Il pauroso trema davanti alle difficoltà, le ingigantisce. Anche quando inizia una nuova avventura, come fare un viaggio, fidanzarsi o comperare un appartamento, poi ci ripensa pieno di dubbi. Il viaggio è forse troppo pericoloso, i genitori lasciati a casa si sentono soli, nel caso del fidanzamento non è più sicuro del proprio amore o di quello del suo amato. Allora trema, suda, decide di non partire, cerca rassicurazioni, disdice gli impegni. Un poveretto che fa male solo a se stesso.
Il vile, invece, è un pauroso pieno di dubbi che, nel suo decidere prima una cosa e poi il suo contrario, produce un danno a quelli che contavano su di lui e si fidavano della sua parola. In guerra quello che trema e dice «non me la sento » suscita disprezzo. Ma è ben più grave il caso di chi invece si offre volontario, si fa affidare una azione delicata, ottiene la fiducia dei compagni che contano sul suo coraggio e poi, quando l’azione bellica è in corso, viene preso dalla paura, si ferma, si nasconde e, per colpa sua, essi vengono massacrati. Costui non è un pauroso, è un vile.
Quanta poca gente ha il coraggio di dire, di scrivere ciò che crede e ciò che pensa! Lo fanno in privato, ma in pubblico hanno paura delle obiezioni, delle condanne, delle critiche… E quanta gente non ha il coraggio di mantenere la parola data! Di solito lo fa per opportunismo: appena vede un pericolo oppure un vantaggio cambia idea.
Ma c’e anche chi non è capace di mantenere la promessa perché è moralmente debole. Perché è vile. (Alberoni)
fonte: bottomline.ilcannocchiale.it » Vai al post originale