Spandau ballet reunion e tour Il san salvo torna alla vittoria: battuta la capolista miglianico




Mar 31

C’era una volta un giovane ragazzo che,in una fresca sera
d’autunno,camminava tranquillo con un vecchio mangianastri nella tasca. Si era
da poco trasferito con i genitori da un piccolo paesino di campagna e perciò
non riusciva ancora ad orientarsi bene tra le vie,i vicoli e le piazze della
città,e la moltitudine di ragazzi e ragazze,così tristemente uguali e
stereotipati,certo non lo aiutava in quella che sembrava una missione
impossibile.Nonostante tutto era sereno..aveva la musica della sua terra a
fargli compagnia…quel ritmo di tamburelli e zampogne vibravano e avvolgevano
tutto il suo corpo a tal punto che avrebbe voluto danzare,come era abituato a
fare nella festa del paese..ma non era certo il caso..gli occhi
torvi verso di lui,erano già
abbastanza….come abbastanza sono i pregiudizi che troppe volte stroncano
relazioni umane a priori…Aveva conosciuto si e no tre persone fino a quel
momento,compagni di scuola più che altro,ma non lo considerava un problema,”Sono
appena arrivato in fondo, ci vuole tempo per socializzare e farsi accettare
dalla comunità” si diceva.Quello che gli fu chiaro fin da subito invece,erano i
grandi paradossi di quel luogo,pieno di ipocrisie e falsità.Sui giornali si
parlava di morti ubriachi sulle strade ogni settimana,e i bar che vendevano
alcolici fino a tardi…scuole ovunque,ma muri ancora invasi dalle
svastiche……gente che dormiva per terra sotto gli archi di enormi centri
commerciali …Quando il sole stava calando,lasciando il posto alle stelle,si fermò
un istante per bere da una fontanella che si trovò di fronte,quando un gruppo
di bulli con il volto abbronzato come fosse
estate,cominciò in modo a urlargli dietro
“Quella è nostra,non la toccare!” ma il giovane assorto nei suoi pensieri e
nella melodia,li ignorò e bevve comunque. Allora uno di questi gli si
avvicinò,colpendolo al viso e preso il suo mangianastri,lo fece vedere agli
amici come si fa con un trofeo, e lo buttò a terra calpestandolo più
volte..”così impari a non obbedire alle nostre leggi e a non ascoltare quando
parliamo”.Il giovane campagnolo rimase fermo..e abbassando la testa si guardò i
piedi quasi si sentisse colpevole dell’accaduto.. poi fissò per un attimo il
bullo come per capire con chi avesse a che fare.. Sorrisino idiota stampato in
viso,orecchini a stella,i capelli phonati,testa alta e petto indentro nemmeno
fosse un militare.La presunzione marchiata a fuoco sul volto di un bambino
cresciuto troppo con la convinzione di essere “un VIP” in un mondo di reality
show e volgarità..dove il più appariscente,molto spesso il più
ridicolo,spicca..Rimase colpito dai suoi abiti.Aveva già visto più volte quei
vestiti nei negozi di super lusso e addosso a molti passanti e rimase sorpreso
nel constatare quanto le masse si facciano influenzare dalle mode e quanti
soldi buttino…e questo proprio non riusciva a capirlo…I suoi genitori lo
avevano da sempre educato al risparmio e a spendere solo quando era necessario,
e quindi si teneva stretti quei vestiti da 20 euro che portava,forse non all’ultimo
grido ma in compenso molto comodi…Non accennò nemmeno una reazione..”non ti
curar di loro ma guarda e passa”  e con
tutta calma si allontanò,mentre i ragazzi continuavano ad inveire contro di lui
innervositi dal suo atteggiamento quasi di sfida secondo il loro strano punto
di vista..Un pensiero lo tormentava più delle loro volgarità..”Forse avrei
dovuto assecondarli…e non dar loro la possibilità di sfogare la loro
frustrazione su di me ma,dandogli la soddisfazione di credere di valere e di
essere qualcuno…”Ma non fece in tempo a rispondersi che sentì una macchina
dietro di lui e cominciò a correre…Un susseguirsi di respiri veloci,il cuore in
gola e le gambe tremanti ma non smetteva di guardarsi intorno. Gli sembrava di
vedere la città da sopra un treno…immagini,frammenti distorti e nessuno tra la
folla che lo aiutasse..gli mancava il fiato quando vide la porta del cimitero
poco distante dal centro aperta e vi si infilò dentro…i suoi inseguitori
scesero dalla macchina ,camminando verso di lui con aria arrogante e superba.
Cominciarono a picchiarlo,strappandogli di dosso quegli “stracci “ Prima di
svenire dal dolore, ebbe la forza di urlare con un pizzico di orgoglio..”Voi a
casa vostra potete dire e fare quello che volete…ma non ha importanza,io domani
mi alzerò e potrò dire di aver imparato qualcosa di nuovo dalla vita” e poi il
buio…Passarono alcuni secondi e il vecchio e zoppo custode del cimitero arrivò
in aiuto del ragazzo,dopo aver assistito impotente alla scena. Sollevò la testa
del ragazzo e una volta accuratosi delle sue condizioni,
rivolse gli
occhi verso i bulletti e una volta capito il senso di quelle che sembravano
solo parole orgogliose,ci cominciò riflettere sopra
“Siete al cimitero.. è questa la vostra casa..perchè siete l’esempio di
quei giovani d’oggi tanto superficiali,egoisti,e vittime dei media da essere utili
alla società e ai problemi di un mondo,che va sempre più a rotoli,come un
morto.. defunti più voi nell’animo che coloro che io proteggo e onoro in questo
luogo sacro” ma non disse nulla…sarebbe stato uno sforzo vano,e sospirò
amareggiato vedendo i ragazzi con il loro sorriso idiota sul viso,tornare in
macchina pronti,come niente fosse successo,per un’altra serata in discoteca.

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale





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