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Il monastero di clausura di Claro, 01.11.2009 in una mappa di dimensioni maggiori
Percorso effettuato: Sant’Ambrogio, frazione di Claro (Q400) - monastero di clausura di Santa Maria Assunta (Q620)
Difficoltà del sentiero: T1
Dislivello: 250 metri
Lunghezza del percorso: 5 Km
Sforzo equivalente: 7 Km
Durata (incluse le pause): 2.5 ore
Riferimenti: il monastero di clausura di Santa Maria Assunta.
Dopo la pedalata di ieri da Camorino a Lugano, avevo voglia di verificare la tenuta delle gambe, in previsione di possibili tracciati trekkistici di più giorni, con percorsi lunghetti ogni giorno
(ad esempio nel parco del Pollino, oppure sulle colline del Monferrato, o ancora in Toscana e Umbria). Rita deve preparare diverse cose per la settimana, così si pone il problema di trovare un
percorso vicino, e non lungo. Si decide per il monastero di Claro, dietro le porte, con l’idea di cercare ancora castagne.
14:30 Siamo al parcheggio di Sant’Ambrogio, in cima a Claro, edificata su di un cono di deiezione. In alto vediamo la nostra meta odierna, costruita su di un terrazzo naturale.

E di fronte a noi la bella chiesetta di Sant’Ambrogio.

Oggi abbiamo un solo sacco, che dovrebbe servire a portare le castagne, caso mai ne trovassimo ancora. Rita mi sbeffeggia, e decide di portarlo lei, così saliamo più in fretta :-(. Sulla strada
principale, un cartello che non lascia dubbi sull’accesso alla mulattiera di salita.

La stessa sale verso la destra del cartello, tra due imponenti pareti di roccia. Normalmente agevole, oggi ci fa tribolare un po’ con tutta la foglia che c’è per terra.

Il primo tratto sale verso la costa della montagna, poi una svolta, si torna a salire guardando la valle. Nuova svolta, questa volta marcata da una cappelletta.

Da qui si riprende a salire verso la montagna, e poco dopo vediamo la costruzione del monastero sopra di noi.

15:10 A tempo di record siamo arrivati. Mentre stiamo per entrare, una copia arriva dal sentiero di montagna. Mi informo, mi dicono che sono partiti da Lumino. Mmmmmh, interessante. si può salire
un pezzo, poi continuare praticamente piani fino a qui… Memorizzato, magari in primavera. Saliamo i pochi scalini che danno accesso alla terrazza posta verso la valle, l’unica accessibile al
pubblico.

A sinistra della chiesetta, il cimitero del convento. Ieri ho visto quello del Bigorio, essenziale. Anche questo lo è, ma ogni tomba ha il suo bel mazzo di fiori.

La vista verso la valle è splendida, si vede da Bellinzona quasi fino a Biasca. E attorno i colori dell’autunno, con il suo gran finale, prima di lasciare il passo all’inverno.

Una teleferica, innaugurata da poco (il monastero è stato oggetto di vari interventi di restauro nel corso degli ultimi anni), permette un accesso facile anche a chi non ha voglia di farsi una
mezz’oretta a piedi.

Breve visita alla chiesetta, vedo una suora che sta preparando tutto per la funzione, e quando mi nota si ritira in fretta. Scatto due foto, ed esco per non disturbare.

Le suore, per autofinanziarsi, preparano marmellate, biscotti, e lavori di ricamo. In uno stanzino aperto verso l’esterno, una ruota permette loro di far pervenire al mondo esterno i loro
prodotti, e a noi di pagare. Sentiamo la voce dall’altra parte, ma non vediamo nessuno.

Facciamo la nostra merenda sulla terrazza, ammirando la splendida vegetazione, curata. Una yucca selvatica, una delle mie piante preferite, fa bella mostra di se.

15:35 Usciamo dal convento, e riprendiamo il sentiero verso la montagna, per entrare nel castagneto. Ricerca di castagne decisamente infruttuosa, la zona è stata battuta molto bene prima che
arrivassimo noi, e si trovano unicamente castagne piccole, o marce. Non ci arrendiamo, e tentiamo per una buona ventina di minuti. Esito scarso, ne raccogliamo unicamente una porzione. Da questo
punto si vede la parte nascosta del monastero, non visibile dal davanti, con una seconda chiesetta posta all’interno del perimetro, e non accessibile.

15:55 Decidiamo di lasciar stare le castagne, e riprendiamo il sentiero in discesa. In questo periodo purtroppo verso le 16:30 è già abbastanza scuro. Discesa tranquilla, facendo unicamente
attenzione a non scivolare sulle foglie.

16:20 Fine della passeggiata, eccoci nuovamente al parcheggio. Le gambe hanno tenuto benissimo, niente dolori in nessun muscoletto. Sono proprio contento: non ostante la scarpinata di ieri, avrei
quasi voglia di rifarmela anche oggi, tanto è stata splendida.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di
speciale).
fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale