se continuerà il trend del primo quadrimestre (185), dovrebbe esserci una piccola ripresa nel numero delle iscrizioni. I risultati emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati forniti dal proprio Servizio Albi, Ruoli ed Elenchi - Albo Agenti di affari in mediazione.

E sono un centinaio circa all’anno le segnalazioni per scorretto esercizio dell’attività di agente immobiliare prese in esame dalla Commissione di vigilanza costituita da membri di giunta e funzionari della Camera di commercio di Milano. Il 60% di questi contenziosi vengono archiviati perché si trova un accordo tra le parti o non sussistono presupposti sufficienti per procedere, mentre il 40% dà origine a provvedimenti sanzionatori decisi dalla Giunta della Camera di commercio che, solitamente, si traducono in una sospensione dall’albo da 1 a 6 mesi. Eventuali sanzioni pecuniarie sono invece di competenza comunale.

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Ago 27

L’Istat ha presentato i risultati della rilevazione “Dati ambientali nelle città” che, oltre agli Uffici di statistica comunali, ha coinvolto altri organismi operanti sul territorio comunale.
Nel 2008, gli indicatori analizzati nei comuni capoluogo di provincia evidenziano, in linea generale, sensibili miglioramenti rispetto all’anno precedente.
Si segnalano in positivo la contrazione della raccolta totale dei rifiuti urbani
( -1,1%), l’aumento delle quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato (+3,0%), della domanda di trasporto pubblico (+2,2%), nonché una riduzione del consumo d’acqua per uso domestico (-1,9%).
Di contro, nell’ultimo anno, cresce il numero di motocicli per mille abitanti (+3,7%), il consumo di energia elettrica per uso domestico (+0,7%) e il consumo di gas metano per uso domestico e per riscaldamento (+7,7%)
Una variazione meno sensibile si registra per il tasso di motorizzazione (+0,2%), mentre la densità di verde urbano è pressoché costante (+0,03 punti percentuali).
Nel 2008 è migliorata anche la qualità dell’aria, malgrado il numero di giorni di superamento del livello per il Pm10 (particolato con diametro minore di 10 micron) sia ancora elevato rispetto a quello previsto dalla normativa vigente (D.M. 60/2002). Infatti, nei 100 comuni che effettuano il monitoraggio del PM10, le centraline di qualità dell’aria hanno segnalato mediamente un numero massimo dei superamenti del limite pari a 60,6 giorni, con un decremento del 16,8% rispetto all’anno precedente, ma sempre molto al di sopra dei 35 consentiti.
La maggiore sensibilità sulle tematiche ambientali ed energetiche dei 111 comuni capoluogo è evidenziata dal fatto che, nel 2008, 23 comuni contro i 7 del 2000 hanno fatto ricorso al teleriscaldamento. Sugli edifici pubblici, inoltre, sono stati installati pannelli solari termici in 46 comuni, contro i 3 del 2000, e pannelli fotovoltaici in 61 comuni, quando nel 2000 solo Palermo adottava tale soluzione. Nel 2008 continuano gli interventi di tutela ambientale messi in atto dalle amministrazioni pubbliche: sono 102 i capoluoghi di provincia che dispongono di centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria (rispetto al 2007 si aggiunge Enna); aumentano, rispetto all’anno precedente, i comuni dotati di una zonizzazione acustica del territorio (+7,9%), di un piano energetico comunale (+16,7%), di un censimento del verde urbano (+2,5%), nonché quelli nei quali tutta la popolazione è servita dalla raccolta differenziata dei rifiuti (+2,2%). Rimangono stabili, rispetto al 2007, sia i comuni che hanno approvato un piano urbano del traffico sia quelli che dispongono di un piano del verde urbano.

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Ago 27

Carissimo amico,

Dopo lo stop delle vacanze che mi ha portato lontano, sono tornato con più idee che mai!

Il primo post del dopo vacanza lo dedico ad un mio amico con il quale ho scambiato una interessante conversazione tramite facebook e che mi ha fatto riflettere su quanto poco si sappia sulle locazioni immobiliari.

Un argomento molto interessante, ma di cui si parla poco sono gli immobili da mettere a reddito e oggi voglio rivelarti il segreto che uso nei miei affari!

Le locazioni sono, infatti, un buon investimento se si è in grado di riconoscere gli immobili che possano garantire una rendita interessante.

Come svelo nell’ebook “Guadagnare con le Aste Immobiliari” esistono dei trucchi per poter riconoscere un affare da un immobile che invece non consentirà di raggiungere l’obiettivo!

La regola base su cui mi baso sempre e che consiglio a tutti è la seguente:

La locazione deve portare una rendita > del 7% annuo!

In parole povere se un immobile vale 100.000€ l’affitto annuo deve essere maggiore o uguale a 7.000€

Da questa mia affermazione è sorta una riflessione molto interessante e la domanda del mio amico: “Come posso individuare immobili che mi diano una rendita annua tanto alta?”

La mia risposta è stata semplice:

  • screening accuratissimo delle aste e
  • conoscenza del territorio

Come ho scritto al mio amico, se il tuo obiettivo è una rendita continua, devi seguire 5 regole che ti consentiranno di conseguire il tuo affare!

1. Fare una indagine sugli affitti: devi crearti una griglia divisa per zone e tipologia di immobile in cui annotare i prezzi degli affitti,

2. Fare una indagine sul prezzo di acquisto: nella stessa griglia annota i prezzi di mercato a cui potresti acquistare l’immobile,

3. Individua la tipologia di immobile che puoi acquistare al prezzo più basso e che ti dia in proporzione la rendita più interessante,

4. Cerca il tuo immobile alle aste giudiziare per acquistarlo ad un prezzo vantaggioso,

5. Creati la tua rendita annua profiqua affittando il tuo immobile!

La regola del 7% rende le locazioni davvero molto interessanti e le rende un business da rivalutare o da affiancare all’immancabile trading!

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio di leggere “Guadagnare con le Aste Immobiliari“, l’ebook interamente dedicato al mondo delle aste immobiliari e degli affari all’asta!

Fai degli immobili il tuo business!

Fabrizio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
http://www.investoinimmobili.it/
www.FabrizioTonelli.com

Tags: immobili a reddito, locazioni immobiliari, mettere un immobile a reddito

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Ago 19

Salvatore Coddetta, uno dei massimi esperti per la formazione nel settore immobiliare e Master Trainer di FormaReal Estate, illustra le tre caratteristiche comuni a tutti gli agenti immobiliari di successo. Il video è un estratto dal libro di salvatore Coddetta “Strategie di acquisizione e vendita immobiliare”, edito da Franco Angeli, aprile 2008.

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Ago 09

Dei diversi segmenti di mercato immobiliare quello che riguarda le case di campagna e i rustici è quello che ha tenuto meglio, con quotazioni stabili rispetto ad un anno fa. I motivi sono diversi. Il primo è che in questi contesti non vi è un surplus di offerta di nuovi immobili. Vanno poi considerati i costi di queste soluzioni, che sono relativamente bassi, rispetto a quelli medi che si incontrano nelle loro province.

I rustici sono stati di conseguenza meno penalizzati dalla stretta creditizia in atto. Un altro elemento è fornito da una componente di domanda in età di pensione, quota crescente in Italia, che decide di cambiare stile di vita o di tornare al paese natio.

Sono soluzioni privilegiate peraltro dalle nuove tendenze in atto, di turismo enogastronomico, di ricerca di agriturismi, di vita a contatto con la natura e spesso sono collocate a 15-20 minuti dal mare, consentendo comunque qualche puntata sulla costa.

In questo segmento poi anche gli stranieri (inglesi, tedeschi, olandesi, etc) giocano un ruolo importante.
I tagli ideali richiesti sono intorno ai 100 mq, con spazi verdi e una certa privacy.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

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Ago 07

Secondo il II Rapporto Nomisma 2009 sul mercato immobiliare è proseguita, nel primo semestre del 2009, la fase negativa del settore immobiliare ma, dopo un 2009 ancora improntato alla flessione del mercato nel 2010 si dovrebbe registrare un certo miglioramento rispetto alla situazione attuale, in stretta correlazione con la recente ripresa di fiducia da parte delle imprese e delle famiglie che, assieme all’auspicata stabilizzazione del mercato finanziario, potrà costituire il volano per il riavvio, ancorché graduale, del quadro macroeconomico e del mercato immobiliare. La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un’abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (si tratta di circa 3,5 milioni di famiglie che salgono a oltre 7 se si aggiungono anche quelle “poco interessate). La motivazione per l’acquisto dell’abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), per seconda casa (8,6%), mentre è in forte ascesa la spinta all’investimento - erano poco meno del 12% l’anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17%, un balzo in avanti di circa il 40%. Con riferimento ai prezzi, si tratta del secondo semestre consecutivo in cui i valori stanno volgendo verso il basso, mentre sono in piena flessione uffici e negozi. Rimane al momento indenne dal calo il segmento dei box auto. Per le abitazioni si tratta di una flessione del -2,5% nel I semestre 2009, che fa seguito alla riduzione del -1% della fine del 2008 e che si traduce nel -3,5% su base annua (-4,4% al netto dell’inflazione). Gli operatori immobiliari reputano che il punto più basso del mercato abitativo, sotto il profilo del numero delle compravendite, sia stato ormai quasi raggiunto e viene segnalato un certo ritorno di interesse all’acquisto, motivato anche dalla possibilità di pagare prezzi più bassi e scontati rispetto al passato. Tale valutazione influenza la previsione su volumi che, nel 2009, potrebbero attestarsi attorno alle 600 mila abitazioni compravendute, ovvero quasi 250 mila abitazioni in meno rispetto al valore raggiunto prima della crisi nel 2007. I prezzi delle abitazioni, già calati su base annua del 3,5% (e semestrale del 2,5%) a fine 2009, potrebbero quest’anno risultare più bassi, rispetto all’anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, stante la previsione macroeconomica che pone la crescita solo alla fine di quell’anno, i prezzi potrebbero subire una ulteriore, contenuta, flessione nell’ordine del 2-3%. Dal 2011 l’intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere, accompagnando la crescita prevista per l’economia del Paese.
Secondo il Centro Studi Confindustria continua a ritmi sostenuti la diminuzione dei prezzi delle case. E’ accelerata nel primo trimestre 2009 nei Paesi dove più estesa è stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92% (contro il -6,62% del trimestre precedente), Irlanda -2,96% (-2,47%) e Spagna -3,02% (-2,42%). In Italia nel 2008 i prezzi delle abitazioni si sono ridotti mediamente del 2,4% rispetto al 2007 e nel 2009 si stima un’ulteriore contrazione del 9% dopo un primo trimestre in diminuzione del 4,5% e un secondo del 3,9%. Il numero di transazioni immobiliari nel segmento residenziale è diminuito del 15,1% nel 2008 e per il 2009 è stimata una nuova riduzione del 20%, che riporta i livelli ai valori di inizio anni 2000. L’aggiustamento frenerà la ripresa: deprime il settore edilizio riduce la ricchezza e accresce la prudenza delle banche nel concedere prestiti ipotecari.
Il mercato immobiliare italiano sta cambiando: la parola d’ordine per il 38% dei potenziali acquirenti, soprattutto per gli uomini, è “acquisto di sostituzione”. Le donne, invece, tendono maggiormente all’acquisto della prima casa. Sono questi il principale dato sottolineato dall’analisi sull’andamento del settore nel primo semestre 2009 effettuata dall’Ufficio Studi di Replat, che ha focalizzato l’attenzione tanto sull’analisi delle oltre 200.000 richieste d’acquisto presenti sulla piattaforma di collaborazione tra agenti immobiliari, quanto sui dati dell’Indice che compara i valori della domanda e dell’offerta da un anno all’altro. In particolare, dallo studio è emerso che al Nord gli uomini cercano casa più delle donne: 78% contro 22%. Questo 78% è compreso nella fascia di età che va dai 35 ai 42 anni ed è costituito per lo più da imprenditori e medici. Per le donne la fascia d’età rimane invariata ma cambiano le professioni di riferimento: sono soprattutto architetti e titolari di attività commerciali coloro che si rivolgono a un’agenzia. Al Centro, invece, la forbice diminuisce ma risultato e fascia d’età non cambiano: gli uomini che cercano casa sono il 64% - soprattutto diplomatici, ministeriali, piloti e forze dell’ordine - contro il 36% di donne, avvocati, bancarie o commercialiste. Ancora diverso il panorama al Sud: l’età di chi cerca casa varia dai 42 ai 50 anni, tornano ad aumentare gli uomini rispetto alle donne - 73% contro 25% - e variano le professioni degli acquirenti: imprenditori edili e professori tra gli uomini; dipendenti pubblici e insegnanti tra le donne. Il ricorso al mutuo si conferma massiccio (79%) come si conferma la predilezione per bilocali e trilocali, sia nei grandi centri che in periferia, che insieme fanno oltre il 70% del mercato (circa il 10% in più rispetto alla fine dello scorso mese di marzo). Se è vero che ormai il rallentamento del mercato a livello nazionale non è più una novità - la domanda non ha fatto altro che oscillare dal -6,47% di gennaio al -8,60% di giugno, mentre l’offerta è calata quasi costantemente dal +10,55% al +1,72%, è anche vero che gli italiani continuano ad avere voglia di casa, soprattutto a Roma e Milano che si confermano in controtendenza con i valori sopracitati. Nella Capitale la richiesta d’immobili è aumentata in 6 mesi dal +4,64% al +8,58%, passando per un picco del +10,64% ad aprile, mentre a Milano è calata dal +28% al +18,55%. Anche l’offerta, tra alti e bassi, è rimasta positiva: +8,54% a Roma e +10% nel capoluogo lombardo.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: eee.etribuna.com

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Ago 05

Nella prima metà del 2009 il mercato delle locazioni a Milano ha mostrato i primi segnali di debolezza, registrando un volume di assorbimento inferiore alle aspettative, circa 70.000 mq (rispetto a 176.000 mq del primo semestre del 2008); Roma invece ha registrato un volume di assorbimento di circa 40.000 mq nel semestre (rispetto a circa 55.000 mq del primo semestre del 2008, esclusa la transazione che ha coinvolto il Ministero della Salute), confermandosi un mercato di dimensioni limitate, più conservativo rispetto a Milano ed influenzato in modo significativo da transazioni una tantum di grandi dimensioni che ne alterano il volume totale.
Quindi, nel confronto con gli altri mercati Europei, anche l’Italia, pur se con qualche mese di ritardo, è entrata in una fase di rallentamento per il settore delle locazioni, facendo registrare una riduzione, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, pari al -61% (Milano) e -45% (Roma).
Evidenti già nel primo trimestre dell’anno in corso, si sono confermate anche nel secondo trimestre le difficoltà nell’attività di locazione. A Milano l’assorbimento del primo semestre 2009 è inferiore al volume assorbito mediamente nei primi trimestri degli ultimi 4 anni. Le aree prevalenti in cui si è concentrato sono state ancora una volta l’hinterland e la periferia, che hanno portato l’assorbimento semestrale in queste aree rispettivamente al 42% e 28% del totale. Prosegue la scarsa attività nelle zone centrali della città, troppo care per i requisiti attuali degli utilizzatori.
La domanda rimane molto fragile, anche se continuano a registrarsi nuove richieste per spazi ad uso uffici a livello locale. «Molte società continuano ad esprimere l’esigenza di cambiare i propri spazi “ spiega Yannis De Francesco, Responsabile del dipartimento di Office Agency a Milano “ma il problema principale che stiamo riscontrando da ormai due trimestri consecutivi e per cui spesso tali ricerche non arrivano a buon fine è che, dopo lunghe trattative che trovano in alcuni casi un accordo a livello locale, il board internazionale o italiano rifiuta il cambio di sede, preferendo rimanere negli stessi spazi e ottenendo una riduzione dei costi attraverso la rinegoziazione dei contratti».
Ed è proprio la richiesta di rinegoziazione dei contratti di locazione in essere la tendenza nuova che sta emergendo con forza in questa parte dell’anno e che sta contenendo in parte l’espansione dei volumi di assorbimento soprattutto a Milano. Continua De Francesco: «la rinegoziazione si sta attuando soprattutto attraverso la richiesta di maggiori incentivi da parte degli utilizzatori alle proprietà. Tra le società prossime alla scadenza del contratto, stiamo osservando un ricorso sempre più frequente allo step rent». Lo step rent è una tipo di incentivo che consiste principalmente nel chiedere alla proprietà uno sconto sul canone di locazione per un periodo limitato, lasciando invariato il face rent che compare nel contratto di locazione. «La percezione generale diffusa tra gli utilizzatori è che la crisi economica attuale durerà indicativamente altri tre anni (H2 2009-2011). Durante questo periodo la maggior parte delle aziende ha come target principale la riduzione dei costi ed il canale principale attraverso cui ottenerlo è la riduzione dei canoni di locazione. Per questo chiedono alla proprietà uno sconto sul canone in questo periodo, ed in cambio la proprietà si assicura l’occupazione dell’immobile per un periodo sufficiente a garantire flussi di cassa costanti in grado di attrarre potenziali investitori».
