“Il ritmo assordante ti entra nella
testa,l’alcool e una pasticca ti annebbiano i sensi. Sali in macchina ti senti
immortale,un sorriso,uno schianto,sirene nella notte…poi solo lacrime e
dolore davanti ad una bara bianca,i tuoi vent’anni volati nel nulla...”
(“Vita spezzata” di Angela
Ambrosiani) Scrivo cose inutili. Pensieri inutili,parole,frasi,verbi inutili.
Non so cos’ altro fare. Questo è l’unico modo che conosco per colmare il vuoto.
L’unico gesto in grado di far tacere quel silenzio che mi ha sovrastato e reso piccolo,infinitesimale.
A costo di rendermi ridicolo quindi decido di combattere contro i mulini a
vento. Impugno la penna ma la mano trema. Butto giù qualche riga,poi la lascio
cadere sulla scrivania proprio davanti alla tua foto. Mi manchi da morire. Vorrei
piangere,urlare,dimenarmi per terra,spaccare tutto. Ogni piatto,ogni sedia,ogni
virgola mi rinfaccia che c’eri,che sei stato parte della mia vita,parte di
me,parte del resto di niente. Ma accanirmi sugli oggetti sarebbe
inutile,un’inutile protesta che sicuramente il crudele fato che ci ha diviso ignorerebbe. Alzo allora
le braccia al cielo in segno di resa e ascolto il vento infrangersi sul mio corpo nudo.
Gelo. Lo stesso di quella sera. Ricordo il telefono squillare ad ora tarda.
Ricordo il brivido che mi corse sulla schiena e che mai più mi ha abbandonato.
Ricordo tutto come se fosse ieri anche se non vorrei. Anche se avevo scavato
così a fondo dentro di me per seppellirlo che pensavo di esserne uscito illeso.
Ma pur nascondendole con il trucco le cicatrici non spariscono e a volte
tornano a fare male. Sei stato l’amico e il fratello che non ho mai avuto. E molto di più. Sei stato per anni la mia spalla,la mia torcia,la mia unica certezza. Poi all’improvviso il buio. Come una fioca voce che si perde
tra le montagne te ne sei andato,e per imboccare quel tunnel in cui la luce è
talmente lontana da essere un puntino perso nell’infinità dell’universo,mi hai lasciato da solo a naufragare sugli scogli. Scrivo cose inutili. Pensieri inutili
,parole,frasi,verbi inutili. Non so che altro fare. Questo è l’unico modo che
ho per colmare il vuoto. “Moltiplica
ciò che stai pensando all’infinito, gettalo negli abissi
dell’eternità e vedrai solo uno spiraglio di ciò
che vorrei dirti.” (Vi presento Joe Black)
fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale