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Ott 31

Il pauroso trema davanti alle difficol­tà, le ingigantisce. Anche quando ini­zia una nuova avventura, come fare un viaggio, fidanzarsi o comperare un ap­partamento, poi ci ripensa pieno di dub­bi. Il viaggio è forse troppo pericoloso, i genitori lasciati a casa si sentono soli, nel caso del fidanzamento non è più sicu­ro del proprio amore o di quello del suo amato. Allora trema, suda, decide di non partire, cerca rassicurazioni, disdi­ce gli impegni. Un poveretto che fa male solo a se stesso.

Il vile, invece, è un pauroso pieno di dubbi che, nel suo decidere prima una co­sa e poi il suo contrario, produce un dan­no a quelli che contavano su di lui e si fidavano della sua parola. In guerra quello che trema e dice «non me la sen­to » suscita disprezzo. Ma è ben più gra­ve il caso di chi invece si offre volonta­rio, si fa affidare una azione delicata, ot­tiene la fiducia dei compagni che conta­no sul suo coraggio e poi, quando l’azio­ne bellica è in corso, viene preso dalla pa­ura, si ferma, si nasconde e, per colpa sua, essi vengono massacrati. Costui non è un pauroso, è un vile.

Quanta poca gente ha il coraggio di dire, di scrivere ciò che crede e ciò che pensa! Lo fanno in privato, ma in pubblico hanno paura del­le obiezioni, delle condanne, delle criti­che… E quanta gente non ha il coraggio di mantenere la parola data! Di solito lo fa per opportunismo: appena vede un pe­ricolo oppure un vantaggio cambia idea.

Ma c’e anche chi non è capace di man­tenere la promessa perché è moralmente debole. Perché è vile. (Alberoni)

 

fonte: bottomline.ilcannocchiale.it » Vai al post originale





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