Le proprietà, nei mesi passati più scettiche nei confronti di questo tipo di incentivo, oggi iniziano a vedere come un pericolo la possibilità di avere l’immobile vuoto nei prossimi anni e quindi dialogano con gli utilizzatori e sono più flessibili a ri-negoziare i contratti e a valutare le nuove richieste.
Conclude De Francesco: «Oggi i fondamentali del mercato sono deboli: assorbimento in diminuzione, canoni prime sotto pressione e vacancy in aumento. Riteniamo però che esistano delle buone opportunità per gli utilizzatori che cercheranno degli uffici in cui spostarsi in questa fase di mercato. Infatti nella seconda parte dell’anno arriveranno nuovi prodotti di qualità elevata, moderni e più efficienti rispetto agli esistenti che faranno crescere la competizione a beneficio degli utilizzatori.
La location, soprattutto la vicinanza alla metropolitana e la maggiore flessibilità della proprietà nella negoziazione dei contratti potrebbero essere il mix di elementi vincente, in questo momento di mercato, nella scelta del prodotto giusto da parte dell’utilizzatore».
A Roma la situazione è solo leggermente differente; le dinamiche di mercato che si stanno delineando a Milano sono in parte confermate anche a Roma, almeno per quanto riguarda il comportamento degli utilizzatori. L’assorbimento di spazi ad uso uffici nella capitale nel secondo trimestre si è mantenuto in linea con il precedente, sfiorando i 20.000 mq. Il consolidamento della Pubblica Amministrazione continua a guidare l’assorbimento, insieme al settore energetico, soprattutto le società attive nelle energie rinnovabili.
Nel secondo trimestre le nuove richieste di spazi ad uso uffici registrate a Roma, avanzate da società di servizi interessate a spostarsi nel breve periodo, sono state poche, confermando una domanda pressoché stabile. Non esiste una zona privilegiata: il driver principale della ricerca si conferma la riduzione dei costi e la qualità. Luca Di Nisio, responsabile dell’ufficio romano di Jones Lang LaSalle, afferma: «Negli ultimi mesi abbiamo riscontrato che prodotti di qualità come il nuovo sviluppo realizzato in via Andrea Doria nel primo trimestre dell’anno riscontrano il favore degli utilizzatori con esigenze più sofisticate e che spesso non trovano un prodotto adeguato alle proprie esigenze sulla piazza romana.
L’opinione generale fra gli operatori è orientata verso un leggero ottimismo, rispetto al pessimismo mostrato nei mesi passati. La domanda di spazi in locazione continua ad esistere, pur se in rallentamento, e ciò ci fa prevedere un assorbimento in linea o al massimo con una lieve diminuzione rispetto ai due trimestri precedenti per la seconda parte dell’anno.
L’offerta è in leggera crescita, nonostante il livello contenuto delle nuove realizzazioni, e ciò porterà, come conseguenza, ad una contrazione dei canoni. I driver della domanda rimangono la riduzione dei costi e la ricerca di qualità».

