Idee originali per i regali di natale 2009 L’esperienza insegna 43….(livelli fib s&pmib)




Dic 12

Oggi più che mai l’andamento del mercato immobiliare è strettamente legato a quello macroeconomico: fino a quando gli indicatori economici non si stabilizzeranno sul segno positivo almeno per un semestre non si potrà dire che la crisi sia finita. Probabilmente una vera ripresa ci sarà nel secondo semestre del prossimo anno mentre per ritornare ai livelli del 2007 si dovrà aspettare il 2015. Alla fine quindi la ripresa ci sarà ma sarà lenta. Sui mercati residenziali e commerciali pesano poi moltissimo le previsioni relative al mercato del lavoro: in tutte le economie avanzate si prevede un innalzamento del tasso di disoccupazione e ciò influisce direttamente sulle decisioni di spesa delle famiglie. Una contrazione di prezzi e di vendite potrebbe prolungarsi fino ai primi mesi del prossimo anno.La maggior parte degli indici azionari legali all’immobiliare mostra oggi, rispetto a un anno fa, performance positive e addirittura sulle due cifre per molti indicatori. Nel valutare questo dato non bisogna però dimenticare che proprio dall’ottobre dello scorso anno i listini di borsa hanno subito un deciso tracollo che in tutto il Mondo ha raggiunto il picco negativo nella primavera dell’anno in corso.Gli indici positivi indicano sicuramente che il mattone quotato ha ricominciato ad attrarre gli investitori: le previsioni su una prossima fine della crisi economica contribuiscono ad alimentare la fiducia ma le performance si mantengono su livelli molto lontani da quelli che si registravano nell’ottobre del 2006 o anche nel settembre del 2008. Si ricomincia a investire in questo tipo di titoli ma con cautela così come succederà anche per il mercato immobiliare “reale” non appena le banche riapriranno le linee di credito. Il mercato azionario è quello più sensibile al reale andamento dell’economia: la pubblicazione di un qualsiasi indice negativo si riversa il giorno stesso sugli indici azionari che immediatamente registrano perdite e arretramenti. Il mercato immobiliare per sua natura non può essere così volatile tuttavia nelle economie eccessivamente finanziarizzate, come quella americana e quella inglese, si è verificato una sorta di allineamento tra l’andamento degli indici azionari e il mercato vero e proprio. In un’economia come quella italiana, dove la produzione industriale e quella agricola compongono ancora un 26% del PIL, il valore degli immobili non ha subito decrementi a due cifre ma solo lievi correzioni al ribasso. In Italia la crisi si è riversata sul numero di transazioni che sono bruscamente frenate. Gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori: solo il 30% delle famiglie acquista casa tramite mutuo. Chi deve vendere non ha generalmente necessità di farlo in tempi brevi: può aspettare momenti di mercato più favorevoli. Il tasso di debito delle famiglie italiane è pari al 57%.Negli USA il tasso di risparmio è prossimo allo 0% e quello di debito supera il 100% del reddito: questo comporta che la situazione economica di moltissime famiglie americane è legata all’andamento del mercato finanziario, se non altro attraverso indicatori quali i tassi interbancari che sono legati a doppio filo al quadro macroeconomico sia delle singole economie che di quella internazionale.

Le tendenze del mercato secondo Reag

RESIDENZIALE

Nei prossimi 6 mesi il numero di compravendite dovrebbe ricominciare a crescere: anche nelle zone periferiche delle città non si dovrebbero registrare ulteriori segni negativi nel volume degli scambi mentre continua a diminuire il numero di abitazioni acquistate tramite mutuo a causa della difficoltà delle famiglie nell’accedere al credito. Per quanto riguarda i prezzi non si dovrebbero registrare ulteriori ribassi: nella prima parte del 2010 si prevede una sostanziale stasi sui livelli raggiunti a fine 2009.

TERZIARIO

Nei prossimi 6 mesi si potrebbe registrare un’ulteriore contrazione delle compravendite e un’ulteriore allungamento dei tempi medi di vendita generalizzato a tutte le zone delle città. I valori di compravendita, così come i canoni, si dovrebbero stabilizzare sui valori raggiunti a fine 2009 ma solamente nelle localizzazioni urbane più favorevoli. Il tasso di sfitto continuerà a crescere.

COMMERCIALE

Nei prossimi 6 mesi i valori potrebbero subire ulteriori contrazioni mentre il numero degli scambi non dovrebbe mostrare ulteriori diminuzioni. La domanda rimane elevata solamente per le zone di pregio dei centri delle grandi città dove l’offerta è però scarsa e le compravendite quindi minime. I nuovi sviluppi di centri commerciali rallentano; il tasso di vacancy delle strutture con un bacino d’utenza consistenze resta stabile mentre cresce per gli immobili localizzati in posizione sfavorevole e che non si sono rinnovati.

INDUSTRIALE

il mercato degli immobili industriali continua ad essere caratterizzato da un’offerta di qualità notevolmente inferiore rispetto a quanto richiesto dalla domanda; il sottodimensionamento dello stock si rileva soprattutto al Sud. I prezzi e i canoni per gli immobili nuovi e localizzati nei pressi delle principali arterie stradali dovrebbero rimanere stabili mentre per il restante patrimonio il mercato è previsto in deciso rallentamento per tutto il 2010.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Autore: Leo Civelli - CEO di REAG Europe

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale





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