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Ago 01

L’Ance spiega che con la firma da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri del Decreto che dà attuazione all’articolo 11 del DL 112/2008 può dirsi definitivamente conclusa, seppur con ben nove mesi di ritardo, la fase di definizione dei contenuti più prettamente operativi sulla base dei quali dovranno essere realizzate le successive fasi del piano casa comprese quelle riguardanti l’effettiva realizzazione degli interventi previsti.
Il DPCM si articola in due parti di cui la prima rappresenta il vero e proprio Decreto, mentre le norme attuative, definite come Piano nazionale di edilizia abitativa sono contenute in un allegato.
L’Ance spiega che le risorse immediatamente disponibili per effetto del DPCM sono le seguenti.
- 150 milioni per l’attivazione del sistema integrato dei fondi (per i quali è ipotizzabile che si proceda ad una selezione pubblica della SGR);
- 200 milioni per interventi di edilizia sovvenzionata con caratteristiche di immediata fattibilità di competenza di ex IACP e di comuni.
L’Ance aggiunge che gli interventi di edilizia sovvenzionata dovranno essere inseriti nella apposita comunicazione che le regioni e le province autonome invieranno nei 30 gg successivi all’entrata in vigore del DPCM, un’apposita comunicazione al Ministero delle infrastrutture.
Per la definizione delle risorse da ripartire tra le regioni e destinate agli interventi di tipo più tradizionale ed in particolare incremento del patrimonio ERP e programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale sarà difficile che il termine di 60 gg possa essere rispettato soprattutto per la necessità di far confluire risorse provenienti non solo dal Ministero delle infrastrutture, ma anche dal Ministero dell’economia, sul Fondo nazionale di edilizia abitativa istituito dall’art. 11 comma 12 del Decreto Legge 112/08.

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Lug 30

Valore normale: pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge Comunitaria 2008

di Pierpaolo Molinengo

E’ stata pubblicata, sul Supplemento Ordinario n.110 alla Gazzetta Ufficiale n.161 del 14 luglio 2009, la legge 7 luglio 2009, n.88 - legge Comunitaria 2008. Uno dei punti di interesse della legge è quello che elimina le disposizioni in materia di accertamento sulle compravendite immobiliari in base al “valore normale”, sia ai fini IVA che delle imposte sul reddito.
Vengono, in questo modo, percepite le istanze avanzate dall’ANCE che in più occasioni aveva sostenuto l’illegittimità degli accertamenti fiscali nell’ipotesi in cui il corrispettivo pattuito per l’operazione fosse inferiore al “valore normale”, predeterminato unicamente in base a dati statistici (come le quotazioni O.M.I.) inadeguati a rappresentare i valori di compravendita degli immobili nelle diverse realtà territoriali.
Allo stato attuale viene previsto che l’applicabilità delle citate disposizioni, ai fini IVA, entri in vigore dal giorno successivo a quello di pubblicazione in G.U. della legge Comunitaria 2008, ossia dal 15 luglio 2009 (art.24, comma 9, legge n.88/2009), mentre ai fini delle imposte sul reddito, le norme sono efficaci decorsi 15 giorni dalla pubblicazione in G.U. del Provvedimento (ossia dal 29 luglio 2009).
Tuttavia, si ritiene che alle suddette disposizioni debba attribuirsi la qualifica di norme di natura procedimentale e, come tali, applicabili anche per i pregressi periodi d’imposta ancora accertabili.
Ciò in analogia a quanto precisato dalla stessa Amministrazione finanziaria in occasione dell’introduzione delle norme sull’accertamento sulle compravendite immobiliari in base al “valore normale”, alle quali è stata attribuita, in via interpretativa, natura procedimentale e, quindi, «efficacia anche per le rettifiche relative ai periodi d`imposta ancora accertabili».

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Lug 30

Agosto è ormai vicino e la pausa estiva è davvero alle porte, ma questo non significa che possiamo stare con le mani in mano!

Fare affari all’asta non ha tempo, infatti si possono concludere ottimi affari durante tutto l’arco dell’anno, anche d’agosto.

E allora perchè non darsi da fare sotto l’ombrellone???

Le aste appetibili sono molte, e una volta individuata quella che diventerà il tuo business, dovrai vincere la concorrenza avvalendoti di strategie non conosciute dagli altri.

Cosa puoi fare per sbaragliare chi concorre con te per aggiudicarsi un’asta davvero interessante?

- Prima cosa: Restare calmi. Lasciarsi trascinare dal vortice dell’adrenalina della gara al rialzo è affascinante, ma attenzione! Il gioco al rialzo può essere deleterio e trasformare l’affare in una bufala bella e buona.

- Seconda cosa: Break even Point. Devi sempre avere ben presente l’obiettivo da raggiungere. Calcolare un break even point è l’unico modo per non lasciarsi sfuggire di mano la situazione.

- Terza cosa: Non devi vincere a tutti i costi. Se il gioco si fa duro e il prezzo sale troppo, lascia pure che l’immobile se lo aggiudichi qualcun altro. Pensa al business. Un immobile pagato troppo all’asta non porta un guadagno.

- Qurata cosa: Resta concentrato. Distrasi è davvero facile. Restare concentrato sul focus ti auterà a non commettere errori.

- Quinta cosa: Arriva all’asta preparato. Nei giorni precenti l’asta fai un brain storming e riporta su carta tutto quello che devi fare il giorno dell’asta e in caso di aggiudicazione successivamente. Non lasciare tutto al caso. Fai in modo di essere preparato in modo adeguato. Commettere errori è facile anche per chi ha esperienza, quindi creati un piano e seguilo!

Durante la partecipazione ad un’asta non dobbiamo mai dimenticare che il successo o l’insuccesso dipendono da noi e da come reagiamo agli eventi circostanti.

Nell’ ebook “Guadagnare con le Aste Immobiliari” infatti potrai ritrovare tutte le regole da seguire per aggiudicarsi un’asta e fare un affare senza commettere errori.

Applicare la strategia guista può determinare il successo o il fallimento di un’operazione, per questo ho voluto scrivere questo post sottolineando i 5 punti essenziali che ti consentiranno di partecipare ad un’asta con un ottica diversa: l’ottica del business!

Buoni affari e a Settembre!

Tags: asta giudiziaria, fare affari all’asta, immobili asta

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Lug 26

di Pierpaolo Molinengo«Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l’iter procedurale per il concreto avvio del Piano Casa, che si prefigge l’obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni». A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.Il Piano prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del Piano Casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.«Il governo - dichiara il ministro Matteoli - ha mantenuto un altro impegno del programma elettorale. Parte così la realizzazione di un ambizioso Piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l’offerta di